Il rapporto sul magazzino dei debiti dell’Agenzia delle Entrate ricostruisce un identikit di chi non paga le cartelle esattoriali.
Oltre 22 milioni di italiani hanno cartelle esattoriali. Chi non paga i debiti con il Fisco? Nel magazzino dell’Agenzia delle Entrate Riscossione giacciono oltre 1.280 miliardi in cartelle esattoriali da riscuotere e almeno il 40% di questi crediti non potranno essere recuperati (si tratta delle cosiddette cartelle esattoriali inesigibili, quelle intestate a deceduti, imprese fallite o nullatenenti).
I debiti presi in considerazione sono quelli iscritti a ruolo dal 2000 al 2024 e sono spalmati su 176 milioni di cartelle esattoriali. Numeri da capogiro che evidenziano un fatto interessante: chi non paga il Fisco è recidivo. A differenza di quello che si può pensare, però, il maggior numero di cartelle esattoriali grava su dipendenti e pensionati, mentre solo di una parte residua sono titolari imprese e partite Iva. Se si guarda, poi, al peso dei debiti la situazione si ribalta, ma andiamo a vedere nel dettaglio.
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Chi è indebitato con il Fisco?
Se si guarda alle cartelle esattoriali, il 71,3% sono intestate a pensionati e dipendenti, solo il 13% è di imprese o autonomi, il 15,8% grava sulle società. Se s guarda al peso del debito, però, si evidenzia che i debiti di dipendenti e pensionati sono di lieve entità e incidono solo in minima parte sul mostruoso totale di crediti che si è accumulato nei magazzini dell’Agenzia delle Entrate Riscossione.
Moltissime cartelle esattoriali sono riferite a carichi non superano i 1.000 euro e rappresenta solo il 4.6% dei crediti da riscuotere
Il fenomeno dell’evasione fiscale in Italia è ormai strutturale e non solo: chi non paga i debiti con il Fisco (se si tralascia una discreta minoranza che non versa il dovuto in un momento di difficoltà economica) è recidivo e accumula più di una cartella esattoriale.
Il direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone, in audizione in commissione Finanza a Palazzo Madama, ha fatto il punto della situazione ed è emerso che il 77% dei debitori ha già avuto iscrizioni a ruolo nei 3 anni precedenti e il 60% di questi ha iscrizioni a ruolo da almeno 10 anni.
Chi non paga le cartelle esattoriali?
Si sarebbe portati a pensare che la maggior parte degli evasori siano i lavoratori autonomi, visto che i dipendenti e i pensionati hanno l’imposizione fiscale alla fonte, direttamente in busta paga o nel cedolino della pensione. Va ricordato, però, che l’evasione fiscale non riguarda solo l’Irpef, ma anche Imu, Tari, Tosap, imposta di bollo, imposta di registroi e canone Rai, giusto per citare qualche esempio.
Carbone ha evidenziato che c’è uno sbilanciamento dei debiti:
- l’84% del valore dei crediti da riscuotere grava sulle persone fisiche (il 71,3% su dipendenti e pensionati e il 13% sugli autonomi) per un valore di 453 miliardi (298 miliardi pensionati e dipendenti, 155 miliardi titolari di partita Iva);
- il 15,8% grava su persone giuridiche, le società di persone, per un totale di 819 miliardi.
Anche a livello territoriali, poi, si evidenzia una sorta di “abitudine al debito”: circa la metà dei debiti del magazzino è riferito a residenti di Campania, Lombardia e Lazio (che però hanno solo un terzo della popolazione italiana).
Il ruolo della nuova rottamazione
Come abbiamo sottolineato in precedenza, il 40% dei crediti sarà difficilmente recuperabile per le condizioni soggettive del contribuente titolare del debito. Proprio per questo motivo Carbone sottolinea che la nuova rottamazione quinquies potrebbe aiutare con “l’introduzione di un meccanismo di flessibilità che consente di non pagare fino a 7 rate senza incorrere nella ’decadenza’, potrebbe determinare, a breve e medio termine, effetti finanziari negativi”.
Nella giornata di giovedì, intanto, la Camera ha dato il via libero a una norma che potrebbe portare alla possibile rottamazione dei veicoli sottoposti a fermo amministrativo, ma solo qualora il mezzo di trasporto risulti inutilizzabile.
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