Chi sarà il nuovo Primo Ministro in Canada?

Nicla Bussoli

27 Febbraio 2025 - 16:48

Chi sarà il nuovo Primo Ministro in Canada? La domanda rimane aperta dopo le dimissioni di Justin Trudeau, con il Partito Liberale in attesa di eleggere un nuovo leader per guidare il Paese.

Chi sarà il nuovo Primo Ministro in Canada?

Dopo nove anni di leadership al governo canadese, il 54enne Justin Trudeau il 6 gennaio 2025 ha annunciato il suo ritiro sia dal ruolo di Primo Ministro che dalla carica di portavoce del Partito Liberale.
Le prossime elezioni sono previste per il 20 ottobre 2025, data che potrebbe segnare una svolta nella politica del Paese, che questa volta vede in vetta il Partito conservatore di opposizione, guidato dal candidato Pierre Poilievre.

Il Premier liberale rimarrà in carica fino al 24 marzo, quando il Parlamento sarà prorogato, dando così tempo al suo partito di scegliere un nuovo leader.

I futuri candidati alle elezioni in Canada 2025

Il Paese sta attraversando crisi politiche ed economiche interne che dovranno essere prese in considerazione dai partiti in lista, soprattutto alla luce delle recenti politiche commerciali degli Stati Uniti.

In particolare, i dazi imposti dal presidente Donald Trump mettono a dura prova le decisioni politiche legate alla protezione dell’economia nazionale e delle relazioni commerciali che il Canada dovrà intraprendere.

A tutto questo si aggiunge la candidatura per il nuovo portavoce che dovrà intraprendere il Partito Liberale (LPC) a seguito delle dimissioni dell’ex leader Trudeau, che avverrà entro il 9 marzo 2025.

Tra i possibili candidati alla leadership del partito e di Primo Ministro emergono vari nomi: Chrystia Freeland, parlamentare dal 2013 ed ex vice premier e ministra delle Finanze, Anita Anald, attuale ministra dei Trasporti e l’ex presidente della Banca Centrale Canadese, Mark Carney.

Tra i futuri candidati che concorrono alla carica di Primo Ministro del Paese si aggiungono anche i leader del Nuovo Partito Democratico (NDP) Jagmeet Singh, del Blocco del Quebec Yves-François Blanchet e del leader di opposizione Pierre Poilievre, a capo del Partito Conservatore del Canada.

Chrystia Freeland

Tra i candidati per il ruolo di Primo Ministro e come leader del Partito Liberale, quello della Freeland non è una sorpresa: l’ex braccio destro di Trudeau, classe 1968, gode di un passato glorioso all’interno dell’LPC: entrata al governo nel 2015, ha ricoperto diversi incarichi, tra cui ministra degli Affari Esteri dal 2017 al 2019 e delle Finanze dal 2020 al 2024.

Le sue dimissioni nel dicembre del 2024 sono state il risultato di una spaccatura interna al partito dovuta a una gestione poco proattiva di Trudeau rispetto alle minacce dei dazi di Trump.

L’esperienza maturata come ministra degli Esteri e che ha portato alla regolamentazione per il libero scambio tra USA, Canada e Messico - il NAFTA - può rivelarsi preziosa in vista dei futuri rapporti che il Paese dovrà gestire con il Presidente americano Donald Trump.

Anita Anand

Un’altra possibile candidata come Primo Ministro e di guida del Partito Liberale è Anita Anand, attuale ministra dei Trasporti e in precedenza nota per aver ricoperto la carica di ministra della Difesa dal 2021 al 2023, svolgendo un ruolo chiave per la fornitura di aiuti umanitari in Ucraina.

Ha precedentemente ricoperto la carica di ministro dei Servizi Pubblici, durante il periodo che va dal 2019 al 2021, nel quale ha guidato le trattative per l’approvvigionamento di vaccini durante la pandemia Covid.

Nata in Nuova Scozia da genitori indiani, la carriera di Anand si è concentrata nell’ambiente istituzionale, fino ad arrivare alla vittoria delle elezioni per la circoscrizione di Oakville per il Partito Liberale nel 2019.

Mark Carney

Altro nome di rilievo come possibile candidato di Primo Ministro a capo del Partito Liberale è quello di Mark Carney, ex governatore della Banca Centrale del Canada e d’Inghilterra e portavoce favorito nei sondaggi. Il 59enne ha inoltre ricoperto un ruolo come inviato speciale delle Nazioni Unite per l’azione climatica e la finanza.

Le sue competenze nella gestione delle finanze, unite al tema del cambiamento climatico, potrebbero rivelarsi vincenti per affrontare minacce come i dazi di Trump e continuare a perseguire gli obiettivi legati all’ambiente, da sempre un caposaldo per il Partito Liberale.

Pierre Poilievre

A 25 anni è diventato il parlamentare più giovane della storia del Canada. Pierre Poilievre, nato a Calgary nel 1979, ricalca quelle che sembrano le mosse del Partito Repubblicano di Donald Trump: ha riadattato il motto trumpiano “America FIRST” in “Canada First”.

Leader del Partito Conservatore, attualmente in vetta nei sondaggi, Poilievre sembra avere posizioni saldamente ancorate alla destra, volendosi imporre anche al livello internazionale come fermo sostenitore dell’indipendenza del Canada, che “non diventerà mai il 51° Stato degli USA”, dice.

Come futuro Primo Ministro ha presentato un programma politico che punta a politiche fiscali più rigide e una posizione conservatrice su immigrazione e sicurezza.

Jagmeet Singh

Jagmeet Singh è uno dei possibili candidati per il ruolo di Primo Ministro, a capo del Nuovo Partito Democratico (NDP) canadese e membro del parlamento dal 2019.

L’NDP si posiziona come partito social-democratico nell’ala sinistra dello spettro politico canadese, facendo del welfare state e dei diritti sociali il suo caposaldo.
La sua politica prende di mira i liberali - in particolar modo il favorito alla presidenza Mark Carney - accusandoli dei tagli riguardanti la spesa federale e l’assistenza sanitaria.

Yves-François Blanchet

A capo del Partito “Blocco del Quebec” troviamo Yves-François Blanchet, alto candidato in lista per il ruolo di Primo Ministro.

Blanchet è noto per aver superato il Nuovo Partito Democratico (NDP) nelle elezioni federali del 2019 ed essersi posizionato come il terzo partito più grande della Camera dei Comuni, conferma riavuta con le elezioni federali del 2021.

Il suo partito mira a garantire una rappresentanza degli interessi del Quebec all’interno del parlamento, sostenendo la piena sovranità di quel territorio e preservandone il nazionalismo.

Le dimissioni di Justin Trudeau come Primo Ministro

La decisione di Trudeau di lasciare il ruolo di Primo Ministro, dopo quasi un decennio di leadership, non è avvenuta in modo improvviso, ma è il frutto di una lunga crisi politica che si protrae da mesi e che ha minato la stabilità del suo governo.

L’ex Premier ha dichiarato di non essere il candidato migliore per le prossime elezioni in vista, soprattutto in seguito alla decrescita che il Partito ha subito nei sondaggi elettorali, che hanno registrato un calo ai massimi storici del 16% di consensi per il movimento e del 22% per Trudeau.
Tuttavia, un cambio di leadership potrebbe portare significative novità all’interno del movimento.

Dopo aver assunto la guida del Partito Liberale (LPC) nel 2013, Trudeau è stato decisivo per le elezioni federali del 2015, spodestando il partito conservatore radicale grazie al risalto di alcuni temi sempre più importanti per i canadesi, come il cambiamento climatico.

Il Primo Ministro più longevo del G8 è stato eletto tre volte, l’ultima nel 2021, dove però non è riuscito ad ottenere la maggioranza di governo. Da allora, il Partito Conservatore guidato da Pierre Poilievre, esponente in lista per le prossime elezioni, è stato tra i favoriti, con oltre il 20% di consensi nei sondaggi nazionali.

Le divisioni interne dell’LPC sono culminate con le dimissioni della ministra delle Finanze, Chrystia Freeland, che ha lasciato il suo incarico nel dicembre del 2024, poco prima della presentazione dei risultati economici di fine anno del Canada.

Le implicazioni delle elezioni del Canada al livello internazionale

Le elezioni federali canadesi del 2025 potrebbero avere un impatto significativo sulla scena internazionale, in particolare per le relazioni con gli Stati Uniti, in seguito alle minacce di Trump dei dazi contro il Canada.

L’approccio “America First” di Donald Trump potrebbe mettere sotto pressione il Canada, chiedendo maggiori concessioni in ambito commerciale e di sicurezza.
Questo potrebbe portare il Paese a rivolgere uno sguardo a coalizioni che puntino a rafforzare l’economia nazionale, con Australia, Regno Unito e Nuova Zelanda.

La crisi del Partito Liberale ha lanciato un’opportunità importante per l’opposizione, mossa ben interpretata dal leader conservatore Pierre Poilievre.
Nel caso in cui il Partito Conservatore dovesse prevalere, ci potrebbe essere un avvicinamento alle politiche protezionistiche degli Stati Uniti, con un cambio di posizione del Canada che andrebbe a sancire un allontanamento dagli storici alleati europei.

A seconda dell’esito delle elezioni, quindi, la direzione che il Canada prenderà potrebbe influenzare direttamente le sue alleanze, i suoi impegni commerciali e finanziari e il suo ruolo nei principali temi globali, tra cui i più importanti il clima.

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