Trump ha guardato alla politica di McKinley, che, affrontando turbolenze economiche e sociali, applicò tariffe protezionistiche per stimolare l’economia e rafforzare la classe operaia americana.
Trump non ha fatto mistero di ispirare la sua politica estera a quella di William McKinley, 25mo presidente americano che ha governato gli USA tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900.
Al tempo McKinley si insediò alla presidenza in un periodo di turbolenza, gli Stati Uniti erano sull’orlo di una guerra civile poiché decenni di politiche monetarie restrittive e di politiche commerciali relativamente libere determinarono una deflazione riguardante particolarmente le materie prime e i prodotti manifatturieri.
La situazione economica negativa ha fatto sì che i datori di lavoro tagliassero i salari per potersi rendere competitivi con i beni importati dall’estero facendo in modo che le classi più povere non riuscissero a cogliere i benefici di poter disporre di prezzi di beni più bassi. Le classi medio-alte, invece, potevano godere di quel modello economico poiché mentre i prezzi dei beni diminuivano, il costo della manodopera si contraeva per effetto di un’elevata immigrazione. [...]
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