Sei un utilizzatore assiduo di ChatGPT e gli chiedi qualsiasi cosa? Fai attenzione, ci sono 5 domande che non dovresti mai porgli o rischi grosso.
Il successo di ChatGPT viene alimentato di giorno in giorno dai tanti aggiornamenti che vengono rilasciati da OpenAI e dalle milioni di domande che gli utenti pongono all’intelligenza artificiale. Il modello su cui si basa il chatbot lavora infatti tramite il machine learning, ossia una tecnologia che apprende continuamente nuove informazioni e dati in base a ciò che il consumatore gli domanda tramite il prompt dei comandi.
Solamente qualche giorno fa, all’interno dell’assistente digitale è stato introdotto un tool per la generazione di immagini fotorealistiche, ed è solo l’ultima delle tantissime chicche a cui già ha lavorato OpenAI e a cui ancora oggi sta lavorando per il prossimo futuro. Non è però sempre tutto oro quel che luccica, ma anzi gli esperti hanno voluto mettere in guardia gli utilizzatori più assidui di ChatGPT. Ci sono ben 5 cose che non dovresti mai chiedergli, altrimenti ci sono rischi grossi a cui potresti andare incontro.
ChatGPT, le 5 cose che non devi mai chiedergli
A parlarne è stata Jennifer King, ricercatrice presso la Stanford Institute for Human-Centered Artificial Intelligente, nel corso di un’intervista. Stando alle sue parole, spesso gli utenti tendono a fidarsi troppo di ChatGPT per via delle sue modalità comunicative ormai paragonabili a quelle di un essere umano. È però bene scindere i due aspetti ed evitare di inserire determinati prompt di comandi. Ce ne sono in particolare 5 forniti dall’esperta:
- Informazioni sull’identità: non dire mai al chatbot la tua data di nascita, il tuo indirizzo di casa, il tuo numero di telefono, i dati della patente di guida o quelli del passaporto;
- Risultati medici: potresti voler ottenere informazioni su una particolare patologia medica. Ma non è da escludere che possano esserci furti di dati, come già avvenuto nel 2023;
- Dati di accesso: il motivo è presto detto, dire a ChatGPT le tue password, i tuoi codici PIN o le domande di sicurezza per un accesso potrebbe esporti a gravi rischi;
- Informazioni aziendali: quando firmi un contratto di lavoro, quasi sempre c’è il segreto professionale. Lo stesso vale anche per ChatGPT, non fornirgli informazioni sui dati dei clienti o su eventuali informazioni commerciali. In tal senso, Samsung vieta ai suoi dipendenti di utilizzare l’AI;
- Informazioni finanziarie: come per i dati personali, dovresti evitare di fornire informazioni sul numero di conto, sulle buste paga o sulla tua situazione fiscale.
Perché non bisogna fidarsi (sempre) di ChatGPT
Se ti stai chiedendo perché non dovresti chiedere queste cose a ChatGPT, i motivi sono in realtà diversi. Innanzitutto è bene che tu sappia che nel 2023 OpenAI ha dovuto affrontare una falla di sicurezza che ha esposto le cronologie delle chat di milioni di persone. Tanto che per ben 9 ore sono tutte rimaste visibili con nome e cognome, indirizzi email e molto altro.
Ma non solo, perché OpenAI potrebbe vendere alcune delle informazioni ad aziende di terze parti con fini di marketing e vendita, dunque una parola di troppo potrebbe erroneamente finire nelle mani di operatori e imprese indesiderate.
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