Assegno unico universale, da oggi puoi chiedere l’aumento dell’importo aggiornando l’Isee 2025. Ecco cosa devi fare e chi è interessato delle novità.
Con il via libera al nuovo modello Isee le famiglie interessate hanno l’opportunità di chiedere l’aumento dell’Assegno unico universale per figli a carico comprensivo degli arretrati da marzo 2025.
Come comunicato dal ministero del Lavoro, infatti, da oggi sono a disposizione dei centri di assistenza fiscale, ma anche sul sito dell’Inps per chi utilizza il modello precompilato, i nuovi modelli di Dsu per l’aggiornamento dell’Isee 2025. La novità più importante per le famiglie è quella per cui con il nuovo modello c’è la possibilità di ridurre il patrimonio mobiliare fino a un massimo di 50.000 euro.
Rispetto al modello utilizzato per la richiesta Isee nei primi mesi dell’anno, infatti, con questo nuovo viene data attuazione della novità per cui i primi 50.000 euro di investimenti in titoli di Stato (Btp), buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio, sono esclusi dal calcolo del patrimonio mobiliare.
In questo modo l’Isee 2025 si abbassa e dal momento che tra le diverse prestazioni che dipendono dal valore dell’attestazione c’è anche l’Assegno unico, l’aggiornamento dell’attestazione comporterà dei benefici per le famiglie che godranno di un aumento che verrà riconosciuto già a partire dal prossimo mese.
Come chiedere l’aumento dell’Assegno unico universale
Dopo mesi di attesa (oltre un anno in realtà) ecco che viene data attuazione dell’agevolazione contenuta nella legge di Bilancio 2024 secondo cui gli investimenti in titoli di Stato, buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio, non sono conteggiati nel patrimonio mobiliare entro i primi 50.000 euro.
Già da oggi ci si può rivolgere a caf e patronati, oppure utilizzare il modello precompilato disponibile sul sito Inps, per chiedere l’esclusione di questi investimenti dalla Dsu, risultando così un valore Isee più basso rispetto a quello attualmente in vigore.
Ricordiamo che l’esclusione vale per gli investimenti fatti entro il 31 dicembre 2023: è questo, infatti, il periodo preso come riferimento nella Dsu necessaria ai fini dell’Isee 2025, mentre il 2024 verrà preso in considerazione solamente nel caso in cui ci siano le condizioni per presentare l’Isee corrente.
Nel caso in cui si utilizzi l’Isee precompilato non serve alcuna documentazione visto che l’Inps acquisisce in automatico i dati riferiti al patrimonio mobiliare. Discorso differente per chi invece si rivolge a caf e patronati, per quanto comunque non dovrete raccogliere altri documenti visto che i dati riferiti agli investimenti li avete già comunicati con la Dsu presentata nei mesi scorsi. L’unica differenza è che adesso quegli importi, entro il limite di 50.000 euro appunto, non vengono più considerati.
Di quanto aumenta l’Assegno unico?
Il patrimonio mobiliare incide al 20% sul valore Ise, il quale a sua volta viene suddiviso per la scala di equivalenza restituendo così l’Isee.
Considerando quindi che il limite di investimenti da sottrarre al patrimonio mobiliare è pari a 50.000 euro, l’Ise si riduce al massimo di 10.000 euro.
Tutto poi dipenderà dal valore della scala di equivalenza. Ad esempio, un nucleo composto da entrambi i genitori più un minorenne, con una scala di equivalenza pari a 2,24, avrà un Isee più basso di circa 4.465 euro. È ovvio invece che per i nuclei familiari più numerosi, dove di conseguenza c’è una scala di equivalenza maggiore, la differenza sull’Isee una volta tolti gli investimenti sarà meno rilevante.
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Una volta ottenuto l’Isee più basso ci sarà poi l’aggiornamento automatico dell’Assegno unico a partire dal mese successivo. Quindi già da maggio l’importo verrà maggiorato, e nel contempo vengono pagati anche gli arretrati da marzo 2025.
Prendiamo come esempio una famiglia con un figlio minore, un Isee di 35.000 euro che con l’aggiornamento dell’attestazione scende a 31.000 euro. Fino a oggi per il figlio è stato riconosciuto - come possiamo vedere dalla tabella con decorrenza da gennaio 2025 - un Assegno unico di 111,50 euro, ma riducendo l’Isee il valore aumenta a 131,50 euro. Sono quindi 20 euro in più al mese a partire da maggio, quando nel contempo arriva anche un conguaglio di 40 euro (riferito alle mensilità di marzo e aprile 2025).
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