Bonus cittadinanza digitale, un emendamento del M5S al decreto Rilancio propone un contributo di 200 euro per comprare servizi informatici, ma la platea dei beneficiari è piuttosto ristretta.
Bonus cittadinanza digitale, nel processo di conversione in legge del decreto Rilancio spunta un emendamento a firmato dal Movimento 5 Stelle. Il bonus consiste in un contributo di 200 euro, ma per un platea di beneficiari ristretta.
Il bonus cittadinanza digitale infatti andrebbe solo ai ragazzi che nel 2021 compiranno 18 anni, e agli over 65.
Inoltre, questi 200 euro possono essere utilizzati solo per acquistare servizi informatici, di hardware e sofware.
Vediamo come funziona il nuovo bonus cittadinanza digitale, fermo restando che prima dovrà ottenere l’approvazione della Camera.
Bonus cittadinanza digitale: 200 euro per servizi informatici, ma la platea è ristretta
Tra le varie misure del decreto Rilancio potrebbe esserci anche un nuovo bonus.
L’emendamento al testo del decreto, che attualmente è in fase di conversione in legge, è stato apportato dal Movimento 5 Stelle, e prevede un contributo di 200 euro per acquistare servizi informatici, hardware, software e di connettività.
Il bonus è esentasse e non farà parte del reddito ai fini ISEE.
Il cosiddetto bonus cittadinanza digitale però è destinato a una precisa platea di beneficiari:
- ragazzi che nel 2021 compiranno 18 anni;
- gli over 65.
Per poterlo richiedere servirà la PEC, quindi un indirizzo di posta elettronica certificata, o un altro servizio di recapito digitale qualificato.
In questo modo si creerà una sorta di “domicilio digitale”, su cui arriveranno i 200 euro del bonus in formato elettronico.
Bonus cittadinanza digitale per promuovere la cultura online
Lo scopo del bonus cittadinanza digitale è quello di fare un passo in avanti nel percorso di svolta tecnologica del nostro Paese. Ha dichiarato Emanuele Scagliusi, il primo firmatario dell’emendamento:
“L’emergenza degli ultimi mesi ci ha confermato, una volta di più, l’importanza di promuovere la diffusione di una cultura digitale tra i cittadini e combattere il digital divide, anche al fine di un efficace contrasto dell’epidemia da Covid-19”
Per entrare in vigore, però, è necessario che la norma venga approvata in sede di conversione di legge del decreto Rilancio: ne sapremo di più nei prossimi giorni, quando la discussione arriverà in Commissione Bilancio.
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