Dazi Trump, Meloni non ne fa un dramma: “Non è una catastrofe”. Cosa deve fare l’Europa

Laura Naka Antonelli

04/04/2025

La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni commenta la notizia dei dazi di Trump, negando che sia una catastrofe. Ecco cosa sta facendo il governo.

Dazi Trump, Meloni non ne fa un dramma: “Non è una catastrofe”. Cosa deve fare l’Europa

La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni commenta la decisione dell’amministrazione USA di sferrare i dazi contro più di 180 economie del mondo invitando tutti a non lasciarsi prendere dal panico.

Così la premier, in una intervista rilasciata al TG1, con cui ha negato che l’arrivo delle tariffe di Trump sia una catastrofe. Certo, si tratta di una “scelta sbagliata”, ma non del dramma che a suo avviso si sta raccontando.

Dazi Trump, il commento di Giorgia Meloni: non è la catastrofe che alcuni stanno raccontando

Penso che la scelta degli Stati Uniti sia una scelta sbagliata, penso che sia una scelta che non favorisce né l’economia europea né quella americana, ma penso anche che non dobbiamo alimentare l’allarmismo che sto sentendo in queste ore ”, ha detto Meloni, ricordando le relazioni commerciali che esistono tra l’Italia e gli Stati Uniti:

Il mercato degli Stati Uniti è un mercato importante per le esportazioni italiane, vale alla fine il 10% del complessivo delle nostre esportazioni e noi non smetteremo di esportare negli Stati Uniti. Significa che ovviamente abbiamo un altro problema che dobbiamo risolvere, ma non è la catastrofe che, insomma, alcuni stanno raccontando ”.

Cosa sta facendo il governo? Noi stiamo facendo e dobbiamo fare uno studio sull’impatto reale che settore per settore ha questa scelta”.

Il governo Meloni si sta dunque attivando per cercare di capire la risposta che l’Italia deciderà di dare alle tariffe annunciate l’altro ieri, 2 aprile 2025, dal presidente americano Donald Trump, che ha imposto dazi sui prodotti che gli Stati Uniti importano dall’Unione europea pari al 20%, confermando - nell’annunciare le manovre lanciate contro tutto il mondo - dazi sulle auto pari al 25%, come preannunciato nei giorni scorsi:

Ci confronteremo la settimana prossima con i rappresentanti delle categorie produttive per confrontare anche con le stime che hanno loro e cercare le soluzioni migliori”, ha detto Meloni. Una volta fatto questo confronto, le proposte italiane verranno condivise con l’Europa, e in tal senso la presidente del Consiglio ha ammesso che le posizioni dell’Italia potrebbero essere diverse rispetto a quelle di Bruxelles.

Tutto questo, in un momento in cui i nuovi dazi di Trump sparigliano le stesse carte della BCE di Christine Lagarde che, ora più che mai, si starà chiedendo quale direzione darà ai tassi di interesse dell’area euro già a partire dalla prossima riunione del Consiglio direttivo, in calendario giovedì 17 aprile 2025.

Meloni contraria a guerra commerciale. Obiettivo rimuovere i dazi, non moltiplicarli

Dopodiché bisogna ovviamente condividere le nostre proposte con i partner europei e qui, sì, ci sono scelte che possono essere diverse ”.

Ovvero? Meloni non è favorevole, a quanto pare, a una strategia del tipo occhio per occhio, dente per dente.

L’obiettivo non è quello di dare il via a una guerra commerciale, a suo avviso, ma di agire con il fine ultimo di rimuovere i dazi, più che moltiplicarli:

“Ad esempio, io non sono convinta che la scelta migliore sia quella di rispondere ai dazi con altri dazi, perché l’impatto potrebbe essere maggiore sulla nostra economia rispetto a quello che accade fuori dai nostri confini e bisogna aprire una discussione franca, nel merito, con gli americani, con l’obiettivo, dal mio punto di vista, di arrivare a rimuovere i dazi, non a moltiplicarli”.

Tra i motivi citati da Meloni per reagire mantenendo la calma c’è intanto la necessità che l’Europa prenda coscienza dei dazi che essa stessa si è autoimposta:

Detto questo, “il ruolo dell’Italia è portare gli interessi italiani particolarmente in Europa, perché mentre noi trattiamo con gli americani, rimane che ci sono molte cose che possiamo fare per rimuovere i dazi che l’Unione europea si è autoimposta. Cito, ad esempio, le regole ideologiche non condivisibili sul settore dell’automotive, del green deal, cito l’energia, che è un fattore di competitività sul quale dobbiamo avere molto più coraggio; cito la semplificazione, perché siamo soffocati dalle regole”.

“Forse a questo punto sarebbe necessaria una revisione del Patto di Stabilità UE”

Ma la premier, ai microfoni del TG1, cita anche altro: il Patto di Stabilità, ovvero quell’insieme di nuove regole sui conti pubblici, in particolare quei nuovi diktat sulle soglie di deficit-PIL e debito-PIL che i Paesi UE sono chiamati a rispettare, dopo essere riusciti a scavalcarli per tre anni, a causa prima della pandemia Covid-19 e poi per la guerra esplosa in Ucraina:

Forse una revisione del Patto di Stabilità, a questo punto, sarebbe necessaria: queste sono le proposte che l’Italia porterà in Europa ed è possibile che non siano perfettamente sovrapponibili con i partner, ma abbiamo il dovere di farlo”, ha concluso la Presidente del Consiglio.

La reazione di Ursula von der Leyen ai dazi di Donald Trump

Ieri, immediata era stata la reazione della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ai dazi annunciati da Donald Trump.

Bruxelles “ sta preparando ulteriori contromisure, al fine di proteggere i nostri interessi e le nostre aziende, nel caso in cui le trattative dovessero fallire”.

Ancora, Von der Leyen ha sottolineato che “sembra non esserci alcun ordine nel disordine, alcun percorso chiaro nella complessità e nel caos che è stato creato, dal momento che a essere colpiti sono stati tutti i partner commerciali degli Stati Uniti ”.

In ogni caso, l’Europa “ è pronta a rispondere ”. I dazi di Trump sono stati definiti dalla numero uno della Commissione europea “un duro colpo” all’economia mondiale, che “soffrirà in modo enorme”.

Von der Leyen ha parlato di “ conseguenze immense ”, che saranno avvertite immediatamente ovunque, a danno dei consumatori e delle aziende.

Non è mancato l’appello: “Non è troppo tardi per affrontare queste preoccupazioni sedendosi al tavolo delle trattative. Passiamo dallo scontro ai negoziati ”.

Orsini (Confindustria): dazi auto ci obbligano da subito a rivedere obiettivi green deal

A commentare i dazi, nella giornata di ieri, è stato anche il Presidente di Confindustria Emanuele Orsini, intervistato anche lui dal TG1 sui dazi imposti dagli Stati Uniti.

Orsini ha lanciato un appello a favore della creazione di “un piano strategico di investimenti e innovazione per le imprese”, sottolineando la necessità di “ abbassare il costo dell’energia che è un gap competitivo verso anche i paesi europei”, e anche di “ aprire nuovi mercati da subito come il Mercosur e l’India e liberare l’Europa dalla burocrazia ”.

Penso ad esempio ai dazi imposti all’auto ieri del 25% che ci obbligano da subito ad eliminare le sanzioni e a rivedere tutti gli obiettivi del green deal”.

Anche Orsini ha consigliato all’Italia di non farsi prendere dal panico, ricordando che “il valore stimato dal rapporto stilato dal nostro Centro studi è una perdita per le imprese italiane tra i 7 e i 14 miliardi equivalente allo 0,3-0,5 di PIL ”.

Non dobbiamo farci prendere dal panico e (dobbiamo) reagire tutti uniti compatti in Europa per negoziare con gli Stati Uniti”.

Nel panico tuttavia ci stanno andando sicuramente i mercati, come dimostra il collasso epocale di Wall Street, con l’indice Dow Jones affondato di oltre 1.600 punti e il Nasdaq crollato del 6%, e le nuove vendite che si accaniscono a Piazza Affari, e che vedono tutte le principali banche italiane quotate sul Ftse Mib affondare di oltre il 6%.

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