Arriva l’evasometro, ecco chi colpirà il nuovo strumento di lotta all’evasione fiscale

Nadia Pascale

2 Aprile 2025 - 11:18

Annunciato un nuovo strumento di contrasto all’evasione fiscale: l’evasometro. Ecco come funziona, quali soggetti sono sottoposti alle verifiche e quali strumenti vengono applicati.

Arriva l’evasometro, ecco chi colpirà il nuovo strumento di lotta all’evasione fiscale

Nelle mani della Guardia di Finanza arriva l’evasometro, il nuovo strumento di contrasto all’evasione fiscale, che colpirà solo alcuni contribuenti. Ecco come funziona l’evasometro e su chi sono concentrate le indagini.

Luigi Vinciguerra, Generale della Gdf, capo del III reparto operazioni, in audizione in commissione finanze del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva del magazzino della riscossione, ha delineato la strategia che si intende adottare per il contrasto all’evasione fiscale.
Si parla di evasometro, ma come dovrebbe funzionare? Chi sono i soggetti sottoposti a controlli e quali strumenti sono utilizzati? Ecco cosa c’è da sapere.

Cos’è l’evasometro e come funziona

L’evasometro non è una vera e propria novità, infatti era stato introdotto già nel 2019 in via sperimentale, successivamente è diventato uno strumento vero e proprio di contrasto all’evasione. Oggi però si ha uno strumento di elevata precisione grazie alle nuove evoluzioni tecnologiche, più performante grazie alla interoperabilità delle banche dati e alla grande mole di dati che è possibile analizzare in brevissimo tempo. Infine, viene utilizzato in modo specifico su alcuni contribuenti.

L’evasometro presentato nei giorni scorsi dovrebbe essere uno strumento utile a misurare il rischio di evasione fiscale attraverso l’analisi dei soggetti che hanno debiti fiscali elevati e un alto indice di rischio fiscale.

Luigi Vinciguerra ha annunciato controlli severi su soggetti che rappresentano un potenziale rischio di evasione fiscale. Le attività saranno concentrate su contribuenti che, sebbene abbiano elevati debiti fiscali, cioè non hanno pagato le tasse, hanno ingenti patrimoni e disponibilità finanziarie in particolare all’estero.

Le indagini con l’evasometro sono concentrate soprattutto sullo scambio automatico di informazioni per fini fiscali secondo il Common reporting standard (Crs), o presso intermediari residenti. Informazioni da incrociare con l’archivio dei rapporti finanziari. In base a tali risultanze e incrocio di numerosi dati, ai contribuenti viene attribuito un punteggio che delinea il rischio fiscale.

L’altra novità importante è la frequenza del flusso informativo, infatti la Guardia di finanza chiede un flusso dati mensile, in questo modo è possibile sempre tenere sotto controllo i vari movimenti e monitorare le attività dei soggetti che rappresentano un elevato rischio di evasione.

Nei confronti di tali soggetti l’attività principale sarà la prevenzione, infatti, l’obiettivo è fare in modo che i debiti con il Fisco di tali soggetti non crescano ulteriormente, ciò è possibile andando a ricercare le risorse finanziarie anche all’estero.

Attività su cui si concentra l’evasometro

Si sottolinea durante l’audizione che ai vari reparti della GdF è stata data indicazione di evitare di concentrarsi su contribuenti per i quali la possibilità di riscuotere è bassa

come nel caso di soggetti con procedure concorsuali o delle società cartiere, che a fronte di volumi d’affari milionari, derivanti dall’emissione di fatture per operazioni inesistenti, non presentano alcuna consistenza patrimoniale, risultando delle mere “scatole vuote”

Particolare attenzione deve, invece essere posta alle cessazioni di partite Iva. Nel solo 2024 sono state oltre 3.800 le posizioni portate alla chiusura per manifesta irregolarità. La soglia di attenzione resta alta, tanto da includere l’evasione da riscossione nelle analisi del rischio, rilevando maggiori indici di anomalia circa possibili condotte fraudolente come alienazioni simulate o in fittizie intestazioni di beni, finalizzate a dissimulare le effettive consistenze patrimoniali.

L’evasometro dovrebbe essere gestito dall’Uipar, Unità integrata permanente di analisi del rischio, un centro interistituzionale il cui compito è “razionalizzare l’uso di strumenti e risorse, evitando la duplicazione delle lavorazioni e la dispersione delle iniziative”.

Qual è la soglia di rischio? Luigi Vinciguerra ha indicato la soglia di 50.000 euro di debito erariale come punto di riferimento per i controlli con evasometro. Le indagini fiscali su tali soggetti devono mirare alla ricostruzione patrimoniale dei soggetti sottoposti a indagini e a evitare la dispersione dei beni delle società per finalità criminali. Centrale nelle operazioni sarà la Silver notice che consente di interrogare le banche dati patrimoniali di oltre 50 paesi.

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