Cosa succede all’Assegno di inclusione quando si riceve un’eredità? I limiti ai beni mobiliari e immobiliari per non perdere l’Adi.
L’Assegno di inclusione è una misura volta a sostenere economicamente i cittadini in maggiore stato di difficoltà, contribuendo nel contempo alla loro inclusione sociale e professionale.
Pertanto, ricevere beni mobiliari e immobiliari in eredità può far venir meno la necessità del sussidio, quanto meno rispetto agli stringenti parametri che lo regolano. Chi riceve un’eredità potrebbe così perdere il diritto all’Adi, per quanto si tratti di lasciti limitati e privi di continuità temporali.
Non è certo un mistero che i requisiti per percepire l’Adi siano stati disposti con grande rigore, limitando l’accesso alla misura alle fasce più deboli della popolazione, punto che suscita comunque delle controversie. La platea è decisamente più ristretta rispetto al sussidio predecessore, ovvero il Reddito di cittadinanza, che infatti veniva meno influenzato da eventi come l’eredità o le donazioni.
Il rischio di perdere l’Assegno di inclusione con l’eredità è quindi molto più elevato, vediamo perché.
Quando si perde l’Adi con l’eredità immobiliare
Chi riceve un’eredità comprendente una casa, o comunque altri beni immobili può facilmente perdere l’Assegno di inclusione, visti i limiti piuttosto stringenti previsti per la misura. In particolare, per avere diritto all’Adi non bisogna superare un valore ai fini Imu di 150.000 euro per l’abitazione adibita a prima casa.
L’eventuale seconda casa, invece, deve rientrare nel limite di 30.000 euro, facilmente superabili dalla maggior parte dei beni immobiliari.
Chi riceve una casa con l’eredità e presumibilmente ha già un’altra abitazione in cui vive deve quindi rientrare in un parametro molto rigido, avendo qualche possibilità in più soltanto nei casi di comproprietà, tenendo conto che l’immobile è tassato pro-quota anche ai fini Imu. Intestando l’immobile come prima casa il limite sale notevolmente, permettendo a molti più cittadini di beneficiare del sussidio.
Si precisa, per quanto di raro interesse ereditario, che la regola si applica anche quando l’immobile in questione non produce reddito o addirittura è gravato dal mutuo pagato dal percettore dell’Adi.
Beni mobili nell’eredità e Adi
I beni mobili ricevuti con l’eredità sono parte del patrimonio e di conseguenza anche il loro valore è determinante nella percezione del sussidio economico. In questo caso è tuttavia più semplice rispettare i parametri previsti, senza superare i limiti che farebbero perdere il diritto alla misura. A tal fine, anche il patrimonio mobiliare, tra denaro, beni ed eventuali crediti, deve essere piuttosto contenuto. Per avere diritto all’Assegno di inclusione è infatti richiesto un patrimonio mobiliare entro:
- 6.000 euro per i nuclei con un solo componente;
- 8.000 euro per i nuclei con due componenti;
- 10.000 euro per i nuclei con tre o più componenti, soglia aumentata di 1.000 euro per ogni figlio a partire dal terzo.
Al limite si aggiungono inoltre:
- 5.000 euro per ogni componente con disabilità;
- 7.500 euro per ogni componente con disabilità grave o mancanza di autosufficienza.
Per continuare ad avere diritto all’Adi, quindi, il patrimonio ereditario non deve comportare il superamento del limite di riferimento a seconda della propria situazione.
Attenzione a questi beni ereditari
Indipendentemente dal valore, poi, ci sono alcuni beni la cui proprietà impedisce a prescindere il diritto al sussidio. Ciò vale anche se i beni vengono ereditati (atteso che il beneficiario accetti l’eredità e compia gli adempimenti necessari al passaggio di proprietà) e riguarda:
- auto con cilindrata superiore a 1.600 cc o moto con cilindrata superiore a 250 cc immatricolati per la prima volta nei 36 mesi precedenti (esclusi i veicoli provvisti di un’agevolazione fiscale per persone con disabilità);
- navi, imbarcazioni da diporto, aeromobili.
Si precisa che, oltre le implicazioni civili e penali delle false dichiarazioni, ogni variazione reddituale deve essere comunicata entro 1 mese tramite la presentazione di una Dsu aggiornata. Ciò riguarda anche l’eredità, pena la decadenza del beneficio.
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