L’UE ha lanciato il piano da oltre 100 miliardi di euro per sviluppare l’industria pulita e l’energia rinnovabile. Quali sono le ambizioni europee? Tutti i dettagli.
Si chiama “Clean Industrial Deal” l’ultimo piano dell’UE per centrare il duplice obiettivo sviluppo industriale-decarbonizzazione.
Mercoledì 26 febbraio la Commissione europea ha presentato ufficialmente la strategia per aiutare le industrie tradizionali a ridurre le emissioni di carbonio e a dare impulso al settore emergente delle tecnologie pulite dell’UE, in un contesto di forte concorrenza di Cina e Stati Uniti.
“Oggi l’Europa ha deciso di investire nella sua decarbonizzazione e reindustrializzazione. Oltre 100 miliardi di euro in tutto”, ha affermato il Commissario europeo per l’industria Stéphane Séjourné in una conferenza stampa in cui ha annunciato la strategia.
Lo stanziamento per sostenere “l’industria pulita Made in UE”, insieme a misure per ridurre le bollette energetiche, rientra nelle politiche considerate oggi irrinunciabili per lo sviluppo futuro dell’Unione: rilanciare la competitività industriale, riformulare la strategia energetica, puntare sul green, proprio mentre altre potenze (come gli USA di Trump) cercano di affossare la sostenibilità.
Ecco cosa prevede il “Clean Industrial Deal” dell’UE.
Cos’è il Clean Industrial Deal UE che promette di mobilitare oltre 100 miliardi di euro
Come annunciato dalla Presidente Ursula von der Leyen, nei primi 100 giorni del mandato della nuova Commissione europea è arrivato il “Clean Industrial Deal”.
Il settore manifatturiero, il mondo politico e la società civile attendevano da mesi questo documento che mira a sostenere la competitività e la resilienza dell’industria europea, accelerare la decarbonizzazione e coniugarla con la reindustrializzazione del Vecchio Continente.
Numeri alla mano, la strategia lanciata dall’esecutivo ha come obiettivi: mobilitare oltre 100 miliardi di euro per sostenere la produzione pulita realizzata nell’UE; raggiungere nel 2030 100 miliardi di euro nel mercato europeo della rigenerazione; creare 500.000 nuovi posti di lavoro.
Tutte le misure, gli stanziamenti e le azioni proposte hanno due target principali, come spiegato dal sito ufficiale della Commissione:
- favorire il passaggio all’energia pulita di industrie ad alta intensità energetica come acciaio, metalli e prodotti chimici superando ostacoli come concorrenza sleale, alti costi, burocrazia;
- stimolare il settore delle tecnologie pulite, “che è al centro della competitività futura e necessaria per la trasformazione industriale, la circolarità e la decarbonizzazione”
Secondo un documento di accompagnamento visionato da Politico.eu, l’iniziativa attingerà 20 miliardi di euro dall’attuale Fondo per l’innovazione dell’UE, che sostiene le tecnologie a basse emissioni di carbonio, e 30 miliardi di euro da “integrazioni volontarie che dovranno essere effettuate dagli Stati membri”.
Una revisione del programma InvestEU, volta ad attrarre maggiori finanziamenti privati, dovrebbe fruttare 25 miliardi di euro; la Commissione conta inoltre su 25 miliardi di euro di entrate future derivanti dal mercato del carbonio dell’Unione.
In definitiva, come si legge nel documento ufficiale, la Commissione propone di istituire la Banca per la decarbonizzazione industriale nel 2026 con 100 miliardi di euro di finanziamenti basati sull’attuale Fondo per l’innovazione e sulle entrate provenienti da parti del sistema di scambio delle quote di emissione (ETS).
I settori di intervento del piano UE sull’industria e l’energia pulita
Un piano ambizioso quello appena presentato dalla Commissione per rendere l’Europa protagonista nell’energia rinnovabile e nell’industria. In un momento, tra l’altro, in cui tutto sembra avverso a questi piani tra una crisi industriale profonda, la minaccia dei dazi, l’arretramento dagli obiettivi green, la concorrenza cinese.
L’UE, però, tira dritto - almeno nella proposta della Commissione - e il il commissario europeo per l’energia Dan Jorgensen ha sottolineato: “Il fatto che gli USA si stiano ora allontanando dall’agenda verde... non significa che faremo lo stesso. Al contrario. Significa che dobbiamo fare un passo avanti”.
Quali sono, quindi, i punti cardine?
Riduzion bollette energetiche:
* La Commissione avvierà un piano pilota del valore di 500 milioni di euro con la Banca europea per gli investimenti (BEI) per garantire accordi di acquisto di energia rinnovabile a lungo termine, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese;
* La BEI lancerà anche un pacchetto di sostegno ai produttori di componenti per reti elettriche per un valore di almeno 1,5 miliardi di euro;
* Le norme sugli aiuti di Stato saranno semplificate a giugno 2025;
* Il nuovo pacchetto mira ad accelerare l’autorizzazione per l’energia pulita nel quarto trimestre del 2025 e il pacchetto sulla rete elettrica europea nel primo trimestre del 2026;
* Prevede di estendere gli obiettivi di stoccaggio del gas oltre il 2025 con maggiore flessibilità
Potenziamento della tecnologia pulita
* La Commissione propone di istituire la Banca per la decarbonizzazione industriale nel 2026 con 100 miliardi di euro di finanziamenti basati sull’attuale Fondo per l’innovazione e sulle entrate provenienti da parti del sistema di scambio delle quote di emissione (ETS);
* Lo strumento di finanziamento privato a livello UE InvestEU sarà modificato per mobilitare 50 miliardi di euro di finanziamenti extra;
* L’attuale bilancio dell’UE fornirà un totale di 1 miliardo di euro;
* Il piano raccomanderà agli stati membri di tagliare le tasse sull’elettricità;
* Nel 2026 saranno riviste le norme sugli appalti pubblici per favorire i fornitori dell’UE
Economia circolare e commercio
* Il piano istituirà un centro di acquisto congiunto per metalli e minerali essenziali per le aziende nel settore delle tecnologie pulite e per gli obiettivi di decarbonizzazione del blocco;
* L’UE prevede di adottare la legge sull’economia circolare nel 2026 per ridurre i costi delle materie prime e incentivare il riciclaggio dei rifiuti di materie prime critiche
* Lancerà nuove partnership commerciali pulite a livello globale e semplificherà le imposte sul carbonio (CBAM)
* La revisione della CBAM è prevista per il terzo trimestre del 2025 prima di iniziare a riscuotere le tasse sulle importazioni di acciaio, cemento e altri beni nel 2026;
* Utilizzare rapidamente i dazi anti-dumping e anti-sovvenzioni per combattere le eccedenze globali
Piani d’azione settoriali
* Settore automobilistico da adottare il 5 marzo
* Piano d’azione per acciaio e metalli nel secondo trimestre del 2025
* L’industria chimica sarà adottata alla fine del 2025
* Piano di investimenti per i trasporti sostenibili nel 2025
Invstire nelle competenze
- La Commissione istituirà un’Unione delle competenze per investire nei lavoratori, sviluppare competenze e creare posti di lavoro di qualità.
- Il piano Erasmus+ rafforzerà i programmi di istruzione e formazione per far crescere una forza lavoro qualificata e adattabile e affrontare la carenza di competenze nei settori chiave, con finanziamenti fino a 90 milioni di euro
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