Scopriamo cos’è e come funziona una cooperativa di lavoratori, scoprendone vantaggi, struttura e cosa dicono le normative in merito in Italia.
Le cooperative di lavoratori sono un’organizzazione sociale - una società - che ha il compito di soddisfare i bisogni dei propri soci, che sono al tempo stesso lavoratori, e consentire a quest’ultimi di avere condizioni lavorative più vantaggiose rispetto ad una normale attività reperibile sul mercato.
Queste entità, basate su principi di mutualità e solidarietà, rappresentano una forma di attività organizzata che esiste da tanti decenni in Italia e che ha subito diversi cambiamenti negli anni, continuando comunque a restare un’ottima risorsa economica, sia per i lavoratori che per l’economia nel complesso. Stando ai dati diffusi dal Ministro dello sviluppo economico, nel 2025 in Italia ci sono oltre 85 mila cooperative attive.
Ma come funziona questa importante realtà della nostra economia? Conviene per un lavoratore intraprendere questa via? Comprendere il funzionamento delle cooperative di lavoro diventa essenziale per chiunque desideri intraprendere un percorso professionale alternativo e sostenibile. Ecco cosa sapere.
Cosa sono le cooperative di lavoro? Significato e definizione
Le cooperative di lavoro, note anche come cooperative di produzione e lavoro, sono società costituite da lavoratori che si associano volontariamente per svolgere in comune un’attività economica.
L’obiettivo principale è fornire ai soci opportunità di lavoro e garantire condizioni economiche, sociali e professionali migliori rispetto a quelle ottenibili individualmente. Il principio cardine è la mutualità, ovvero il soddisfacimento dei bisogni dei soci attraverso la collaborazione reciproca.
Dal punto di vista normativo, le cooperative di lavoro in Italia sono disciplinate dal Codice Civile, in particolare dagli articoli 2511 al 2548, e da leggi specifiche come la Legge 3 aprile 2001, n. 142, che regola il rapporto di lavoro dei soci. L’articolo 45 della Costituzione Italiana riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata.
Una caratteristica distintiva delle cooperative è il voto capitario: indipendentemente dal capitale conferito, ogni socio ha diritto a un solo voto nelle deliberazioni assembleari. Questo garantisce una gestione democratica dell’impresa. Inoltre, le cooperative possono adottare la forma di società a responsabilità limitata (S.r.l.) o di società per azioni (S.p.A.), a seconda delle dimensioni e delle esigenze organizzative.
La mutualità come requisito essenziale
Il principio alla base di ogni cooperativa, come già detto, è quello della mutualità. In base a quest’ultimo, bisogna mettere la collaborazione e l’utilità sociale davanti all’interesse e al guadagno personale. In particolare, sono previste due forme di mutualità, ovvero quella pura e quella spuria.
La differenza tra una cooperativa a mutualità pura e una a mutualità spuria è da rinvenire nell’apertura verso terzi. Nelle cooperative a mutualità spuria, maggiormente operative verso terzi, ha maggiore spazio l’attività commerciale e, di conseguenza, il fine di lucro, senza però che questi risulti essere centrale e senza andare a sostituire il fine mutualistico.
Un concetto simile a quello di mutualità pura è, invece, quello di mutualità prevalente. Quest’ultima viene riconosciuta alle cooperative che sono meno aperte verso terzi e la cui attività è svolta e rivolta prevalentemente ai soci, a patto che rispettino determinati criteri di bilancio per cui devono superare la quota del 50% sul totale delle seguenti voci:
- ricavi da beni e servizi verso soci sul totale ricavi;
- costo del lavoro soci sul totale del costo del lavoro;
- costo servizi o beni ricevuti da soci sul totale costi servizi e beni.
Le società cooperative a mutualità prevalente si iscrivono in un apposito albo, presso il quale depositano annualmente i propri bilanci.
La categoria più diffusa di società cooperativa è quella di produzione e lavoro, che consiste nella produzione di beni ed erogazione di servizi. Proprio soffermandosi su quest’ultimo elemento, è possibile, in alternativa, classificare le cooperative per settore di attività. Tra le principali si annoverano le cooperative agricole, di credito, edilizie, di trasporto, editoriali, ma anche dedicate alle pulizie e al mondo della ristorazione.
Come funziona una cooperativa
Il funzionamento di una cooperativa di lavoro si basa su una struttura democratica e partecipativa. Tra la cooperativa e il socio si instaura un rapporto mutualistico che si traduce in un rapporto lavorativo ulteriore rispetto al rapporto sociale, in cui il socio assume il duplice ruolo di «imprenditore» e «lavoratore».
Entrando nei dettagli, è possibile distinguere due forme di rapporto che intercorrono tra il socio lavoratore e la cooperativa:
- rapporto associativo: un lavoratore, in qualità di socio di una cooperativa, ne è di fatto anche responsabile. Ne consegue che deve fare i conti con il peso del rischio di impresa e della formazione del capitale. Allo stesso tempo, ha diritto a partecipare alla distribuzione degli utili, così come alle decisioni strategiche e operative dell’attività;
- rapporto di lavoro: anche se è una sorta di piccolo imprenditore, il socio lavoratore è pur sempre un lavoratore e per questo, a norma di legge, merita un trattamento come qualsiasi altro lavoratore dipendente. Ovvero, devono essere riconosciuti tutti i diritti e doveri di un normale lavoratore, come ad esempio un certo orario di lavoro e una paga mensile proporzionale al lavoro svolto.
Gli organi principali di una cooperativa sono i seguenti.
- Assemblea dei soci: è l’organo sovrano, composto da tutti i soci, che delibera sulle questioni fondamentali dell’impresa, come l’approvazione del bilancio, la nomina degli amministratori e le modifiche statutarie.
- Consiglio di amministrazione: eletto dall’assemblea, ha il compito di gestire l’impresa e attuare le decisioni assembleari.
- Collegio sindacale: ove previsto, svolge funzioni di controllo sulla gestione amministrativa e contabile.
Come anticipato, il rapporto di lavoro dei soci è regolato da un contratto che stabilisce diritti e doveri reciproci, nel rispetto delle normative vigenti e dei principi cooperativi. La Legge 3 aprile 2001, n. 142, disciplina specificamente il trattamento economico e normativo dei soci lavoratori, garantendo loro condizioni non inferiori a quelle previste dai contratti collettivi nazionali di lavoro per mansioni analoghe.
Lavorare con le cooperative conviene?
Collaborare con una cooperativa di lavoro presenta diversi vantaggi oggettivi, sebbene possano variare di peso da settore a settore o, meglio, da cooperativa a cooperativa.
Partecipazione attiva: i soci hanno voce nelle decisioni aziendali, influenzando direttamente le strategie e le politiche dell’impresa.
Stabilità occupazionale: le cooperative tendono a privilegiare la continuità lavorativa dei soci, riducendo il rischio di licenziamenti.
Distribuzione equa dei profitti: gli utili sono ripartiti tra i soci secondo criteri stabiliti dallo statuto, promuovendo l’equità interna.
Tuttavia, è importante considerare che la partecipazione a una cooperativa comporta anche responsabilità, come l’obbligo di contribuire al capitale sociale e di partecipare attivamente alla vita dell’impresa. Inoltre, la retribuzione può variare in funzione dei risultati economici della cooperativa.
Come aprire una cooperativa di lavoro e quanto costa
Per costituire una cooperativa di lavoro in Italia, è necessario seguire una serie di passaggi.
- Formare il gruppo di soci: la legge prevede un numero minimo di tre soci per la costituzione di una cooperativa, purché siano persone fisiche e la società adotti le norme della società a responsabilità limitata.
- Definire il progetto imprenditoriale: elaborare un piano d’impresa dettagliato che delinei l’attività da svolgere, gli obiettivi, le risorse necessarie e le strategie operative.
- Redigere l’atto costitutivo e lo statuto: questi documenti devono essere redatti con l’assistenza di un notaio e devono contenere le informazioni essenziali sulla cooperativa, come la denominazione sociale, l’oggetto sociale, la sede, il capitale sociale e le regole di funzionamento.
- Registrazione presso la Camera di Commercio: una volta sottoscritti l’atto costitutivo e lo statuto, è necessario procedere all’iscrizione nel Registro delle Imprese e all’Albo delle Cooperative presso la Camera di Commercio competente.
- Ottenere il codice fiscale e la partita IVA: una volta completata l’iscrizione al Registro delle Imprese, è necessario richiedere il codice fiscale e la partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate. Questi identificativi fiscali sono indispensabili per poter operare legalmente e gestire la contabilità della cooperativa.
- Iscrizione all’Albo Nazionale delle Cooperative: le cooperative devono essere iscritte all’Albo Nazionale delle Cooperative presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Tale iscrizione è fondamentale per il riconoscimento giuridico e per poter accedere ai benefici previsti per le imprese cooperative.
- Adempimenti previdenziali e assicurativi: la cooperativa deve iscriversi agli enti previdenziali (INPS) e assicurativi (INAIL) per garantire la copertura dei soci lavoratori contro infortuni e malattie professionali, oltre a versare i contributi previdenziali obbligatori.
- Apertura del conto corrente aziendale: è fondamentale aprire un conto corrente intestato alla cooperativa per la gestione delle transazioni finanziarie, comprese le entrate derivanti dall’attività e il pagamento dei compensi ai soci.
- Richiedere eventuali autorizzazioni e licenze (non obbligatorio): in base al tipo di attività svolta, potrebbe essere necessario ottenere specifiche autorizzazioni o licenze da parte delle autorità locali o altri enti preposti.
- Gestione contabile e fiscale: le cooperative sono soggette alla tenuta della contabilità ordinaria e alla redazione del bilancio annuale. È, quindi, consigliabile affidarsi a un consulente fiscale esperto per garantire il rispetto delle normative vigenti.
Mediamente il costo di apertura di una cooperativa si aggira attorno ai 2 mila euro. Tale cifra comprende le spese necessarie per gli adempimenti iniziali, tra cui si annoverano quelle per il notaio, per l’apertura di una partita IVA, l’iscrizione presso il Registro delle imprese e all’Albo Nazionale delle Cooperative.
Ma non solo, impattano sul bilancio anche le spese per l’acquisto e la vidimazione dei i libri sociali, contabili e i registri fiscali, così come la registrazione presso la Camera di Commercio di competenza.
Una volta costituita la cooperativa è finalmente possibile avviare l’attività. Il lavoro da effettuare può essere reperito sfruttando le capacità e le conoscenze interne oppure esterne, rivolgendosi a soggetti terzi. In entrambi i casi è possibile delineare una sorta di rapporto di lavoro subordinato o autonomo, come quello che si potrebbe instaurare all’interno di un’azienda con lavoratori e collaboratori interni o esterni.
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