Questo macchinario riesce a capire che cosa vuoi comprare

Davide Galasso

27 Febbraio 2025 - 16:34

Questo macchinario utilizzato dai professionisti del neuromarketing riesce a capire a quali prodotti sei interessato e cosa vuoi comprare

Questo macchinario riesce a capire che cosa vuoi comprare

Il neuromarketing è una delle discipline che stanno rivoluzionando il settore dei consumi in maniera sempre più rapida.

La sua potenza risiede, infatti, nel saper sfruttare e applicare il forte sviluppo tecnologico che la società attuale sta conoscendo al fine di fornire nuovi approcci al mondo del marketing.

Gli strumenti che vengono impiegati nelle ricerche di neuromarketing sono molteplici e alcuni di questi sono caratterizzati da un’efficacia e una precisione davvero sbalorditiva.

Tra questi c’è sicuramente l’elettroencefalogramma (EEG), un macchinario all’avanguardia utilizzato per misurare e monitorare alcuni parametri fondamentali attivi durante i processi d’acquisto.

Cos’è l’elettroencefalogramma?

L’elettroencefalogramma è una delle tecniche principali di brain imaging e permette di analizzare le funzionalità del cervello a partire dalla registrazione dell’attività neuronale.

In pratica, tramite degli elettrodi che vengono applicati sullo scalpo di un soggetto sperimentale è possibile registrare le scariche elettriche dei substrati neurali dell’individuo, con attenzione particolare ai neuroni piramidali, elementi fondamentali del sistema nervoso dell’essere umano.

Effettuando quindi queste misurazioni durante lo svolgimento di compiti di vario tipo da parte del soggetto, il macchinario riesce a fornire indicazioni importanti sull’attivazione dei principali processi cognitivi tra cui attenzione, interesse e memorizzazione.

Cosa misura l’elettroencefalogramma?

L’EEG misura le risposte elettrofisiologiche del cervello a stimoli cognitivi specifici, noti come potenziali evento-correlati (ERP). Questi potenziali indicano l’attività cerebrale associata a diversi processi mentali analizzando le oscillazioni cerebrali nelle seguenti bande di frequenza:

  • Banda delta (δ) - compresa tra 0,5 e 4 Hertz
  • Banda theta (θ) - compresa tra 4 e 8 Hertz
  • Banda alfa (α) - compresa tra 8 e 13 Hertz
  • Banda beta (β) - compresa tra 13 e 30 Hertz

Il macchinario è in grado di rilevare la sincronizzazione e la desincronizzazione dei potenziali per ciascuna banda di frequenza e da questa valutazione si ricavano informazioni importanti sulle varie funzioni cognitive.

Nello specifico, sbilanciamenti in banda alfa (8-13 Hz) sono riconducibili all’attivazione dei processi attentivi, in banda theta (4-8 Hz) alle funzioni di memorizzazione mentre sbilanciamenti in banda alfa, ma relative ai lobi frontali, indicano lo stato di interesse di un individuo verso lo stimolo proposto.

Come viene impiegato l’EEG nel neuromarketing?

L’elettroencefalogramma è diventato uno strumento insostituibile nello studio del comportamento dei consumatori, proprio perché permette di identificare con precisione come le persone memorizzano le informazioni, prestano attenzione e sviluppano interesse verso prodotti e pubblicità.

In questo settore, l’utilizzo del macchinario si sta diffondendo molto grazie ai suoi costi contenuti e a una risoluzione temporale molto alta, che permette di monitorare i processi cognitivi istante per istante durante l’esposizione di un individuo a uno stimolo (per esempio una sequenza pubblicitaria).

Misurando le fluttuazioni nelle bande di frequenza descritte precedentemente, l’EEG fornisce una panoramica approfondita e basata su dati concreti riguardo le modalità con cui il cervello elabora i messaggi pubblicitari e su come tendiamo, di conseguenza, all’acquisto di un prodotto specifico.

Ad esempio, se durante la visione di una pubblicità si osserva un incremento dell’attività nella banda theta in un soggetto, possiamo interpretare ciò come segnale che l’annuncio è riuscito a imprimersi efficacemente nella memoria a medio termine del consumatore.

La banda theta, infatti, è correlata alla memoria episodica, che gioca un ruolo fondamentale durante e dopo l’esposizione a uno spot pubblicitario.

È proprio questo tipo di memoria che consente al consumatore, spesso anche inconsciamente, di riconoscere il prodotto sugli scaffali del supermercato e, se la pubblicità è stata efficace, aumenta la probabilità che il prodotto venga acquistato.

In maniera simile, anche lo studio della variabile attentiva è di fondamentale importanza nel neuromarketing. Le variazioni nell’attività in banda alfa indicano, infatti, il livello di attenzione che il consumatore dedica a un prodotto o a un annuncio.

Un aumento in questa banda suggerisce che il soggetto è non solo attento, ma anche mentalmente coinvolto, un fattore chiave per il successo di qualsiasi campagna pubblicitaria che può essere quindi modificata con facilità in base ai punti di forza e alle debolezze evidenziate dall’EEG.

Infine, l’elettroencefalogramma viene utilizzato anche per comprendere quanto un soggetto è interessato a un determinato prodotto, al fine di prevederne la probabilità d’acquisto.

Misurando infatti l’attivazione del sistema BIS/BAS, relativo allo stato di interesse individuale, dall’analisi in banda alfa dei lobi frontali si può ottenere una panoramica di quanto un soggetto manifesti gradimento o repulsione (anche inconsapevole) verso un prodotto specifico.

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