Pausa sigaretta al lavoro, ogni quanto spetta e durata

Simone Micocci

2 Aprile 2025 - 13:03

Come funziona la pausa sigaretta al lavoro, chi può farla, ogni quanto spetta e quanto dura.

Pausa sigaretta al lavoro, ogni quanto spetta e durata

La pausa sigaretta è un argomento molto discusso tra i lavoratori italiani per un insieme di fattori culturali, suscitando spesso spinose polemiche.

Per quanto possa sembrare assurda l’idea di una pausa dal lavoro apposita per fumare, non è infatti difficile vedere dipendenti che si concedono una sigaretta durante l’orario lavorativo. Si crea spesso un contrasto tra fumatori e non fumatori, con i primi che rivendicano le proprie esigenze e i secondi che lamentano eventuali disparità di trattamento.

In effetti, non c’è motivo di concedere ai dipendenti fumatori sospensioni dal lavoro diverse dagli altri, ma ogni lavoratore è libero di gestire le proprie pause come meglio crede. Ecco cosa prevede la legge in proposito.

Come funziona la pausa sigaretta al lavoro

La pausa sigaretta al lavoro non esiste, nel senso che la legge non prevede una pausa specifica per questo scopo, anche perché sarebbe estremamente contraddittorio.

Fumare prodotti da tabacco non è illegale in Italia ed è socialmente accettato, ma ovviamente nuoce alla salute, oltre che all’ambiente. Di conseguenza risulta impossibile prevedere una vera e propria pausa sigaretta, che comunque porrebbe in essere una discriminazione ingiustificata.

Ciò non significa che sia vietato fare una pausa per fumare una sigaretta durante l’orario lavorativo, bensì è necessario sfruttare le pause lavorative previste, che il dipendente può utilizzare in modo libero. Non esiste uno scopo prefissato specifico per le pause, che i lavoratori possono utilizzare come preferiscono (nel rispetto della legge). Modalità e durata sono previste dalla contrattazione collettiva e individuale, in modo equo per tutto il personale.

Quanto spetta e durata

In assenza di disposizioni specifiche, è utile sapere che i lavoratori hanno diritto a una pausa di almeno 10 minuti quando l’orario lavorativo supera le 6 ore. Ciò riguarda tutti i lavoratori subordinati con orario di lavoro prestabilito. Tutte le attività che implicano l’interruzione dell’attività lavorativa devono in ogni caso essere svolte durante le pause previste dal contratto, che si tratti di consumare il pasto, recarsi al bagno o fumare una sigaretta. Per quanto riguarda la durata delle pause, c’è comunque una certa soglia di tolleranza. Non ci si aspetta certo che il dipendente stia con un cronometro durante la pausa, a patto che agisca in buona fede e non eccedendo eccessivamente né di frequente dal limite previsto.

La giurisprudenza è comunque molto rigorosa sul rispetto delle pause, tanto per gli interessi dei lavoratori quanto per quelli dei datori di lavoro. Il tempo previsto e gli orari devono quindi essere rispettati, indipendentemente dal modo in cui si sceglie di utilizzarli. Ciò non toglie che le assenze di durata ridotta possono essere tollerate, finché non diventano un’abitudine e non pregiudicano la prestazione lavorativa o l’immagine aziendale. In linea generale, tuttavia, la pausa sigaretta deve essere fatta rientrare nelle normali pause previste dal contratto. Fare pause non autorizzate o prolungarle oltre quanto previsto costituisce infatti un illecito disciplinare, che nella peggiore delle ipotesi può portare anche al licenziamento. Questo accade, per esempio, quando l’azione viene ripetuta più volte, l’assenza è prolungata oppure c’è un danno consistente al datore di lavoro. Il danno può riguardare l’immagine dell’azienda, le mansioni lavorative o semplicemente il vincolo fiduciario alla base del contratto di lavoro.

È infine opportuno precisare che prima di fare una pausa sigaretta bisogna assicurarsi di scegliere un luogo adatto, predisposto dal datore di lavoro o comunque all’aperto. In tal proposito, resta doveroso il rispetto dei divieti sul fumo nonché delle corrette modalità di smaltimento di cenere, mozziconi e altri prodotti di scarto. I lavoratori che devono seguire particolari protocolli igienici o che indossano una divisa sono ovviamente chiamati a ulteriori accortezze, a seconda dei propri obblighi contrattuali. Gli educatori delle scuole d’infanzia, per esempio, sono in genere tenuti a cambiare gli abiti e lavare le mani prima di riprendere il lavoro dopo aver fumato, come i militari hanno doveri di decoro e disciplina.

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