Ecco cosa rischia chi sceglie le ferie senza ottenere prima l’autorizzazione del datore di lavoro e quando può essere licenziato.
La scelta del periodo di ferie non è sempre facile, visti i tanti fattori da prendere in considerazione. Trovare un compromesso soddisfacente tra le esigenze dei vari dipendenti e le necessità organizzative del datore di lavoro può risultare davvero faticoso. Nella maggior parte dei casi, per tacito accordo si crea una sorta di turnazione negli anni, in modo che ogni dipendente possa scegliere tra i periodi più appetibili. Una gestione equa non riesce sempre, portando molti lavoratori a un clima di stress notevole.
Tanti pensano così di agire direttamente, prendere le ferie senza autorizzazione del datore di lavoro e quindi a prescindere dalle assenze degli altri dipendenti. Un comportamento di questo genere può compromettere gravemente gli interessi aziendali, soprattutto se le ferie di molti lavoratori coincidono o capitano in periodi delicati. D’altra parte, le ferie sono un diritto irrinunciabile dei lavoratori dipendenti, che non sono nemmeno tenuti per legge a coordinarsi con i colleghi. Con questo presupposto diversi lavoratori sottovalutano la questione, mentre in realtà può rivelarsi parecchio insidiosa.
Cosa succede se prendo ferie senza autorizzazione del datore di lavoro?
Come già detto, il datore di lavoro non può negare le ferie ai dipendenti. È ciò che si chiama diritto indisponibile, in quanto nemmeno il dipendente stesso può rinunciarvi.
La legge mira infatti a tutelare i lavoratori che potrebbero essere portati a rinunciare alle ferie per timore di ripercussioni da parte del datore di lavoro, che rappresenta la parte forte contrattualmente. Ciò non è ammissibile perché le ferie servono a garantire il riposo e il ristoro psicofisico del lavoratore, come imposto dalla Costituzione.
Negare le ferie ai dipendenti non è quindi un mero illecito contrattuale, ma un vero e proprio reato commesso dal datore di lavoro. Durata e fruizione delle ferie sono regolamentati in maniera specifica dai contratti collettivi e individuali, ma la disciplina fondamentale da tenere a mente è quella che la legge impone a tutti i dipendenti: almeno 4 settimane di ferie ogni anno da fruire:
- in 2 settimane entro il termine dell’anno di maturazione (se il dipendente lo richiede in maniera continuativa);
- in 2 settimane entro 18 mesi successivi all’anno di maturazione.
È invece possibile rinunciare ai periodi di ferie ulteriori previsti dai contratti, ricevendo la retribuzione ulteriore prevista. I contratti non possono ridurre il periodo di ferie minimo stabilito dalla legge né imporre un obbligo di motivazione, mentre è ammesso l’obbligo di preavviso. I dipendenti devono infatti avvertire per un tempo congruo il datore di lavoro, affinché possa gestire l’assenza senza compromettere l’organizzazione aziendale.
Se non è possibile, il datore di lavoro può rifiutare in modo motivato le ferie proposte, a patto che ci siano ragioni organizzative/produttive valide e che i termini di fruizione non siano scaduti. I contratti, o comunque i datori di lavoro, possono indicare i periodi di fruizione delle ferie durante l’anno, ma la scelta non deve mai essere unilaterale. Né il datore di lavoro né il dipendente possono decidere il periodo di ferie senza concordarlo, nel rispetto delle regole descritte.
Il dipendente che ignora le esigenze aziendali e non rispetta il preavviso o sceglie in ogni caso di prendere le ferie senza l’autorizzazione del datore di lavoro commette quindi un illecito disciplinare, che può portare anche a un licenziamento per giusta causa.
La sanzione deve essere sempre proporzionata alla gravità della violazione, tenendo conto anche del danno arrecato al datore di lavoro, che potrebbe avanzare una richiesta di risarcimento in giudizio, della consapevolezza del dipendente e così via. Le disposizioni sulle assenze ingiustificate, oltretutto, potrebbero dar luogo alle dimissioni per fatti concludenti. Il contratto può inoltre prevedere delle ulteriori sanzioni, vere e proprie penali per chi non rispetta il preavviso.
D’altra parte, il datore di lavoro non può negare le ferie se sono scaduti i termini oppure non ci sono comprovate ragioni organizzative, pertanto la comunicazione deve essere sempre effettuata ed eventualmente seguita da una diffida formale con raccomandata a/r o pec in caso di rifiuto illegittimo.
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