Anche il conto corrente deve essere dichiarato con il modello 730, ma solo in alcuni casi. Per chi c’è l’obbligo e perchè?
Il conto corrente si dichiara nel 730? Si potrebbe rispondere con un secco NO a questa domanda, con la motivazione che i soldi che sono presenti sul conto corrente sono stati, in teoria già tassati se vengono da lavoro dipendente, autonomo, pensione, vincite al gioco ecc...
La risposta alla domanda iniziale, però, non è proprio così scontata perché in alcuni casi c’è l’obbligo di inserire il conto corrente in dichiarazione dei redditi. Anche se sul c/c vengono accreditati stipendi e pensioni (già tassati dal sostituto di imposta) o bonifici da parenti e amici (che sono esentasse) e sulle somme non si è mai chiamati a versare alcuna imposta, è anche vero che esiste il monitoraggio fiscale.
Quello che non tutti sanno, infatti, è che i conti correnti detenuti all’estero devono essere indicati nella dichiarazione dei redditi da chi ha residenza in Italia. Questo obbligo ha due scopi principali: calcolare l’eventuale pagamento dell’Ivafe e, appunto, per monitoraggio fiscale.
Il quadro in cui i conti correnti devono essere indicati non è un quadro fiscale e, di fatto, sulle somme indicate non si pagheranno le tasse. Per chi ha un conto estero e non assolve all’obbligo di inserirlo in dichiarazione sono previsti accertamenti e sanzioni.
Dove si indica il conto corrente estero nel 730?
Fino al 2023 per indicare il conto corrente all’estero era necessario compilare il quadro RW del modello Redditi. Dallo scorso anno il contribuente può assolvere l’obbligo anche compilando il solo modello 730/2025 compilando il nuovo quadro W.
In entrami i casi si tratta di quadri non reddituali che devono compilare anche coloro che sono esonerati dalla dichiarazione dei redditi. In questo caso basterà compilare il quadro RW del modello Redditi e il frontespizio dello stesso.
Quando vanno dichiarati i conti correnti nel quadro W?
Sono obbligati a indicare nel quadro W del modello 730/2025 i conti correnti detenuti all’estero tutti coloro che hanno avuto, sugli stessi, depositi superiori a 15.000 euro (se il deposito è di imposto minore l’obbligo di indicazione non sussiste). La segnalazione, in ogni caso, è dovuta anche per importi minori nel caso il contribuente debba pagare l’Ivafe che va a incidere sui depositi superiori a 5.000 euro. Per giacenze media inferiori a questo importo l’Ivafe non è dovuta.
Come si compila il quadro W del modello 730/2025
Nel quadro W del modello 730/2025 si devono indicare ai fini del monitoraggio fiscale:
- investimenti immobiliari all’estero;
- attività estere finanziarie;
- le cripto attività.
Anche se, come è stato detto, si tratta di un quadro dedicato al monitoraggio fiscale, attraverso il quadro W è possibile anche liquidare le imposte legate agli investimenti sopra indicati (Ivafe, Ivie e imposta sul valore delle cripto attività).
Nella compilazione del Quadro W è necessario compilare il rigo W1 e successivi, uno per ogni attività detenuta all’estero indicando valore iniziale e valore finale.
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Conto estero non dichiarato, le sanzioni
Se, pur detenendo un conto corrente all’estero, non si procede alla compilazione del Quadro W, si va a commettere una violazione formale che comporta le seguenti sanzioni:
- se si procede alla dichiarazione entro 90 giorni (presentando il quadro RW del modello Redditi) la sanzione è fissa di 250 euro;
- se il conto corrente non dichiarato è ubicato in un Paese non in Black List la sanzione varia dal 3% al 15% di quanto non dichiarato;
- se il conto corrente non dichiarato è ubicato in un Paese in Black List la sanzione varia dal 6% al 30% di quanto non dichiarato.
Le sanzioni si applicano anche per coloro che sono esonerati dalla dichiarazione dei redditi.
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