Trump e i dazi compensativi: un’operazione aritmetica semplice che maschera strategie geoeconomiche e geopolitiche, con eccezioni per alleati e investitori privilegiati.
Tutti ad elucubrare, già ieri sera, sul metodo che era stato utilizzato per calcolare i dazi compensativi decisi Paese per Paese dalla Amministrazione Trump: si discuteva delle barriere tecniche ed amministrative, oltre alle manipolazioni valutarie che determinano il deficit ritenuto ingiusto.
Per l’Unione europea è stata tirata in ballo l’IVA che renderebbe ingiustamente più care le importazioni americane, mentre in America c’è solo la Sale Tax che viene determinata e riscossa Stato per Stato sulla vendita del prodotto.
Ed invece si tratta di una semplice operazione aritmetica, una divisione in cui si considera il rapporto tra il deficit americano per merci (messo al dividendo) ed il valore complessivo delle esportazioni di quel Paese verso gli Stati Uniti (messo al divisore).
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