Tonfo per le azioni Ferrari, che affondano a Piazza Affari dell’8% dopo la mossa lanciata da Exor, la holding della famiglia Agnelli. Cosa c’è dietro la mossa di Elkann.
Tonfo per le azioni Ferrari, che si confermano le peggiori del listino Ftse Mib di Piazza Affari, dopo non essere riuscite a fare prezzo all’inizio della giornata di contrattazioni della borsa di Milano.
Passato qualche minuto, i titoli del Cavallino Rampante sono affondati del 7% e ora accelerano ulteriormente al ribasso, soffrendo un tracollo pari a oltre -9%, che li porta a capitolare al di sotto della soglia di 440 euro.
Perché le azioni Ferrari affondano di oltre -9% sul Ftse Mib di Piazza Affari
A far cadere le azioni dell’azienda di Maranello è stata la mossa di Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann che, nella giornata di ieri, mercoledì 26 febbraio 2025, ha annunciato il lancio di una operazione di Accelerated Bookbuild, ovvero di una offerta di vendita di azioni Ferrari.
Con l’annuncio di ieri, Exor ha comunicato l’intenzione di vendere una quantità di circa 7 milioni di azioni ordinarie detenute in Ferrari, che rappresentano circa il 4% delle azioni ordinarie circolanti della controllata, tramite un’offerta rivolta a investitori istituzionali.
Oggi, Exor ha annunciato di aver completato con successo l’offerta delle azioni di “7 milioni circa di azioni ordinarie di Ferrari N.V)”, raccogliendo “entrate complessive di 3 miliardi di euro”.
La holding della famiglia Agnelli ha precisato che, “a seguito del completamento della transazione, Exor rimarrà il principale singolo maggiore azionista” del Cavallino Rampante, con circa il 20% dei diritti economici e il 30% dei diritti di voto nel capitale di Ferrari.
Confermato il “pieno impegno come azionista di lungo termine di Ferrari”. In più, “nel contesto della transazione, Exor ha preso l’impegno di lock-up di 360 giorni sulle azioni ordinarie rimanenti possedute in Ferrari”.
Il commento di John Elkann, cosa succede adesso
Così John Elkann, Amministratore Delegato di Exor, ha presentato ieri il piano della holding volto a vendere le azioni di Ferrari, ricordando l’apporto cruciale che la partecipazione nell’azienda ha dato alla cassaforte della famiglia Agnelli: “Nell’arco dell’ultimo decennio, la performance di Ferrari è stata il principale fattore che ha consentito a Exor di triplicare il suo NAV, e il suo successo ha portato la sua quota nel nostro portafoglio a salire dal 15% circa al 50% circa del NAV”.
Elkann ha spiegato la mossa affermando che “la transazione ci consentirà di ridurre la nostra concentrazione e di migliorare la diversificazione, facendo una nuova acquisizione rilevante, in linea con il nostro obiettivo di creare grandi aziende ”.
Detto questo, “ il nostro sostegno a Ferrari e la nostra fiducia nel suo futuro solido rimangono incrollabili ”.
In sostanza, “il nostro impegno a rimanere il suo principale azionista nel lungo termine è più forte che mai ”.
Parole, quelle di John Elkann, che non sono riuscite ad arginare il tonfo delle azioni.
Azioni che, YTD, hanno contribuito in parte al rally che ha portato il Ftse Mib a sfondare nella giornata di ieri, mercoledì 26 febbraio 2026, anche la soglia psicologica di 39.000 punti, testando i massimi degli ultimi 18 anni, ovvero dal 2007.
Ferrari ha partecipato all’offerta di Exor, i numeri
Va precisato che, sempre ieri, Ferrari ha annunciato l’intenzione di partecipare alla transazione, acquistando fino al 10% dell’offerta totale di Exor per un massimo di 300 milioni di euro.
Così nel comunicato che porta la data di ieri:
“Questa transazione rappresenta la settima tranche del programma pluriennale di acquisto di azioni
proprie di circa Euro 2,0 miliardi annunciato durante il Capital Markets Day del 2022 (il “Programma”) e
rientra nei limiti del mandato di acquisto di azioni proprie approvato dall’Assemblea annuale degli
azionisti del 17 aprile 2024, debitamente comunicato al mercato, che ha autorizzato l’acquisto di un
massimo del 10% delle azioni ordinarie della Società durante il periodo di diciotto mesi successivo a tale
Assemblea degli azioni”
Oggi, giovedì 27 febbraio, Ferrari ha confermato di avere “partecipato all’offerta concordando di acquistare 666.666 azioni proprie ordinarie per un corrispettivo totale di circa Euro 300 milioni, allo stesso prezzo per azione determinato dall’offerta”, aggiungendo che “il regolamento dell’Operazione è previsto per il 3 marzo 2025” e che, “a seguito dell’Operazione, la Società continuerà ad attuare il Programma coerentemente con l’avanzamento della generazione del Free Cash Flow industriale”.
Occhio al trend delle azioni Ferrari nel breve e medio-lungo termine. I titoli, colpiti dal crollo di oggi, viaggiano a un livello inferiore di quasi l’8% su base settimanale, ma in rialzo di oltre l’8% su base mensile.
YTD il trend è di un rialzo di quasi l’8%, mentre su base annua la performance è di un incremento di quasi +13%.
© RIPRODUZIONE RISERVATA