Cosa sono i dazi?

Giorgia Paccione

03/04/2025

Tutto quello che c’è da sapere sui dazi: cosa sono, a cosa servono, come funzionano e quali conseguenze possono avere.

Cosa sono i dazi?

I dazi doganali, uno strumento di politica commerciale con una storia lunga e complessa, sono tornati prepotentemente al centro del dibattito globale.

Le recenti dichiarazioni di Trump hanno riacceso i riflettori su questo tema. Ma cosa sono esattamente i dazi? Perché vengono introdotti e quali conseguenze possono avere sull’economia e sulla vita di tutti i giorni?

Facciamo chiarezza, esplorando il significato dei dazi, le ragioni che spingono i governi ad adottarli e gli effetti, spesso inaspettati, che possono scaturire da queste misure.

Cosa sono i dazi?

I dazi, o tariffe doganali, sono imposte indirette applicate sui beni che attraversano i confini di uno Stato.

Possono essere utilizzati per generare entrate fiscali a beneficio del Paese che li impone, ma il loro scopo principale è proteggere l’economia interna da una concorrenza estera considerata eccessiva.

I dazi aumentano il costo dei prodotti importati, rendendoli meno competitivi rispetto ai beni prodotti localmente. Questo meccanismo favorisce l’acquisto di prodotti nazionali, stimolando la produzione interna e riducendo la dipendenza dalle importazioni.

A cosa servono i dazi?

Per capire a cosa servono e quali sono gli obiettivi dei dazi, è utile partire dalle motivazioni principali che spingono alla loro adozione.

  • Protezione delle industrie emergenti: i governi a volte introducono dazi per proteggere le nuove industrie nazionali che sono ancora in fase di sviluppo. Queste industrie potrebbero non essere in grado di competere con le aziende straniere più consolidate, e i dazi forniscono un vantaggio temporaneo, consentendo loro di crescere e diventare più competitive.
  • Supporto all’occupazione domestica: i dazi possono rendere i prodotti importati più costosi, incoraggiando i consumatori ad acquistare beni prodotti localmente. Questo aumento della domanda di prodotti nazionali può portare alla creazione di nuovi posti di lavoro nel Paese. L’idea è che proteggendo le industrie nazionali, si proteggono anche i posti di lavoro.
  • Difesa della sicurezza nazionale: in alcuni casi, i governi possono imporre dazi su beni considerati essenziali per la sicurezza nazionale. Ad esempio, un Paese potrebbe voler proteggere la propria industria siderurgica o di difesa per garantire di avere una fornitura interna di materiali critici in caso di conflitto o crisi.
  • Risposta a politiche commerciali aggressive di altri Paesi: se un Paese ritiene che un altro Paese stia adottando pratiche commerciali sleali, come il dumping (vendita di prodotti a prezzi inferiori al costo di produzione), potrebbe rispondere con dazi. Questi sono visti come una forma di ritorsione e un modo per proteggere le proprie industrie da una concorrenza sleale.

Tuttavia, gli economisti concordano quasi unanimemente sul fatto che i dazi possano avere effetti negativi sul lungo termine, riducendo la crescita economica globale e aumentando i costi per consumatori e imprese.

Gli effetti dei dazi

Come appena accennato, pur avendo l’obiettivo dichiarato di tutelare le economie nazionali, l’introduzione di dazi può innescare una serie di conseguenze negative che si ripercuotono sull’intero sistema economico.

Analizziamo più nel dettaglio i principali effetti collaterali.

  • Incremento dei prezzi per i consumatori: l’imposizione di dazi sui prodotti importati ne aumenta inevitabilmente il costo, e questo aumento viene spesso traslato sul consumatore finale. Nel caso di beni essenziali, come farmaci o alimentari, questo rincaro può gravare in modo significativo sul bilancio familiare;
  • Impatto negativo sulle imprese: numerose industrie dipendono dall’importazione di materie prime o componenti essenziali per la produzione. L’aumento dei costi causato dai dazi può danneggiare anche le aziende locali, compromettendone la competitività.
  • Reazioni a catena e conflitti commerciali: l’imposizione di dazi da parte di un Paese può provocare ritorsioni da parte dei partner commerciali, che potrebbero imporre ulteriori barriere commerciali, danneggiando gli scambi internazionali e la crescita economica globale.
  • Alterazione del mercato e inefficienze: i dazi possono distorcere le dinamiche di mercato, rendendo meno conveniente l’acquisto di prodotti più efficienti o innovativi provenienti dall’estero. Questo può frenare il progresso tecnologico e la competitività delle imprese nazionali nel lungo termine.

Come funzionano i nuovi dazi di Trump

Il presidente Donald Trump ha annunciato il 2 aprile 2025 l’introduzione di dazi sulle merci importate negli Stati Uniti da oltre 100 Paesi.

Questi dazi variano a seconda del Paese di origine: 20% per l’Unione Europea (inclusa l’Italia), 10% per il Regno Unito e 24% per il Giappone. Per la Cina, già colpita da precedenti tariffe del 20%, è stato aggiunto un ulteriore 34%, portando la tassazione complessiva al 54%.

I dazi americani si calcolano come percentuale sul prezzo di vendita dei prodotti importati e le nuove tariffe includono anche “dazi reciproci”, ovvero imposte aggiuntive basate sulle misure doganali che i Paesi esportatori applicano agli Stati Uniti.

L’entrata in vigore seguirà date diverse:

  • dal 5 aprile entreranno in vigore i dazi base del 10%;
  • dal 9 aprile si aggiungeranno quelli variabili.

Sapere cosa sono e come funzionano i dazi diventa quindi necessario per comprenderne l’impatto e affrontarne le conseguenze in maniera consapevole.

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