Western Asset avverte sul rischio stagflazione: energia, banche centrali e credito globale entrano in una fase delicata. E l’Europa resta la più esposta.
Mentre tu leggevi le solite notizie rassicuranti sui mercati in ripresa, qualcosa di molto più grande stava accadendo in silenzio. Western Asset - uno dei gestori obbligazionari più potenti del pianeta, con miliardi di dollari sotto gestione - ha appena pubblicato un documento che fa venire i brividi a chi sa leggerlo davvero. Non è un comunicato stampa. Non è una nota di ottimismo di circostanza. È una mappa del rischio globale scritta da chi ha la responsabilità concreta di non perdere i soldi degli investitori istituzionali di mezzo mondo.
E quello che dice, tra le righe, è inquietante. Lo Stretto di Hormuz è chiuso. Il corridoio marino attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale - il collo di bottiglia energetico del pianeta - è bloccato a causa dell’escalation del conflitto in Iran. Le conseguenze? Prezzi dell’energia in spike. Inflazione che torna a mordere. Banche centrali che non sanno più se tagliare i tassi o alzarli. E un sistema economico globale che stava appena riprendendo fiato, di colpo con il fiatone.
Il rapporto di Western Asset è scritto nel sobrio linguaggio dei gestori di fondi, fatto di «spread», «duration» e «OAS» (Option Adjusted Spread). Ma se togli il gergo finanziario e leggi quello che c’è davvero scritto, il messaggio è uno solo: stiamo navigando a vista in acque che nessuno ha mai attraversato prima. [...]
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