Quanto spetta di Naspi nel 2025, l’importo della disoccupazione aggiornato

Simone Micocci

13 Febbraio 2025 - 12:14

Quanto prendi di Naspi? Calcolare l’importo dell’indennità di disoccupazione non è complicato. Ecco le regole e gli esempi utili per farsi un’idea in anteprima.

Quanto spetta di Naspi nel 2025, l’importo della disoccupazione aggiornato

Se avete perso il lavoro e avete fatto domanda di disoccupazione sarete sicuramente curiosi di sapere quanto prenderete di Naspi, ossia qual è l’importo sul quale potrete contare per tutta la durata del beneficio.

Va detto che le regole per il calcolo Naspi non sono particolarmente complicate da comprendere, quindi farsi un’idea di quanto spetta di disoccupazione, e per quanto tempo, è piuttosto semplice. Va considerato, comunque, che sull’importo risultante dal calcolo vanno applicate le imposte, fermo restando che l’indennità di disoccupazione che viene pagata mensilmente è già tassata ab origine (l’importo che riceverete, quindi, è già da considerare come netto).

A tal proposito, abbiamo pensato a una guida utile per coloro che stanno per prendere la Naspi e vogliono conoscere in anteprima l’importo che gli verrà erogato: a piccoli passo vi spieghiamo, nella maniera più semplice possibile, cosa bisogna fare per arrivare all’importo - per quanto non sarà certamente preciso al centesimo - dell’indennità di disoccupazione, ricordando anche che dopo un certo periodo questo si riduce progressivamente di un 3% al mese. Una guida che ovviamente è aggiornata al 2025, dal momento che gli importi dell’indennità di disoccupazione sono stati rivisti a inizio anno per effetto dell’adeguamento al costo della vita.

Quanto spetta di Naspi

La regola per il calcolo della Naspi è sempre la stessa, tuttavia le soglie prese come riferimento cambiano ogni anno perché soggette a rivalutazione, ossia quel meccanismo con cui gli importi di pensioni, ammortizzatori sociali e prestazioni per il sostegno del reddito, vengono adeguati all’andamento medio dell’inflazione registrato negli ultimi 12 mesi.

Nel dettaglio, per il calcolo dell’indennità di disoccupazione si prende come riferimento la retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali (comprese eventuali tredicesime e quattordicesime) degli ultimi 4 anni, ma solo di quei periodi che non hanno già dato luogo a Naspi.

Per il calcolo, quindi, non si guarda solamente alla retribuzione percepita nell’ultimo rapporto di lavoro, ma anche a quanto riconosciuto in esperienze precedenti purché siano comprese nell’arco dei 4 anni e non abbiano già dato luogo a Naspi.

Per questo motivo, non è detto che la Naspi sia sempre inferiore all’ultimo stipendio: potrebbe essere, infatti, che la retribuzione media mensile risulti - grazie a esperienze lavorative pregresse - talmente più alta della retribuzione percepita nell’ultimo rapporto di lavoro da rendere persino l’indennità di disoccupazione più conveniente.

Si tratta comunque di una situazione al limite, in quanto generalmente è la Naspi, viste le regole di calcolo applicate, ad avere un importo inferiore rispetto all’ultimo stipendio.

Calcolo Naspi spiegato in modo semplice

La prima cosa da fare per il calcolo della Naspi è individuare la retribuzione media mensile che l’Inps prende come riferimento. Questa è data dalla somma di quanto percepito nel corso degli ultimi 4 anni che va poi suddivisa per il numero di settimane contributive valide ai fini previdenziali. Il tutto va poi moltiplicato per il coefficiente 4,33.

Ricapitolando, la formula è la seguente:

(Somma stipendi percepiti/Numero settimane contributive) * 4,33

Del risultato però non se ne prende tutto, ma solamente una parte. Nel dettaglio, quest’anno gli importi di riferimento per la Naspi sono i seguenti (circolare Inps n. 25 del 29 gennaio 2024):

  • entro i primi 1.436,61 euro di retribuzione media ne spetta il 75%;
  • per la parte residua se ne prende il 25%;

-* in ogni caso l’importo non può superare i 1.562,82 euro.

Esempio

Prendiamo come esempio Tizio che negli ultimi due anni ha lavorato per l’azienda Alfa con retribuzione di 2.000 euro lordi, mentre subito prima era stato impiegato per 24 mesi nell’azienda Beta con retribuzione di 1.500 euro lordi.

Per nessuno di questi periodi ha già goduto della Naspi.

La retribuzione media giornaliera è pari a:

  • (84.000/208)*4,33 = 1.748,65 euro

Di Naspi, quindi, ne spetta il:

  • 75% per il reddito fino a 1.436,61 euro. Ne risulta un importo di 1.077,45 euro;
  • 25% per i restanti 312,04 euro, con l’aggiunta quindi di altri 78,01 euro.

In totale, spetta un importo mensile pari a 1.155,46 euro.

Taglio mensile

È importante specificare però che l’importo della Naspi inizialmente riconosciuto si riduce col tempo. Per evitare che l’indennità di disoccupazione risultasse troppo attrattiva per chi la prende, infatti, il legislatore ha introdotto un meccanismo di décalage che taglia la Naspi del 3% ogni mese a decorrere dal primo giorno del 6° mese di fruizione.

Per capire meglio riprendiamo l’esempio di cui sopra, con Tizio che ha diritto per i primi 5 mesi a una Naspi di 1.155,46 euro. Al sesto mese però scatta la riduzione del 3% che si applicherà fino a scadenza naturale del beneficio (24 mesi in questo caso). Ne risulteranno, quindi, i seguenti importi:

  • 6° mese: 1.120,80 euro
  • 7° mese: 1.087,18 euro
  • 8° mese: 1.054,56 euro
  • 9° mese: 1.022,92 euro
  • 10° mese: 992,23 euro
  • 11° mese: 962,46 euro
  • 12° mese: 933,59 euro
  • 13° mese: 905,58 euro
  • 14° mese: 878,41 euro
  • 15° mese: 852,06 euro
  • 16° mese: 826,50 euro
  • 17° mese: 801,71 euro
  • 18° mese: 777,66 euro
  • 19° mese: 754,33 euro
  • 20° mese: 731,70 euro
  • 21° mese: 709,75 euro
  • 22° mese: 688,46 euro
  • 23° mese: 667,81 euro
  • 24° mese: 647,78 euro

Attenzione, esclusivamente nel caso del beneficiario che ha compiuto i 55 anni (alla data di presentazione della domanda), la riduzione del 3% scatta successivamente, ossia all’8° mese di fruizione.

Importo lordo o netto?

Gli importi sopra indicati sono al lordo delle tasse. La Naspi, infatti, fa reddito a tutti gli effetti (anche ai fini Isee) e come tale viene tassata. Sull’indennità di disoccupazione, quindi, si paga l’Irpef e sarà l’Inps - in qualità di sostituto d’imposta - a effettuare le trattenute fiscali previste.

Per lo stesso motivo sulla Naspi si applicano anche le detrazioni da lavoro dipendente ed eventualmente quelle per familiari a carico, mentre - laddove se ne soddisfino i requisiti - si ha diritto agli istituti introdotti dal Decreto legge n. 3 del 2020 al fine di ridurre la pressione fiscale sui dipendenti, come ad esempio il trattamento integrativo di 100 euro al mese per i redditi fino a 15.000 euro.

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