Il Fisco rimborserà i soldi a chiunque soddisfi questo requisito in dichiarazione dei redditi

Patrizia Del Pidio

26 Febbraio 2025 - 05:16

Ecco come scoprire se con la dichiarazione dei redditi si dovrà pagare o se, invece, il Fisco dovrà restituire i soldi versati.

Il Fisco rimborserà i soldi a chiunque soddisfi questo requisito in dichiarazione dei redditi

A chi dovrà rimborsare i soldi della dichiarazione dei redditi il Fisco? Per avere diritto alla restituzione delle somme già pagate è necessario essere in possesso di specifici requisiti. L’avvio della campagna della dichiarazione dei redditi 2025 si avvicina e i contribuenti già pensano all’eventuale rimborso spettante con la presentazione del modello 730.

In Italia l’Imposta sul reddito delle persone fisiche ha un sistema progressivo con un’aliquota che cresce al salire del reddito e con detrazioni fisse che scendono al salire del reddito. La presentazione della dichiarazione dei redditi, che effettua un conguaglio fiscale tra le somme versate e quelle realmente dovute, le opzioni in cui può trovarsi il contribuente sono essenzialmente due: trovarsi a debito (dover pagare) o a credito (diritto al rimborso).

Il risultato finale del conguaglio dipenderà dalle ritenute fiscali che il sostituto di imposta ha operato durante l’anno precedente e dalle detrazioni fiscali spettanti.

La dichiarazione dei redditi 2025

L’Agenzia delle Entrate ha già reso noto che i modelli dichiarativi precompilati saranno messi a disposizione dei contribuenti a partire dal 30 aprile. Poi, l’invio della dichiarazione, dovrà essere effettuato:

  • entro il 30 settembre per chi utilizza il modello 730;
  • entro il 31 ottobre per chi utilizza il modello Redditi.

Come capire se si ha diritto a un rimborso

Per anticipare, grosso modo, il conguaglio Irpef e capire se si avrà diritto o meno a un rimborso bisogna armarsi di carta e penna e fare un po’ di calcoli.

Da una parte è necessario sommare tutti i redditi imponibili Irpef e dall’altra le detrazioni spettanti in automatico e per le spese effettuate.

L’Irpef, come detto, è basata su un sistema progressivo che si fonda sulle seguenti aliquote e scaglioni di reddito:

  • per redditi fino a 28.000 euro si paga il 23%;
  • per redditi tra 28.000 e 50.000 si paga il 35%;
  • per redditi oltre i 50.000 si paga il 43%.

L’aliquota di riferimento si applica solo all’eccedenza del reddito: se si ha un reddito di 32.000 euro, ad esempio, si paga il 23% sui primi 28.000 euro e il 35% sui restanti 4.000.

Si ha diritto al rimborso?

Per sapere qual è il proprio reddito imponibile, se si ha solo reddito da lavoro dipendente, basta prendere la busta paga riferita al mese di dicembre 2024. Nella busta paga dell’ultimo mese dell’anno, infatti, è presente una riga dedicata al

Conguaglio di fine anno in cui si troveranno le seguenti voci:

  • Imponibile Irpef;
  • Irpef anno;
  • detrazioni Irpef;
  • ritenute Irpef;
  • eventuale Irpef a credito o a debito.

Con il conguaglio di fine anno il datore di lavoro pareggia i conti con il Fisco, fa parte del dipendente.

Il conguaglio in busta paga di dicembre, quindi, procede a calcolare tutte le retribuzioni dell’anno, tutte le detrazioni spettanti (per lavoro dipendente, figli e coniuge a carico), inoltre procede al calcolo dell’imposta lorda dovuta (in base agli scaglioni di reddito) e l’imposta lorda già versata con le ritenute operate durante l’anno.

Solitamente il dipendente che non ha altri redditi chiude sempre l’anno in pari, versando la differenza o ricevendo il rimborso dell’Irpef direttamente in busta paga. Con la presentazione della dichiarazione dei redditi, però, il dipendente può vantare altre detrazioni spettanti: quelle sulle spese sostenute per la sua persona o per i familiari fiscalmente a carico.

Chi ha sicuramente diritto al rimborso?

Partiamo dal presupposto che sapere se si ha diritto a un rimborso del 730 prima di presentare la dichiarazione dei redditi può essere certo solo se si è lavoratori dipendenti con un unico reddito. In questo caso, infatti, per avere diritto al rimborso, visto che l’Irpef dovuta sul reddito prodotto è stata già versata mensilmente in busta paga basta che si verifichi una delle seguenti situazioni:

  • non aver fruito delle detrazioni da lavoro dipendente spettanti in busta paga nel 2024 e riceverle a conguaglio con il 730;
  • non aver fruito delle eventuali detrazioni per figlio o coniuge a carico in busta paga nel 2024 e richiederle a conguaglio con il 730;
  • aver effettuato spese mediche e sanitarie nel 2024 per la propria persona o per familiari fiscalmente a carico il cui importo sia superiore a 129,11 euro (la franchigia su cui non spetta la detrazione);
  • aver sostenuto nel corso del 2024 altre spese per le quali c’è diritto alla detrazione al 19%, al 36%, al 50%, al 65% o al 75%.

In questi casi, infatti, le detrazioni spettanti si sottraggono dall’imposta dovuta generando un’Irpef più bassa da versare, ma visto che il dipendente l’ha già versata tutta si genera un rimborso dell’imposta versata in eccedenza.

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