Vincolare i soldi in banca per due anni con la certezza del capitale a scadenza e/o anche prima: quanto fruttano concretamente?
Archiviata la settimana del BTP Più, che tanta attenzione ha rubato sulla scena del reddito fisso, per migliaia di risparmiatori è già tempo di pensare altrove. Tradotto potrebbe significare occuparsi nel gestire i nuovi risparmi quanto di prendere in considerazione le proposte della “concorrenza”.
Al riguardo spostiamoci sul fronte dei prodotti di investimento di matrice bancaria e su un timeframe di medio termine. Il quesito a cui cercheremo di rispondere è: ma €10.000 vincolati in banca per 2 anni quanto rendono al netto delle tasse e spese?
Il conto deposito vincolato: quando sceglierlo e per quanto tempo?
A inizio decennio, quando i rendimenti sul reddito fisso erano davvero al lumicino, il conto deposito (CD) era uno dei prodotti più seguiti dai risparmiatori. All’epoca i titoli del Tesoro erano negativi sulle scadenze fino a 4-5 anni, e in Germania si spingevano addirittura fino ai 10 anni. Tradotto, era il risparmiatore che pagava l’emittente per parcheggiare i suoi risparmi, una sorta di mondo all’incontrario.
In sintesi, il CD è un deposito a risparmio ridotto all’osso per quel che riguarda l’operatività bancaria tradizionale, mentre si riscatta sul fronte dei rendimenti. Il suo termine di paragone più diretto è il c/c, sempre di estrazione bancaria, ma assai divergente nelle funzioni e nelle funzionalità.
Mentre il c/c è un ottimo strumento di pagamento in entrata e in uscita, il CD rientra tra gli strumenti di investimento dato che remunera la liquidità ivi confluita. I punti forza dell’uno sono i contro dell’altro e viceversa. Il ricorso al CD, in definitiva, sorge tutte le volte in cui l’esigenza prima è quella di mettere a reddito la liquidità eccedente le ordinarie esigenze.
In merito al “per quanto tempo” tenerlo attivo, gli esperti consigliano sempre dal brevissimo al medio termine, cioè dai 6 ai 60 mesi massimo circa. Le ragioni sono presto dette. Il CD nasce come buon parcheggio remunerato della liquidità sul breve termine, non come una scelta del tipo all-in e/o per la vita.
Costi e garanzia del conto deposito bancario
Il prodotto in genere non prevede costi di gestione dall’apertura a chiusura, tranne le spese fiscali. La ritenuta sugli interessi lordi maturati è del 26%, mentre l’imposta di bollo sul capitale è dello 0,2%. Per vivere ed essere funzionale ha bisogno di un “conto d’appoggio”, ossia un comune c/c con cui comunica (in entrata e in uscita) per tutta la durata del deposito. Quanto alla garanzia, il CD gode della stessa tutela FITD fino a 100mila € prevista sul c/c.
Sul mercato gli emittenti lo propongono in molteplici soluzioni differenti, ma i parametri chiave su cui basare la scelta e le valutazioni sono bene o male gli stessi. Vale a dire la durata del deposito, la presenza o assenza del vincolo e, in caso affermativo, se c’è o meno (e a quali condizioni?) la possibilità di svincolo anticipato. Poi sono da valutare la modalità di liquidazione degli interessi e, soprattutto, se l’emittente prevede o meno un associato c/c al conto deposito che va proponendo.
€ 10.000 vincolati in banca per 2 anni quanto rendono al netto delle tasse e spese?
Ora immaginiamo di avere 10mila € da gestire per 24 mesi prima del loro impiego per una spesa in una data già nota a priori. Se decidessimo di vincolarli anziché tenerli liberi, quale sarebbe il guadagno netto? Abbiamo consultato un portale specializzato nella comparazione di prodotti finanziari, CD liberi e vincolati inclusi.
Diciamo subito che i migliori rendimenti su questi timeframe non superano (meglio: non arrivano al) il 3,5% annuo lordo, almeno sul portale da noi consultato.
Nel dettaglio, le prime 5 proposte provenienti da 4 banche differenti con ritorni annui lordi a partire dal 2,95% sarebbero le seguenti:
- Cherry Vincolato dell’omonima banca, che non ammette lo svincolo anticipato. Il tasso annuo lordo attivo riconosciuto è del 2,95%, il 2,18% netto, con liquidazione trimestrale degli interessi. Il payout su ipotetici 10mila € sarebbero, nell’ordine, di 590 € lordi e 396,60 € al netto delle tasse (153,40 €) e imposta di bollo (40 €);
- Rendimax Conto Deposito Vincolato Posticipato di Banca IFIS, anche qui il 2,95% lordo e 2,18% netto (liquidazione trimestrale) e stessi incassi di cui sopra. Neanche in questo caso l’emittente apre alla possibilità di svincolo anticipato del deposito;
- Time Deposit di banca Twist, che apre alla possibilità di liberare anzitempo il deposito. L’emittente riconosce il 3,00% annuo lordo, pari al 2,22% netto, e anche qui l’imposta di bollo è a carico del cliente. Il guadagno netto in 24 mesi sarebbe di 404,00 €, mentre la modalità di liquidazione è del tipo mensile.
Vincolare i soldi in banca anziché tenerli liberi e infruttiferi sul conto corrente
Infine ecco il Conto Key Non Svincolabile e quello Svincolabile di Banca Progetto, due soluzioni d’investimento alternative con due differenti remunerazioni.
Il tasso più basso del 3,00% annuo lordo (2,22% netto) è associato allo Svincolabile, e il 3,35% (2,48% netto) al Non Svincolabile. La modalità di liquidazione interessi è posticipata nel 1° caso e trimestrale nel 2°. I rispettivi guadagni netti in 2 anni su ipotetici 10mila € di capitale, infine, sarebbero di 404,00 € sullo Svincolabile e 455,80 € nell’altro.
In chiusura raccomandiamo al Lettore di consultare integralmente tutte le condizioni economiche e contrattuali previste dalla banca considerata. Costi, condizioni, modalità di apertura, gestione e chiusura del rapporto e, soprattutto, se l’emittente prevede o meno l’apertura di un associato c/c. In caso affermativo, infatti, c’è da chiedersi in primis se si necessita o meno un c/c o più semplicemente di un normale e tranquillo parcheggio della liquidità sul breve termine.
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