In Italia si attende la svolta sulla crescita economica: il PIL supererà il 4% entro il 2021. Ne sono convinti Confindustria e l’istituto Prometeia. I dettagli delle previsioni.
Italia: nel 2021 il PIL vedrà un rimbalzo del 4%. Quanto è veritiera la previsione?
Mentre si avvicina l’estate all’insegna di zone bianche e vaccinazioni di massa, le stime sulla crescita della nazione si fanno più ottimiste.
Da Confindustria e dall’ente di ricerca Prometeia arrivano segnali molto incoraggianti. Tuttavia, l’Italia resta osservata speciale, soprattutto sulla capacità di essere efficiente con il Recovery Plan e di creare lavoro.
L’aumento del PIL del 4% entro l’anno si avvererà? Le previsioni.
L’Italia crescerà più del 4% nel 2021: le stime
A ribadirlo è Confindustria: i segnali positivi si stanno palesando a maggio. Nello specifico, sebbene il sentiero della ripresa appare stretto, l’Italia ha iniziato a percorrerlo.
Le graduali ma importanti riaperture di questo mese e l’accelerazione nel piano vaccinale ha dato uno slancio positivo al Paese.
Secondo l’analisi di Viale dell’Astronomia, infatti, l’industria si mantiene solida e i servizi hanno accennato a significativi miglioramenti, anche in Europa. I consumi potrebbero essere a una svolta e gli investimenti sono in crescita. Anche l’export nazionale ha ripreso il suo ritmo a marzo, grazie alle vendite in UE.
In questo scenario, le previsioni sul Prodotto Interno Lordo sono state così aggiornate:
“..nel 2° trimestre un primo, piccolo, aumento del PIL, cui seguirà un forte rimbalzo nel 3° e 4° pari a oltre il +4%, che si consoliderà grazie all’impatto che verrà dagli investimenti finanziati dal piano europeo NG-EU.”
Sulla stessa scia anche le stime dell’istituto Prometeia, che vede un PIL al 4,7% nel 2021. La stima supera così anche quella del Governo, per il quale la crescita sarà del 4,5% nell’anno.
Secondo l’istituto di ricerca, la media annua del PIL nel 2021-2023 sarà del 3,8% e dell’1,2% nel periodo 2024-2030.
Anche la Banca d’Italia aveva indicato un potenziale aumento dell’economia oltre il 4%.
I punti deboli dell’Italia
Nel mirino dello studio di Confindustria sono finiti anche i punti ancora deboli di questo cammino di crescita dell’Italia.
In primis, c’è il fattore occupazione: i dati hanno mostrato una ripresa del mercato del lavoro, che tuttavia è ancora lenta.
Poi l’attenzione è rivolta alla spesa e ai consumi degli italiani. Le famiglie sono state incerte nella domanda ad aprile e i livelli sono ancora al di sotto di quelli pre-crisi.
Nello specifico, “l’indicatore dei consumi di Confcommercio in aprile risulta in marginale arretramento, è aumentato del 45% rispetto a un anno prima, ma segna un -23% rispetto ad aprile 2019.”
I margini per un miglioramento, però, ci sono tutti visto che, scrive Confindustria, la fine delle restrizioni ha rilanciato la fiducia dei consumatori, salita in maggio a 110,6, quasi sui livelli di febbraio 2020.
Infine, un commento sui prezzi delle materie prime. Rincari significativi ad aprile si sono verificati per il grano (+3,2%), il rame (+3,7%), il ferro (+6,9%).
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