L’Europa aumenta, invece di diminuire, gli acquisti di gas dalla Russia: questo report mostra che tra i principali compratori di combustibile russo c’è proprio l’Italia.
Eliminare del tutto la Russia tra i fornitori di gas dell’Europa si sta palesando un obiettivo difficile da raggiungere: a dimostrarlo ci sono i numeri del think tank Ember.
Secondo i calcoli degli esperti di energia, nel 2024 l’import di gas russo è aumentato del 18% in UE rispetto all’anno procedente, con una spinta causata soprattutto dagli acquisti di alcuni Paesi, tra i quali l’Italia.
I numeri si traducono in tematiche più profonde e complesse, che riguardano proprio la geopolitica e il rapporto tra UE e Mosca in questo contesto di guerra in Ucraina e di “rottura” con il Paese guidato da Putin. La questione della sicurezza energetica si conferma molto delicata per l’Europa e, soprattutto, mostra ancora la vulnerabilità del vecchio continente, troppo dipendente da questa materia prima per il suo approvvigionamento.
Gli analisti del think tank hanno infatti sottolineato: “Porre fine alla dipendenza dal gas russo è stata una delle massime priorità sia della Commissione Europea che della presidenza polacca del Consiglio dell’UE. Tuttavia, un piano di eliminazione graduale del gas russo non è ancora stato pubblicato”.
Non solo. Gli acquisti di combustibile della Russia sono addirittura cresciuti nonostante la domanda di gas sia rimasta invariata nel 2024 rispetto all’anno precedente. In sostanza, malgrado l’impegno e le sanzioni, questa tendenza significa che i Paesi UE continuano a finanziare la guerra in Ucraina comprando gas russo. E l’Italia risulta tra i maggiori acquirenti, quanto gas ha acquistato da Mosca?
I numeri che non ti aspetti: più gas dalla Russia in Europa. Italia tra i maggiori compratori
L’analisi di Ember sul mercato del gas in Europa nel 2024 ha portato a questi risultati:
- importazioni di gas russo: +18% nel 2024 (da 38 miliardi di metri cubi a 45 miliardi di metri cubi);
- Paesi che hanno acquistato più gas russo nel 2024: Italia, Repubblica Ceca, Francia;
- import di gas russo dell’Italia: +4 miliardi di metri cubi;
- import gas russo Repubblica Ceca: +2 miliardi di metri cubi;
- import gas russo Francia: +1,7 miliardi di metri cubi
Gli esperti hanno inoltre sottolineato che:
“L’aumento è stato in gran parte guidato dalle crescenti importazioni di GNL russo. Questa tendenza continua nel 2025, con l’UE che ha importato in media 74,3 milioni di metri cubi al giorno (mcm/giorno) di GNL russo a febbraio, un aumento mensile dell’11%.”
A questi si aggiungono altri numeri importanti per dimostrare quanto l’UE sia ancora indietro nel suo percorso di eliminazione totale della Russia come fornitore energetico:
- UE ha acquistato 56 (mcm/giorno) di gas russo tramite il gasdotto TurkStream, con un aumento mensile dell’11% a febbraio 2025;
- le importazioni UE di combustibili fossili russi sono state pari al valore di 21,9 miliardi di euro nel 2024, ben oltre i 18,7 miliardi di euro di aiuti finanziari forniti all’Ucraina
Anche il think tank Bruegel ha evidenziato nei suoi dati aggiornati che il legame Russia-Europa nel mercato del gas è solido.

In rosso scuro sono indicati gli acquisti di GNL russi, che dal 2020 a oggi sono rimasti invariati e non sono affatto diminuiti.
UE sempre più lontana dall’indipendenza energetica da Mosca?
Secondo gli analisti, questa tendenza interroga l’UE sui piani futuri.
La tabella di marcia verso l’eliminazione totale della Russia come fornitore di gas è in frenata e questo ha diverse conseguenze. Da una parte mantiene il blocco UE dipendente da Mosca e dalle sue “mosse anche ricattatorie” sugli approvvigionamenti. Dall’altra allontana l’Europa dagli obiettivi non solo di autonomia dalla Russia, ma anche di riduzione di consumo di gas secondo il piano RePowe EU e di sviluppo delle energei rinnovabili.
Ember ha evidenziato che, invece, l’Europa sta massicciamente investendo nella rigassificazione, tanto che si stima un aumento del 54% della capacità di importazione di GNL e della costruzione di nuovi gasdotti in UE. Entro il 2030, quindi, “131 miliardi di metri cubi di capacità di fornitura di gas nell’UE saranno sottoutilizzati, con conseguente potenziale spreco di fondi pubblici e aumento dei costi per i consumatori.”
Accelerare sulle rinnovabili sarebbe prioritario. Invece, puntando ancora sul gas, l’Europa rischia di finanziare ancora le casse di Mosca. E, secondo Ember, le sfide e le insidie non sono finite: “Slovacchia e Ungheria continuano a sostenere l’uso del gas russo, mentre i colloqui tra Stati Uniti e Russia avrebbero incluso l’apertura del Nord Stream 2. Si vocifera anche che un ritorno al gas russo faccia parte di un potenziale accordo per porre fine alla guerra in Ucraina.”
Di questo passo la Russia continuerà a giocare un ruolo determinante per la sicurezza energetica europea.
© RIPRODUZIONE RISERVATA