Patrimonio mobiliare, cos’è e come si calcola ai fini ISEE

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4 Aprile 2025 - 18:11

Conoscere significato e definizione di patrimonio mobiliare è il primo passo per calcolarne il valore: ecco tutto quello che c’è da sapere in merito.

Patrimonio mobiliare, cos’è e come si calcola ai fini ISEE

Il patrimonio mobiliare rappresenta un elemento fondamentale nel calcolo dell’ISEE, incidendo per circa il 20% sul valore totale dell’indicatore. Infatti, questo importante aspetto della situazione patrimoniale comprende diversi elementi finanziari, tra cui conti correnti, obbligazioni, azioni, derivati e future.

La corretta valutazione del patrimonio mobiliare è essenziale non solo per la pianificazione finanziaria, ma anche per accedere a prestiti e finanziamenti. In particolare, dal 2024, una novità significativa prevede l’esclusione dal calcolo dell’ISEE dei titoli di Stato fino a un valore di 50.000€, introducendo un importante cambiamento nella sua determinazione.

In questa guida completa, analizzeremo nel dettaglio cos’è il patrimonio mobiliare, come si calcola correttamente ai fini ISEE e quali sono le franchigie previste per il nucleo familiare, distinguendolo, al tempo stesso, dal patrimonio immobiliare, il quale si riferisce, come dice la parola, agli immobili e ai terreni di proprietà. Inoltre, esamineremo tutte le componenti che contribuiscono alla sua formazione, fornendo esempi pratici per una comprensione più chiara.

Cos’è il patrimonio mobiliare: definizione e componenti

Il concetto di patrimonio mobiliare si riferisce a:

l’insieme di beni e diritti posseduti da una persona e il loro valore economico, escludendo tutto ciò che è di natura immobiliare. Si tratta, in sostanza, di tutti quei beni che possono essere trasferiti facilmente da un luogo all’altro o convertiti rapidamente in denaro.

Secondo il Codice civile italiano, il patrimonio è definito come «il complesso dei beni posseduti da un soggetto». Nell’accezione giuridica, che riprende quella del diritto giustinianeo, rappresenta «l’insieme di tutti i rapporti giuridici facenti capo a un soggetto e aventi valore economico».

Il Codice civile opera una netta distinzione tra beni mobili e immobili. I beni mobili sono identificati, in termini generali, come tutte quelle «cose che possono formare oggetto di diritti» e che non sono classificabili come immobili. Per essere considerati tali, questi beni devono possedere tre caratteristiche fondamentali:

  • utilità: devono essere idonei a soddisfare una necessità dell’uomo;
  • accessibilità: devono poter subire espropriazione;
  • limitatezza: devono avere una disponibilità limitata in natura.

Inoltre, l’articolo 814 del Codice civile precisa che sono considerate beni mobili anche le energie naturali che hanno valore economico.

Differenza tra patrimonio mobiliare e immobiliare

La distinzione tra patrimonio mobiliare e immobiliare è piuttosto netta e si basa principalmente sulla natura fisica e sulla mobilità dei beni.

  • Patrimonio mobiliare: comprende beni che possono essere facilmente spostati o trasferiti, come conti bancari, titoli azionari, obbligazioni e altri strumenti finanziari. Si tratta principalmente di beni di natura finanziaria e liquida. Il patrimonio mobiliare equivale a un numero che quantifica il patrimonio dell’individuo, escludendo il valore di terreni e beni immobili.
  • Patrimonio immobiliare: include beni che non possono essere spostati senza alterare la loro struttura, come terreni, edifici e immobili residenziali o commerciali. Il patrimonio immobiliare è costituito da tutte le unità abitative (patrimonio residenziale) e dalle unità produttive relative ad attività commerciali e industriali (patrimonio non residenziale).

Una caratteristica distintiva dei beni mobiliari rispetto a quelli immobiliari è la loro liquidità, ossia la facilità con cui possono essere convertiti in denaro contante senza significative perdite di valore.

Cosa comprende il patrimonio mobiliare ai fini ISEE

Nel calcolo del patrimonio mobiliare ai fini ISEE, vengono considerati diversi componenti finanziari posseduti da ciascun membro del nucleo familiare.

Nell’ambito della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), il patrimonio mobiliare rappresenta una componente chiave per determinare l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente. Analizziamo nel dettaglio gli elementi che lo compongono.

Conti correnti e depositi bancari/postali

Innanzitutto, per la compilazione dell’ISEE è necessario dichiarare tutti i conti correnti bancari e postali. Per ciascun conto, occorre indicare due valori fondamentali:

  • il saldo al 31 dicembre dell’anno precedente a quello della dichiarazione;
  • la giacenza media annua, calcolata sommando i saldi giornalieri e dividendoli per 365 (o 366 per gli anni bisestili).

Tra questi due valori, ai fini del calcolo ISEE viene considerato quello più alto. In caso di conti cointestati, ogni titolare deve dichiarare la propria quota (50% se intestato a due persone, 33,3% se a tre, e così via).

Inoltre, vanno inclusi nella dichiarazione anche i conti correnti transitori, i conti di pagamento, i conti vincolati e liberi, i libretti al portatore e nominativi. Anche le carte prepagate ricaricabili con IBAN devono essere dichiarate, poiché consentono di usufruire di funzioni simili a quelle di un conto corrente.

Titoli di stato, obbligazioni e azioni

Il patrimonio mobiliare comprende anche titoli di stato, obbligazioni, azioni e partecipazioni in società italiane ed estere. Per questi strumenti finanziari, va considerato il valore nominale al 31 dicembre dell’anno precedente.

In particolare, rientrano in questa categoria:

Una novità significativa: dal 2025 i titoli di Stato e i prodotti finanziari con obbligo di rimborso assistito dalla garanzia dello Stato (come buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio postale) sono esclusi dal calcolo dell’ISEE fino a un valore massimo di 50.000 euro per nucleo familiare. Questa esclusione, prevista dalla Legge di Bilancio 2024, diventa operativa a partire da aprile 2025.

Fondi di investimento e prodotti finanziari

Anche i fondi di investimento e altri prodotti finanziari similari concorrono alla formazione del patrimonio mobiliare. Questi includono:

Per tutti questi strumenti, il valore da dichiarare è quello risultante al 31 dicembre dell’anno precedente alla presentazione della DSU.

Polizze assicurative con valore di riscatto

Per quanto riguarda le polizze assicurative, non tutte vanno incluse nel calcolo del patrimonio mobiliare, ma solo quelle che prevedono un diritto di riscatto. Secondo il DPCM 159/2013, modificato dal Decreto Crescita, vanno dichiarate nella DSU i contratti di assicurazione con diritto di riscatto, poiché rappresentano una ricchezza di cui il nucleo familiare potrebbe beneficiare immediatamente.

In particolare:

  • le polizze vita di tipo «misto» o «a scopo di risparmio» devono essere dichiarate, in quanto contengono una componente finanziaria assimilabile a un investimento
  • le polizze a premio unico anticipato vanno incluse, indicando l’importo del premio versato;
  • le polizze puramente assicurative, che offrono solo una copertura contro il rischio senza accumulo di capitale, non sono soggette a dichiarazione.

Il valore da dichiarare è l’ammontare dei premi versati entro il 31 dicembre del secondo anno precedente alla presentazione della dichiarazione, al netto di eventuali riscatti.

È sempre molto importante sottolineare che per quantificare il patrimonio mobiliare si deve tener conto di ogni componente del nucleo familiare: ad esempio, non è sufficiente fare il saldo del conto corrente intestato a chi richiede l’ISEE, poiché bisogna considerare anche eventuali conti correnti o deposito intestati agli altri componenti del nucleo.

Calcolo del patrimonio mobiliare

Il calcolo del patrimonio mobiliare ai fini ISEE segue regole precise stabilite dalla normativa vigente. Questa componente dell’indicatore patrimoniale richiede particolare attenzione nella metodologia di calcolo, che si basa su parametri temporali specifici e criteri ben definiti per la valorizzazione degli asset finanziari.

Riferimento temporale: il saldo al 31 dicembre

Innanzitutto, il patrimonio mobiliare da indicare nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) si riferisce alla situazione patrimoniale al 31 dicembre del secondo anno precedente a quello di presentazione della dichiarazione.

Questo significa che per l’ISEE 2025, ad esempio, il riferimento temporale è il 31 dicembre 2023.

Per tutti i rapporti finanziari (conti correnti, depositi, titoli e altri prodotti), è necessario indicare il valore del saldo contabile attivo al lordo degli interessi a questa data specifica. Se il saldo risulta nullo o negativo, va indicato il valore zero.

In particolare, nel quadro FC2 della DSU devono essere indicati tutti i rapporti finanziari di cui il dichiarante è intestatario, anche quelli temporanei o chiusi durante l’anno di riferimento.

Giacenza media vs saldo: quale utilizzare

Per i conti correnti e i depositi bancari o postali, la normativa richiede di indicare sia il saldo al 31 dicembre sia la giacenza media dell’anno di riferimento. La giacenza media rappresenta la media degli importi a credito del correntista nell’arco dell’anno, calcolata dividendo la somma delle giacenze giornaliere per 365 (o 366 negli anni bisestili).

Le regole ISEE stabiliscono che, per il calcolo del patrimonio mobiliare, viene preso in considerazione il valore più alto tra il saldo al 31 dicembre e la giacenza media annua.

Questo meccanismo evita che si possa ridurre artificiosamente l’ISEE attraverso prelievi strategici prima della data di riferimento. Inoltre, se sono stati effettuati nel secondo anno precedente acquisti di beni immobili o di altre componenti del patrimonio mobiliare per un ammontare superiore alla differenza tra giacenza media e saldo, allora viene comunque considerato il saldo anche quando è inferiore alla giacenza media.

Calcolo per conti cointestati e quote di possesso

Per quanto riguarda i conti correnti cointestati, ogni intestatario deve dichiarare nella propria DSU la sua quota di spettanza. Secondo l’articolo 1298 del codice civile, le quote di ciascun correntista si presumono uguali, quindi:

  • con due intestatari: ciascuno dichiara il 50% del saldo e della giacenza media;
  • con tre intestatari: ciascuno dichiara il 33,3%.
    E così via in base al numero di cointestatari.

È importante sottolineare che questa regola si applica anche quando i cointestatari appartengono a nuclei familiari diversi. Ad esempio, se madre e figlia sono cointestatarie di un conto ma appartengono a nuclei familiari distinti, la figlia dovrà comunque dichiarare nella propria DSU il 50% del saldo e della giacenza media del conto cointestato.

La normativa è molto chiara sul fatto che non è possibile escludere dal calcolo dell’ISEE un conto corrente cointestato, nemmeno fornendo prova che i soldi appartengono esclusivamente all’altro intestatario e che la contitolarità è solo formale. L’unica soluzione per evitare che un conto cointestato incida sull’ISEE di un soggetto sarebbe la revoca della cointestazione, sostituendola eventualmente con una delega alla firma, che consente di operare sul conto senza esserne intestatari.

Franchigie e detrazioni applicabili al patrimonio mobiliare

Il sistema ISEE prevede specifiche detrazioni che riducono il valore del patrimonio mobiliare, garantendo così un calcolo più equo dell’indicatore economico. Queste agevolazioni rappresentano un aspetto fondamentale per le famiglie, specialmente quelle più vulnerabili o numerose.

Franchigia base per nucleo familiare

Nella determinazione del patrimonio mobiliare ai fini ISEE, la normativa prevede innanzitutto una franchigia di base pari a 6.000 euro. Questa somma viene sottratta direttamente dal valore complessivo degli asset finanziari del nucleo familiare prima di calcolare l’incidenza patrimoniale sull’indicatore finale.

Questa detrazione funziona come uno «scudo» che protegge una quota minima di risparmio, riconoscendo che ogni famiglia necessita di una riserva finanziaria per affrontare eventuali imprevisti. Infatti, il patrimonio mobiliare, diversamente da altre componenti reddituali, viene calcolato solo per il 20% del valore al di sopra della franchigia applicabile.

Incrementi per composizione familiare

La franchigia base non è fissa ma cresce in relazione alla composizione del nucleo familiare. Nello specifico:

  • aumenta di 2.000 euro per ogni componente successivo al primo;
  • può raggiungere un massimo di 10.000 euro per nuclei di tre o più persone;
  • si incrementa ulteriormente di 1.000 euro per ogni figlio successivo al secondo.

Inoltre, sono previste specifiche maggiorazioni per nuclei familiari con membri disabili:

  • 4.000 euro per ogni persona con disabilità media, elevati a 5.500 euro se minorenne;
  • 5.500 euro per ogni persona con disabilità grave, elevati a 7.500 euro se minorenne;
  • 7.000 euro per ogni persona non autosufficiente, elevati a 9.500 euro se minorenne.

Impatto del patrimonio mobiliare sul calcolo ISEE

Nel meccanismo di calcolo dell’ISEE, il patrimonio mobiliare rappresenta una variabile determinante che influisce in modo specifico sull’indicatore finale, con conseguenze dirette sull’accesso alle agevolazioni sociali.

Il sistema ISEE attribuisce al patrimonio mobiliare una rilevanza pari al 20% del suo valore totale. Ricapitolando, ciò significa che, dopo aver sottratto le franchigie previste, solo un quinto del valore dei beni finanziari viene effettivamente considerato nel calcolo finale. È importante notare che entro la soglia di 15.493,71 euro, il patrimonio mobiliare non ha alcuna incidenza sul calcolo complessivo.

Innanzitutto, occorre sottolineare che per valori di patrimonio mobiliare particolarmente bassi, l’incidenza può scendere fino al 3%. Tuttavia, questa percentuale cresce proporzionalmente all’aumentare del valore patrimoniale complessivo.

Rapporto con l’Indicatore della Situazione Patrimoniale (ISP)

L’Indicatore della Situazione Patrimoniale (ISP) si ottiene sommando il patrimonio mobiliare al patrimonio immobiliare, al netto delle franchigie applicabili. Questa somma patrimoniale viene poi utilizzata nella formula dell’ISE (Indicatore della Situazione Economica):

ISE = R + [(PM + PI) × 0,20]

Dove:

  • R = Reddito complessivo del nucleo familiare
  • PM = Patrimonio Mobiliare
  • PI = Patrimonio Immobiliare

Successivamente, per ottenere l’ISEE, si divide l’ISE per il parametro della scala di equivalenza (p):

ISEE = ISE / p

Esempi pratici di calcolo con diversi valori patrimoniali

Per comprendere meglio l’impatto del patrimonio mobiliare, consideriamo un esempio: una famiglia di quattro persone (due genitori e due figli) con un ISE di 37.000 euro. Per calcolare l’ISEE, dividiamo l’ISE per il parametro della scala di equivalenza corrispondente a quattro componenti.

Un altro aspetto da considerare: se durante l’anno si registra un aumento dei fondi sul conto corrente superiore a 15.493,71 euro, questo incrementerà l’ISEE. Tale meccanismo serve a evitare pratiche elusive come lo «svuotamento» dei conti al 31 dicembre, attraverso la valorizzazione della giacenza media annua.

Per farti un’idea del tuo patrimonio mobiliare o del valore dell’ISEE puoi utilizzare anche l’apposito simulatore disponibile sul sito dell’INPS (clicca qui).

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