L’india compie una mossa preoccupante? Secondo gli esperti non c’è nulla da festeggiare nel record di produzione del carbone, ma il primo ministro Modi è d’altro avviso.
L’India ha raggiunto l’obiettivo di produzione del carbone nell’anno fiscale in corso, arrivando a 1 miliardo di tonnellate. Un motivo di grande orgoglio per il primo ministro indiano Narendra Modi, che festeggia il traguardo dandone notizia anche sul suo profilo X. Secondo gli esperti, tuttavia, “non è qualcosa da festeggiare” riprendendo le parole del dottor Farrukh Shamim (filantropo attivo, tra l’altro, nel campo della ricerca medica) in risposta al post del premier dell’India. Così, viene data voce a perplessità condivise in tutto il mondo, visto che questo traguardo è in forte contrasto con l’obiettivo della decarbonizzazione e la spinta al rinnovabile. D’altra parte, per l’India si tratta di una spinta importante per la crescita economica di cui il Paese ha disperato bisogno.
Un risultato notevole, che evidenzia il nostro impegno per la sicurezza energetica, la crescita economica e l’autosufficienza. Questa impresa riflette anche la dedizione e il duro lavoro di tutti coloro che sono associati al settore.
Così Narendra Modi descrive il traguardo di produzione raggiunto con fatica, sulla stessa lunghezza d’onda di G. Kishan Reddy, ministro indiano di Miniere e Carbone, che parla di una pietra miliare storica raggiunta con tecnologie avanzate e metodi innovativi. Secondo il ministro Reddy, inoltre, a fianco della produzione l’India tocca un altro obiettivo significativo: l’estrazione mineraria responsabile e sostenibile. Sul punto, ovviamente, ci sono numerose perplessità da parte degli esperti delle energie rinnovabili, come pure degli economisti.
L’India e il carbone: successo o mossa preoccupante?
L’India ha raggiunto l’obiettivo di produzione di carbone ben 11 giorni prima della scadenza prefissata, ovvero la chiusura dell’anno fiscale. Dal punto di vista economico, si tratta di un traguardo di tutto rispetto, soprattutto per una nazione come l’India. Anche sotto il profilo energetico, l’incremento della produzione sarà conveniente per il Paese, quanto meno sul breve periodo. Secondo le stime del quotidiano The Tribune, l’India copre circa il 55% del proprio fabbisogno energetico proprio attraverso il carbone, che comunque è la fonte prioritaria per l’energia elettrica, producendone circa il 74% del totale. È altrettanto evidente, tuttavia, che sul lungo periodo l’aumento del carbone si può rilevare estremamente dannoso, anche per la stessa India.
L’inquinamento energetico e il surriscaldamento globale chiedono di percorrere strade più sostenibili ed ecologiche, limitando gradualmente il ricorso alle fonti non rinnovabili fino ad annullarlo del tutto. Uno scopo condiviso anche dall’India, che prevede di aumentare la capacità di produzione di energia rinnovabile. Il Paese, contrariamente a quanto si potrebbe pensare oggi, sta effettivamente compiendo passi da gigante in questo senso. Nel corso del 2024 ha aggiunto circa 29 gigawatt di energia pulita (tra solare ed eolica) e ambisce a un totale di 500 gigawatt per il 2030, un’ambizione possibile soltanto raddoppiando le aggiunte annuali nei prossimi 5 anni.
Il governo indiano non è quindi ignaro della necessità di rendersi indipendente dal carbone, ma per il momento sembra non poterne fare a meno. La scelta di toccare record di produzione tanto elevati, in tendenza diametralmente opposta rispetto alle altre economie, appare comunque controversa. Non è facile trovare un compromesso soddisfacente tra la tutela dell’ambiente, da pianificare sul lungo periodo, e le sfide energetiche immediate che chiedono soluzioni tempestive.
Con questi livelli di produzione il primo ministro indiano ritiene di garantire al Paese sufficiente sicurezza energetica, assicurando la capacità di far fronte alle necessità - soprattutto per l’elettricità - con una discreta autonomia. Un passaggio che può riflettersi positivamente sull’economia nazionale, nascondendo potenziali insidie negli anni a venire. Resta anche da capire come pone davvero l’India questo dato rispetto agli impegni internazionali sul contrasto all’inquinamento, che potrebbero risultare sempre più complessi da perseguire. Secondo le dichiarazioni rilasciate da Modi, comunque, non c’è l’intenzione di abbandonare la meta.
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