Al confine tra Oregon e Nevada c’è una vasta area che potrebbe essere il più grande giacimento di litio al mondo dal valore immenso.
La corsa al litio è una delle più grandi sfide che le potenze mondiali dovranno cercare di vincere nei prossimi anni. Porsi come nazione leader nell’estrazione di questo elemento chimico significa accumulare una grande ricchezza. Si stima che la domanda di litio possa crescere sempre di più nei prossimi anni.
Secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia, la domanda globale di litio dovrebbe aumentare di 40 volte entro il 2040. Così come dovrebbe aumentare la quotazione sul mercato. Il litio è molto importante per la costruzione di batterie. In un mondo dove è in atto un’importante transizione energetica con l’addio al fossile per lasciare spazio all’elettrico, le batterie diventeranno sempre più fondamentali.
Una nuova interessante scoperta fatta negli Stati Uniti potrebbe porre gli USA tra le nazioni leader mondiali nell’estrazione di litio. Una leadership molto ambita. La scoperta è stata fatta nella caldera McDermitt che si trova a confine tra Oregon e Nevada.
La caldera è nota da anni per essere fonte interessante di litio ma recenti nuove ricerche hanno rivisto nettamente al rialzo la portata del giacimento. Ad oggi si stima che gli Stati Uniti possano avere 18 milioni di tonnellate di litio sul proprio territorio. E invece nel solo giacimento di McDermitt potrebbero esserci tra i 20 e i 40 milioni di tonnellate di litio. Una quantità enorme soltanto in quel sito che sommandosi ad altri piccoli giacimenti, se sfruttati porrebbero gli Stati Uniti tra le nazioni leader al mondo, se non la leader indiscussa.
Negli Stati Uniti la più grande riserva di litio al mondo
La portata della caldera McDermitt è impressionante e potrebbe diventare una delle più grandi riserve di litio mai scoperte e sfruttate. Per fare un paragone, si stima che le famose saline di Salar de Uyuni in Bolivia (un tempo la più grande fonte di litio conosciuta al mondo) contengano tra i 21 e i 23 milioni di tonnellate di litio, mentre le vaste riserve di litio dell’Argentina ammontano a circa 20 milioni di tonnellate. Qui stiamo parlando di 40 milioni di tonnellate, quindi quasi il doppio. E con un prezzo attuale di 37.000 dollari a tonnellata, il valore del giacimento di litio potrebbe arrivare a 1,5 trilioni di dollari.
La caldera McDermitt si è originata a seguito di un’eruzione supervulcanica avvenuta circa 16,4 milioni di anni fa. Questo evento ha dato vita a un ambiente geologico straordinario, caratterizzato da un’intensa attività vulcanica e idrotermale che ha favorito la concentrazione di grandi quantità di litio nelle argille. In particolare, i sedimenti depositati sul fondale degli antichi laghi presenti nell’area hanno intrappolato il minerale, rendendo la caldera McDermitt una delle aree più ricche di litio al mondo.
Nella parte meridionale della caldera nello Stato del Nevada la Lithium Americas sta portando avanti il progetto di estrazione il cui via dovrebbe avvenire nel 2026. Sul versante settentrionale dell’Oregon, la Jindalee Resources con sede in Australia si sta occupando di esplorare l’area e conta nel giro dei prossimi anni di avviare un’attività estrattiva.
Trattandosi però di un’estrazione di litio dall’argilla, ci sono sfide ambientali e tecniche da vincere. C’è bisogno di nuove tecniche che possano tra l’altro limitare l’uso dell’acqua per non impattare pesantemente sull’ambiente. Le comunità locali sono divise. Da un lato c’è chi è favorevole consapevole che l’attività estrattiva porterà lavoro e nuove infrastrutture. Dall’altro lato, c’è chi come le tribù indigene e gruppi ambientalisti hanno espresso preoccupazione per l’impatto sulla terra sacra, sulle risorse idriche e sugli habitat della fauna selvatica.
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