Ci sono ancora delle possibilità di guadagnare investendo in carte Pokémon nel 2025?
Oggi, 27 febbraio, si celebra il Pokémon Day, nella stessa data in cui furono presentati al mondo, nell’ormai lontano 1996.
Un giorno perfetto per chiedersi: investire in carte Pokémon conviene?
Negli ultimi anni, il mercato delle carte Pokémon ha assistito a una crescita straordinaria, con pezzi rari che hanno raggiunto cifre astronomiche e un interesse sempre più diffuso tra collezionisti, fan di vecchia data e investitori alternativi.
Per alcuni fortunati, il ritrovamento di un semplice album raccoglitore datato fine anni ’90 - inizi del 2000 è stato una vera e propria miniera d’oro, con carte che hanno raggiunto cifre da capogiro grazie all’aumento della domanda e alla loro rarità.
Tra le carte Pokémon più preziose troviamo quelle che raffigurano Charizard, una tra le creature più celebri del brand, con un valore che può arrivare a diverse migliaia di euro, per non parlare dei box di pacchetti sigillati arrivati a toccare in alcuni casi cifre a sei zeri.
Come conseguenza di questo boom milioni di appassionati, spinti dalle prospettive di guadagno, hanno iniziato a cimentarsi nella compravendita di questi oggetti.
Tuttavia, come per molti mercati, anche quello delle carte Pokémon subisce di continuo rapide evoluzioni e cambiamenti frequenti ed è facile fare investimenti sbagliati.
Nel 2025, investire in carte Pokémon conviene ancora?
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Investire in carte Pokémon conviene ancora?
Partiamo dal presupposto che il mercato di questo gioco di carte collezionabili (GCC) è molto complesso e altalenante: fare delle previsioni è spesso difficile e investire è quindi, nella maggior parte dei casi, abbastanza rischioso.
Soprattutto in epoca post-Covid, il mercato delle carte da collezione si è evoluto in maniera quasi incontrollata, tanto da essere stato definito da alcuni esperti come un esempio di bolla speculativa a tutti gli effetti.
La domanda di molte carte Pokémon è decisamente superiore all’offerta e questo ha contribuito all’innalzamento vertiginoso dei prezzi, senza però alcuna certezza che le quotazioni rimarranno tali nel lungo termine.
Un rischio di crollo di questo ecosistema non è da escludere ed è quindi necessario anteporre la prudenza alla foga data dal momento, facendo tutte le valutazioni necessarie prima di cimentarsi negli acquisti.
L’investimento in carte Pokémon è raccomandato esclusivamente agli esperti del settore, visto l’alto livello di conoscenza generale e di attenzione ai dettagli che è richiesto per comprenderne l’andamento.
Seppur rischioso, con un discreto livello di orientamento nelle dinamiche del brand e seguendo alcune linee guida sempre valide, investire in questo gioco di carte collezionabili può portare a profitti interessanti.
Quali carte Pokémon comprare?
I prodotti su cui poter investire appartengono a due categorie differenti: articoli “sealed” (ancora confezionati) e carte singole sbustate. A queste due classi corrispondono criteri di valutazione differenti per stimare la convenienza di un investimento.
Investire in carte Pokémon sigillate
Con il termine “prodotti sealed” si fa riferimento ai contenitori di carte Pokémon venduti sigillati e mantenuti chiusi dopo l’acquisto.
Tendenzialmente, questo tipo di prodotto è destinato a crescere maggiormente di valore con il passare del tempo rispetto alle carte che vengono estratte dalla confezione e vendute singolarmente.
Gli esempi più comuni sono le grandi box che contengono i pacchetti in plastica, che possiamo trovare comunemente in quasi tutte le edicole.
Acquistare un box intero (anche online) e mantenerlo sigillato è quasi sempre più conveniente che tentare la fortuna cercando una carta rara aprendo i vari pacchetti.
Statistiche alla mano, infatti, un investimento effettuato in box sealed è più vantaggioso di investire su carte singole, proprio perché ci sono più probabilità che il prezzo subisca una crescita in futuro.
Alcuni esempi sono abbastanza recenti: una scatola dell’espansione di Evoluzioni Eteree al momento dell’uscita, nel luglio del 2021, era acquistabile per circa 160 euro. Adesso, a inizio 2025, i prezzi per questo prodotto fluttuano intorno ai 1.300 euro, con un aumento del 712,5% dalla cifra iniziale.
Come molti già sanno, nella maggior parte dei casi le carte più rare sono quelle olografiche, ovvero brillanti. Proprio per questo, si è diffusa online una strategia che permette di stimare parzialmente le probabilità della presenza di questa tipologia di carte all’interno di una bustina. Dotandosi, infatti, di una bilancia di precisione è possibile misurare il peso di ciascuna busta e, mettendole a confronto, notare delle differenze nell’ordine dei grammi.
I pacchetti che pesano un po’ di più rispetto agli altri hanno più probabilità di contenere carte olografiche e quindi rare, ed è possibile venderli a prezzi maggiori.
Bisogna notare, però, come questo trucchetto non sia sempre valido, ma funzioni solo per alcune edizioni, soprattutto tra le espansioni più vecchie (come le prime serie ex).
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Investire in carte singole
Qualche volta, tuttavia, non conviene investire in prodotti sigillati ma in singole carte. È il caso di alcuni pezzi specifici che, più di tutti gli altri, hanno maggiori probabilità di crescita in termini di valore.
I 3 criteri fondamentali da considerare per investire su carte singole:
- la carta contiene un personaggio iconico della serie;
- la carta è stata la protagonista di un rilascio esclusivo sul mercato;
- la carta ha un artwork (ovvero un disegno) particolarmente distintivo, come ad esempio le alternative art, le carte “segrete” di ogni espansione.
Se almeno due di questi criteri vengono soddisfatti, aumentano le probabilità che in futuro (quasi sempre in ottica di lungo termine per dei profitti più sostanziosi) la carta in questione aumenti di valore.
Una delle carte più iconiche che possiamo prendere come esempio è Ancient Mew, rilasciata nel 2000 in alcuni cinema in Italia, in occasione dell’uscita del primo film ufficiale. L’esclusività del rilascio, i tratti grafici mistici e affascinanti e l’iconicità del personaggio hanno contribuito ad aumentare il suo valore nel corso degli anni.
Un tempo gratuita, ricevuta da molti come semplice omaggio, questa versione promo di Mew è adesso vendibile in buone condizioni a un prezzo medio di circa 50 euro, un vero affare per i commercianti che ne hanno ritrovato interi stock avanzati.
L’importanza della valutazione delle carte Pokémon
Un’alternativa ultimamente molto in voga con il dilagare del fenomeno del collezionismo è quella di scegliere di gradare le proprie carte. Cosa significa? Con il termine “gradazione” si intende far valutare le proprie carte Pokémon da enti riconosciuti e specializzati, che si occupano di valutarne le condizioni attribuendo anche un voto.
L’azienda di gradazione più conosciuta nel settore è PSA, ma ne esistono varie alternative anche in Europa e in Italia, più convenienti in termini di tempistiche, le quali ultimamente sono molto lunghe per le case statunitensi (si può aspettare quasi un anno prima che le proprie carte tornino gradate).
Il vantaggio di questo processo consiste in un aumento sostanziale del valore di una carta se questa ottiene un buon punteggio, generalmente (tra 7 e 10). Ad esempio, per le carte più rare, il valore aggiunto dalla certificazione arriva anche a decuplicare il prezzo della carta venduta in formato standard.
Ad esempio, su Cardmarket (piattaforma online apposita per la compravendita di carte collezionabili), Charizard Goldstar, una delle più ambite, è in vendita in buone condizioni a circa 2.000 euro, mentre la stessa versione gradata PSA supera i 6.500 euro, registrando un aumento del 225% dal prezzo di partenza.
Far gradare le proprie carte, però, ha dei lati sconvenienti. I costi legati al servizio delle aziende più famose sono molto elevati e ciò riduce di molto le prospettive di profitto. Inoltre, gli enti locali sono meno riconosciuti a livello internazionale e il valore di una carta successivo alla gradazione, in questi casi, non è così alto come per PSA.
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