Nel conflitto tra Hamas e Israele a Gaza, Joe Biden viene spesso descritto come un moderato, che tenta di mediare tra le parti. Ma la verità è un’altra.
Nella guerra a Gaza tra Israele e Hamas l’amministrazione Biden predica bene e razzola malissimo. O meglio, tenta di presentarsi nell’improbabile ruolo di superpotenza in grado di mediare tra le varie posizioni, salvo poi sostenere tacitamente Tel Aviv in tutto ciò che sta facendo nella Striscia di Gaza per sradicare l’organizzazione palestinese: operazione, quelle delle forze di difesa israeliane (Idf), che come previsto da cari analisti sta provocando un numero impressionante di vittime civili - oltre 11 mila palestinesi - di cui il 70% sono donne e bambini.
Una comunicazione fumosa, quella della Casa Bianca, che da una parte chiede prudenza e tutela dei civili, e dell’altra non fa nulla di concreto per convincere Israele a un cessate di fuoco come richiesto dall’Onu e da tutte le maggiori organizzazioni umanitarie internazionali. Dopotutto gli Stati Uniti, lo scorso 28 ottobre, sono stati uno dei pochi Paesi insieme a Israele - appena 12 - che all’Assemblea generale delle Nazioni Unite si sono opposti a una risoluzione che chiedeva una tregua umanitaria duratura che portasse alla cessazione delle ostilità.
Altro che mediazione: ecco gli aiuti militari degli Usa
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