Per i forfettari il concordato va indicato nei nuovi quadri LM: come compilare modello Redditi 2025

Patrizia Del Pidio

19/03/2025

Regole diverse per i contribuenti forfettari che hanno aderito al concordato preventivo: vediamo le istruzioni per compilare il modello Redditi 2025.

Per i forfettari il concordato va indicato nei nuovi quadri LM: come compilare modello Redditi 2025

Le regole di compilazione del modello Redditi 2025 per i forfettari che nel 2024 hanno aderito al concordato preventivo biennale sono diverse rispetto a quelle previste per gli altri autonomi che lo scorso anno hanno aderito al patto con il Fisco.

I lavoratori autonomi con partita Iva nel regime ordinario che hanno aderito al concordato, infatti, compilano il nuovo Quadro CP del modello Redditi, mentre i contribuenti forfettari non devono farlo e dovranno procedere, invece, a calcolare le imposte sulla base del reddito concordato con il Fisco nei due nuovi righi del quadro LM.

Le istruzioni del modello Redditi per i forfettari

Le istruzioni allegate al nuovo modello Redditi 2025 per i forfettari che hanno aderito al concordato preventivo biennale sono abbastanza chiare: devono essere compilati i righi LM32 e LM33 del quadro LM, a loro riservato.

Con l’adesione al concordato preventivo biennale, infatti, il contribuente forfettario si è impegnato a dichiarare nel modello 2025 gli importi concordati con il Fisco, indipendentemente da quello che è stato effettivamente il suo guadagno e ricavo per l’anno 2024.

Il rigo LM32 è riservato all’assoggettamento per l’imposta sostitutiva (la flat tax incrementale) della parte reddito che eccede da quello concordato con il Fisco in sede di adesione al concordato preventivo biennale rispetto a quello dichiarato nel periodo di imposta precedente.

Per la parte eccedente ivi indicata l’imposta sostitutiva è al 10% (scende al 3% per coloro che rientrano nelle start up e nuove attività).

Facciamo un esempio per capire. Supponiamo che un forfettario nel corso del 2023 ha avuto un reddito effettivo dichiarato di 23.000 euro, ma nel 2024 ha aderito al concordato accettando l’importo fissato a 30.000 euro. L’eccedenza, di 7.000 euro, sarà tassata applicando l’aliquota al 10% (anziché 15% previsto) o il 3% (anziché il 5% previsto).

Come si compila il quadro LM32?

Il rigo LM32 si compone di 3 distinte colonne in cui dovrà essere indicato:

  • il reddito di impresa concordato con il Fisco che si può ricavare dal rigo LM63 del modello Redditi 2024;
  • il reddito conseguito con il regime forfettario nell’anno 2023 e indicato nel rigo LM34 del modello Redditi 2024;
  • la differenza tra i due redditi inseriti da assoggettare a flat tax incrementale.

Come si compila il rigo LM33?

Nel rigo LM33, invece, andrà indicato il reddito effettivamente concordato con il Fisco da assoggettare all’imposta sostitutiva prevista per il contribuente forfettario.

Per chi ha scelto la flat tax incrementale compilando il rigo LM32, l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% si applicherà solo sulla differenza tra il reddito concordato e quello a cui ha applicato la flat tax incrementale (nel caso dell’esempio 23.000 euro). Se non ha scelto la flat tax incrementale, invece, dovrà indicare tutto il reddito concordato.

Da sottolineare che, nonostante l’adesione al concordato preventivo, sia i soggetti ISA che i contribuenti forfettari, nella dichiarazione dei redditi devono indicare obbligatoriamente anche i redditi effettivi, oltre quelli concordati con la compilazione del resto del quadro LM.

Contributi previdenziali per i forfettari

I contributi previdenziali andrebbero calcolati sul reddito concordato (indicato nel rigo LM33) a cui eventualmente aggiungere anche quello assoggettato a flat tax incrementale.

Alle casse previdenziali di appartenenza, quindi, indipendentemente dal reddito effettivamente percepito, si dovranno versare i contributi sul reddito concordato con il Fisco (resta una scelta versare anche i contributi sulla parte eventualmente eccedente).

Se questo, però, è valido per chi versa nella Gestione Separata Inps, resta aperta la questione dei liberi professionisti iscritti alle casse previdenziali previste per il proprio albo. In questo caso, infatti, le casse previdenziali stesse hanno sottolineato che irrilevante il concordato preventivo biennale per la determinazione dei contributi dovuti. Se così fosse, però, ci si troverebbe di fronte a un trattamento diverso per chi versa i propri contributi all’Inps e chi li versa alle casse previdenziali per liberi professionisti (che nella maggior parte dei casi si troverebbero a versare contributi più alti).

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