Di un possibile dossier UniCredit VS Crédit Agricole su Banco BPM, a Piazza Affari, si era già parlato. Le ultime novità.
Novità doppia su Banco BPM.
Mentre la Consob ha dato l’ok all’OPS lanciata il 25 novembre 2024 da UniCredit, la BCE ha detto sì alla richiesta del maggiore azionista di Piazza Meda, ovvero dei francesi di Crédit Agricole, di salire ulteriormente nel capitale della banca sotto il loro controllo, acquirendo una partecipazione superiore alla soglia del 10%, fino al 19,9%.
Crédit Agricole sale al 19,8% del capitale di Banco BPM, semaforo verde dalla BCE
Ad annunciarlo è stata la Banque Verte, che ha reso noto di aver acquisito nel corso dell’ultimo trimestre del 2024 e nei primi tre mesi del 2025 ulteriori strumenti finanziari che hanno fatto salire la sua posizione in Banco BPM, accumulata attraverso contratti derivati, al 9,9%.
Dal momento che Crédit Agricole ha l’intenzione di avvalersi dei diritti per “la consegna fisica di tutte le azioni Banco BPM sottostanti”, il risultato è che la partecipazione finale nella banca guidata dal CEO Giuseppe Castagna sarà pari al 19,8%.
UniCredit VS Crédit Agricole, si entra nel vivo della battaglia? Battaglia già ipotizzata qualche mese fa quando, dopo l’OPS lanciata da UniCredit su Banco BPM, il principale azionista di quest’ultimo Crédit Agricole non era certo rimasto a guardare, aumentando la propria quota dal 9,9% a oltre il 15% e chiedendo alla BCE di salire ulteriormente nel capitale dell’istituto fino al 20%?
Ora, la risposta della Vigilanza della Banca centrale europea è, per l’appunto arrivata, ed è stata positiva. Cosa succede dunque?
Era il 6 dicembre 2024 quando i francesi di Crédit Agricole, già azionisti di maggioranza di Banco BPM con una partecipazione pari al 9,9%, dopo l’annuncio dell’OPS di UniCredit lanciata sulla banca da loro controllata, annunciavano di avere sottoscritto strumenti finanziari relativi al 5,2% del capitale di Piazza Meda, facendo salire la loro partecipazione totale al 15,1%.
Non solo: il gruppo francese informava il mercato della propria intenzione di bussare alla porta della Vigilanza della BCE, per ottenere l’autorizzazione per far salire ulteriormente la quota posseduta nel capitale di Banco BPM fino al 19,99%.
Veniva fatta subito una precisazione sulla possibilità di lanciare o meno un’OPA (Offerta pubblico di acquisto) su Banco BPM, mentre Piazza Affari, subito dopo l’OPS promossa da UniCredit, si chiedeva già da allora quale fosse il prezzo giusto che Orcel avrebbe dovuto offrire per centrare il suo target.
Quella mossa di Crédit Agricole su Banco BPM che aveva fatto scattare subito la reazione di UniCredit
La reazione di UniCredit non si era fatta attendere: qualche giorno dopo, un portavoce di Piazza Gae Aulenti, in un post pubblicato su LinkedIn, invitava gli azionisti di Banco BPM a prestare attenzione sia al rischio di una qualsiasi combinazione della banca con la divisione italiana di Crédit Agricole, che a qualsiasi tentativo che puntasse a far convolare a nozze il Banco con MPS-Monte dei Paschi di Siena. MPS che, all’epoca, prima dell’annuncio shock dell’OPS su Mediobanca arrivato alla fine di gennaio 2025, vestiva ancora i panni ufficiali di preda, secondo uno stesso piano messo a punto dal governo Meloni, volto alla creazione di un terzo polo bancario.
“Le probabili opzioni di Crédit Agricole sono una fusione tra BPM e Credit Agricole Italia o la prospettiva di una combinazione complicata con Monte dei Paschi. Entrambe le scelte distruggerebbero il valore di Banco BPM ”, avvertiva il portavoce.
Dal canto suo, il CEO di BAMI Giuseppe Castagna non nascondeva la propria soddisfazione per la mossa lanciata dalla Banque Verte.
Nel commentare il rafforzamento della presenza dei francesi nel capitale di Piazza Meda, Castagna parlava di un “intervento che conferma il loro supporto”, dicendosi “ molto contento del loro investimento ”.
Tutt’altro, l’atteggiamento verso l’OPS promossa dal banchiere Andrea Orcel, che era stata subito rigettata.
Erano i giorni in cui a Piazza Affari erano circolati anche rumor sulla possibilità che la scalata di Crédit Agricole avesse ricevuto il sostegno del governo Meloni, che aveva subito bocciato la decisione di UniCredit di lanciarsi alla conquista del Banco.
Dalla Consob sì a OPS di UniCredit su Banco BPM. Ecco quando si parte
Di acqua sotto i ponti, da allora, ne è passata, e l’OPS di UniCredit ha sicuramente fatto un bel passo in avanti, come certifica l’annuncio arrivato proprio oggi dalla banca guidata dal Ronaldo dei banchieri.
UniCredit ha reso noto stamattina di aver ricevuto infatti il via libera della Consob al prospetto informativo, comunicando che l’OPS partirà in data 28 aprile, per andare avanti fino al 23 giugno.
Così come si legge nella nota di Piazza Gae Aulenti, il periodo di adesione, concordato con Borsa Italiana, prenderà il via alle 8.30 (ora italiana) del giorno 28 aprile 2025 e terminerà alle 17.30 (ora italiana) del giorno 23 giugno 2025 (estremi inclusi).
Il giorno 23 giugno 2025 rappresenterà, pertanto, salvo proroghe del periodo di adesione in conformità alla
normativa applicabile, la data di chiusura dell’Offerta Pubblica di Scambio.
UniCredit ha annunciato anche, dopo l’autorizzazione concessa dalla Consob che, per ciascuna azione di BPM portata in adesione all’Offerta Pubblica di Scambio, la banca riconoscerà un corrispettivo unitario rappresentato da n. 0,175 azioni ordinarie di UniCredit di nuova emissione, prive del valore nominale, aventi godimento regolare e le stesse caratteristiche delle azioni.
Sul Ftse Mib di Piazza Affari, oggi sotto pressione nel Giorno della Liberazione USA che vedrà l’amministrazione americana sferrare dazi reciproci contro tutto il mondo, le azioni UniCredit soffrono un calo dell’1,5%, viaggiando attorno a quota 51,92 euro, mentre Banco BPM perde l’1,6% attorno a quota 9,394 euro. Alla borsa di Parigi il titolo Crédit Agricole perde lo 0,91%, scendendo a 16,86 euro circa.
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