730 con due Cu, si può evitare il salasso del debito a conguaglio

Patrizia Del Pidio

19 Marzo 2025 - 08:22

Per chi ha due Certificazione Unica la presentazione del 730/2025 potrebbe comportare il pagamento di molte imposte sul conguaglio Irpef, ma si può evitare.

730 con due Cu, si può evitare il salasso del debito a conguaglio

Il 730 con due Cu molte volte rappresenta un salasso per il contribuente ignaro, ma agendo per tempo si può evitare di avere un 730 a debito l’anno successivo. Senza fare nulla, infatti, il lavoratore che cambia posto di lavoro, il dipendente licenziato che percepisce la Naspi, il disoccupato in Naspi che trova una nuova occupazione, ma anche il lavoratore con un doppio lavoro si possono trovare nella scomoda situazione di dover pagare l’Irpef a conguaglio nella dichiarazione dei redditi. In alcuni casi il debito Irpef può raggiungere anche importi molto alti, arrecando un danno al contribuente che si trova a dover pagare in tempi abbastanza stretti quello che avrebbe potuto spalmare, in un modo meno impattante, nel corso dell’intero anno.

Chi è a rischio? Tutti coloro che nel corso del 2024 hanno avuto più di un sostituto di imposta e a marzo 2025 con due o più Cu che potrebbero comportare di trovarsi nella spiacevole condizione di dover pagare cifre salatissime a conguaglio nel 730.

Perché accade questo? Ogni sostituto d’imposta applica l’Irpef solo per i guadagni che conosce, ovvero per quelli che il lavoratore percepisce presso di lui. Ma il cumulo dei guadagni potrebbe portare il lavoratore in due situazioni che possono costargli care: superare il limite della no tax area o scivolare nello scaglione di reddito successivo con applicazione di una aliquota Irpef più alta.

L’Irpef è una imposta progressiva

L’Iperf è una imposta progressiva, l’aliquota applicata al reddito prodotto sale al salire del reddito. Per i lavoratori dipendenti è applicata direttamente in busta paga dal datore di lavoro (il sostituto d’imposta) e sostanzialmente non dovrebbero trovare brutte sorprese in sede di 730, poiché si ritroveranno con l’intera Irpef già pagata e al limite potranno andare a rimborso grazie alle spese da portare in detrazione.

Va ricordato, però, che un datore di lavoro applica l’Irpef sui redditi che conosce, ovvero sullo stipendio che il lavoratore percepisce presso la sua azienda. Se quello stesso lavoratore ha un altro impiego, ha avuto un altro lavoro prima, ha percepito la Naspi, il datore di lavoro che applica la tassazione in busta paga non lo sa.

E quello che accade è che, magari, a conguaglio, lo scaglione di reddito cambia e l’Irpef pagata non è quella dell’aliquota in cui si ricade. Da qui i salassi che spesso investono coloro che si trovano ad avere una doppia o tripla Cu.

730 e doppia Cu, come evitare il salasso del debito a conguaglio

Si tratta, però, di una situazione che può essere facilmente evitata. Ovviamente sul 2024 (per il quale si presenta dichiarazione dei redditi nel 2025) non è possibile rimediare. Per chi ha avuto un doppio lavoro e una doppia Cu riferita al 2024, il danno è fatto e l’unica soluzione è quella di pagare il debito che, eventualmente, deriverà dal conguaglio del 730.

Per gli anni a venire, però, si può fare in modo di evitare il debito nel 730 pagando la giusta tassazione durante l’anno, mese per mese, per fare in modo che pesi anche meno. Per farlo bisogna comunicare a uno dei sostituti di imposta di applicare una tassazione maggiore perché si hanno altri redditi (si ha la possibilità di indicare anche il reddito annuo presunto che si potrebbe raggiungere).

La comunicazione al datore di lavoro può essere fatta con il foglio delle detrazioni che annualmente si presenta al sostituto di imposta. In esso si può scegliere anche la tassazione da applicare in busta paga e, come indicato sopra, scegliere la tassazione in base al reddito totale presunto che si andrà a percepire. In questo modo al momento del conguaglio del 730 non si avranno amare sorprese e non si dovrà pagare un debito Irpef.

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