Vivi da solo e non lavori? Grazie a queste misure ti spettano fino a 845 euro l’anno (ma solo se soddisfi determinati requisiti).
Anche in Italia, come in molti altri Paesi, esistono misure di assistenza - dei veri e propri bonus - rivolte a chi si trova in difficoltà economica, comprese le persone che vivono da sole.
Tuttavia, a differenza di altri sistemi di welfare, non è previsto un sostegno specificamente dedicato a chi non ha conviventi, come invece avviene in Irlanda con il programma “Living Alone”, con il quale spetta un pagamento aggiuntivo per coloro che risiedono da soli e ricevono un sussidio di assistenza sociale.
Nonostante questa mancanza, nel nostro Paese esistono diverse misure che possono interessare anche chi vive solo e ha un reddito molto basso. In particolare, tre strumenti di sostegno economico possono essere richiesti dalle persone sole in stato di bisogno:
- l’Assegno di inclusione, destinato esclusivamente a chi si trova in una condizione di fragilità economica e sociale con la buona notizia che da quest’anno sono stati aumentati gli importi;
- il Supporto per la formazione e il lavoro, rivolto invece a chi è disoccupato ma in grado di inserirsi o reinserirsi nel mondo lavorativo. Vale lo stesso discorso dell’Assegno di inclusione, anche per questo l’importo è stato aumentato dall’1 gennaio 2025;
- l’Assegno sociale, riconosciuto al raggiungimento dei 67 anni di età per coloro che hanno un reddito insufficiente.
Queste forme di sostegno risultano generalmente più accessibili per chi vive da solo e non dispone di altre entrate. Infatti, ai fini della valutazione dei requisiti, si tiene conto non solo della condizione reddituale del richiedente, ma anche di quella degli altri membri del nucleo familiare. Nel caso dell’Assegno sociale, ad esempio, viene considerata anche la situazione economica del coniuge.
Chi invece condivide l’abitazione con altre persone, come coinquilini che lavorano o percepiscono una pensione, potrebbe vedersi negato l’accesso a queste misure nonostante un reddito personale pari a zero. Questo perché, nell’ottica del sistema di welfare italiano, il reddito familiare complessivo gioca un ruolo determinante nel calcolo dell’idoneità.
Per chi vive da solo, invece, il sostegno economico può arrivare fino a 845 euro al mese, un importo che, seppur significativo, resta nettamente inferiore rispetto ai 1.144 euro del programma Living Alone irlandese.
Assegno di inclusione
Chi vive da solo in Italia (da almeno 5 anni, di cui gli ultimi 2 in modo continuativo) può accedere al nuovo Assegno di inclusione solo se soddisfa almeno una delle seguenti condizioni:
- ha compiuto 60 anni;
- è disabile;
- è in condizione di svantaggio e inserito in programma di cura e assistenza dei servizi socio sanitari territoriali certificato dalla pubblica amministrazione.
Vanno poi soddisfatti dei requisiti reddituali e patrimoniali. Ad esempio, l’Isee non deve superare un valore di 10.140 euro, mentre il reddito percepito deve stare entro la soglia dei 6.500 euro annui, 8.190 euro per chi ha compiuto i 67 anni. Il patrimonio mobiliare (ad esempio i risparmi su conto corrente) deve stare entro i 6.000 euro, mentre quello immobiliare non deve superare 30.000 euro con la sola esclusione della casa di abitazione esclusivamente quando il valore Imu non supera 150 mila euro.
A chi accede all’Assegno di inclusione come unico componente del nucleo familiare spetta un importo pari a 541,66 euro mensili (per 12 mesi l’anno) se ha un reddito pari a zero; altrimenti da questo valore andrà sottratto quanto già percepito a titolo personale. Nel caso di chi ha più di 67 anni spetta invece un importo fino a 682,50 euro mensili.
A questo importo si aggiunge anche il rimborso del canone di locazione per chi vive in affitto, fino a un massimo di 303,33 euro mensili (162,50 euro nel caso degli over 67). In ogni caso, quindi, l’importo massimo che si può ottenere è pari a 845 euro mensili, spettanti per 18 mesi rinnovabili ogni volta per altri 12 mesi (osservando un mese di sospensione tra un rinnovo e un altro).
Supporto per la formazione e il lavoro
Chi invece ha un’età compresa tra 18 e 59 anni, vive da solo ed è nella condizione di poter lavorare, può accedere al Supporto per la formazione e il lavoro, una politica attiva dove la persona verrà affiancata dai servizi per il lavoro pubblici e privati in una serie di attività finalizzate al reinserimento nel mondo del lavoro.
Esclusivamente per chi partecipa alle attività formative e di orientamento viene riconosciuto un importo mensile di 500 euro per un massimo di 12 mesi. Con la legge di Bilancio 2025, però, è stata prevista la possibilità di una proroga per altri 12 mesi nel caso in cui la persona stia ancora frequentando le attività formative previste dal programma.
I requisiti di accesso sono gli stessi di quelli richiesti per l’Assegno di inclusione.
Assegno sociale
Mentre Supporto per la formazione e il lavoro e Assegno di inclusione non sono compatibili tra loro, quest’ultima misura può convivere con l’Assegno sociale, prestazione che spetta a chi ha compiuto 67 anni ed ha un reddito personale che non supera il valore annuo della prestazione stessa.
Per chi è sposato si tiene conto anche del reddito del coniuge, problema che non si pone per chi invece vive da solo.
Nel dettaglio, quest’anno il limite di reddito da non superare per avere diritto all’Assegno sociale è di 7.002,84 euro. Per chi ha un guadagno mensile pari a zero spetta per intero, quindi 538,68 euro al mese per 13 mensilità. Per chi ha un reddito superiore, invece, dalla quota massima di Assegno sociale va sottratto quanto percepito a titolo personale.
Al compimento del 70° anno di età spetta una maggiorazione sull’Assegno sociale, pari nel 2025 a 201,15 euro, con la possibilità di arrivare fino a 739,83 euro.
Come anticipato, l’Assegno sociale è compatibile con quello di Inclusione ma le due misure non sono cumulabili. Ciò significa che dell’eventuale Assegno sociale percepito se ne terrà conto nel quantificare quanto spetta di Assegno di inclusione, con la somma delle due misure che in ogni caso non può superare gli 845 euro mensili.
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