Dollaro vietato in Europa, ecco perché e conseguenze

Alessandro Nuzzo

5 Aprile 2025 - 14:05

Tra le conseguenze dei dazi imposti da Trump potrebbe esserci un’accelerata nella dedollarizzazione. Un fenomeno molto evidente in Europa.

Dollaro vietato in Europa, ecco perché e conseguenze

Già da un po’ di tempo il dollaro sta perdendo il suo posto nel sistema finanziario globale come moneta utilizzata per le transazioni. I dazi imposti da Donald Trump a oltre 100 paesi potrebbe portare ad un’accelerata della dedollarizzazione nell’economia globale. Un fenomeno che potrebbe subire una spinta dalla Cina e che appare già evidente in Europa.

Già diversi paesi del vecchio continente hanno vietato l’uso del dollaro statunitense per le transazioni commerciali e finanziarie. Dopo l’imposizione dei dazi, tanti altri paesi potrebbero prendere la stessa decisione procedendo con l’opera di riduzione dalla dipendenza della valuta statunitense favorendo le economie locali.

Lo scenario economico globale vive un periodo di forte incertezza. Da un lato a causa delle tensioni geopolitiche, dall’altro a causa della politica protezionistica attuata da Trump che vuole portare gli Stati Uniti ad uscire sempre più dal commercio globale per favorire le industrie americane. Le prime conseguenze dei dazi imposti dal presidente degli Stati Uniti si sono visti sui mercati finanziari con le borse andate a picco tra giovedì e venerdì dopo gli annunci di Trump.

Dedollarizzazione in atto

I Governi europei stanno cercando una maggiore autonomia per mitigare l’impatto dei dazi. Ad oggi già diversi paesi hanno messo al bando il dollaro usando altre valute per le transazioni commerciali. Abbiamo la Bielorussia, che limita l’accesso al dollaro e incoraggia l’uso del rublo e dello yuan cinese. La Turchia, che ha limitato l’uso del dollaro nelle transazioni statali e commerciali. La Serbia, che sta incrementando gli scambi in euro e rubli, sostituendo la valuta statunitense. L’Ungheria la stessa cosa così come la Russia che dal 2022 promuove accordi in valute locali.

Ma non solo Europa perché anche altri Paesi mondiali hanno avviato la dedollarizzazione ponendo restrizioni all’uso del dollaro. La Cina, principale antagonista degli Stati Uniti, promuove l’uso dello yuan e proibisce alcuni pagamenti in dollari. L’Iran a causa delle sanzioni ha vietato l’uso del dollaro nelle transazioni internazionali. Il Venezuela promuove un sistema basato sul bolivar e sulle valute affini. Cuba ha rigide norme contro l’uso del dollaro. La Corea del Nord ha bandito la moneta statunitense dal suo sistema finanziario.

I Paesi stanno mettendo al bando il dollaro nelle transazioni per una serie di motivi:

  • per raggiungere un’autonomia finanziaria cercando di rafforzare le proprie economie senza essere soggetti alle fluttuazioni del dollaro;
  • per mitigare il rischio geopolitico dovuto alle sanzioni economiche e la volatilità sui mercati internazionali;
  • la crescente influenza commerciale della Cina sta spingendo verso lo yuan portando cambiamenti alle transazioni internazionali.

Il minor uso del dollaro nelle transazioni internazionali sta facendo sì che la moneta americana stia perdendo sempre più valore. Infatti lo scambio con l’euro oggi è a 0,91. Monete come l’euro e lo yuan cinese stanno guadagnando sempre più potere rispetto al dollaro. E la diminuzione della domanda di dollari sta indebolendo il suo status di valuta di riserva.

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