In Wisconsin si è votato per eleggere un nuovo giudice per la Corte Suprema dello Stato: netta sconfitta per il candidato di Trump e Musk che ha speso 21 milioni per la campagna elettorale.
Donald Trump è tornato a essere il presidente degli Stati Uniti da poco più di due mesi, ma oggi 2 aprile è già un giorno cruciale per l’inquilino della Casa Bianca.
Come ben noto oggi è il “Liberation Day”, ovvero il giorno in cui Trump ufficializzerà i dazi da settimane annunciati e che potrebbero avere l’effetto di uno tsunami sul commercio e sull’economia globale.
Negli Usa però le attenzioni sono rivolte anche al Wisconsin, uno degli Stati che alle ultime elezioni presidenziali era considerato come in bilico e che alla fine è andato ai Repubblicani per uno scarto inferiore al punto percentuale, il più basso di tutto il Paese.
Ieri infatti è stato il giorno anche delle elezioni primaverili nel Wisconsin dove si è votato per eleggere un giudice della Corte Suprema dello Stato, il preside delle scuole statali e su approvare o bocciare una proposta di emendamento costituzionale che richiede un documento d’identità con foto per votare.
Ad attirare molte attenzioni Oltreoceano è stato soprattutto il voto per la Corte Suprema, considerato come una sorta di referendum su Donald Trump e sul suo alleato Elon Musk, tanto che il magnate ha sborsato la bellezza di 21 milioni di dollari per la campagna elettorale del candidato conservatore.
In Wisconsin il primo schiaffo elettorale a Trump
Questo martedì 2 aprile può essere un giorno decisivo per Donald Trump, visto che in serata arriverà l’annuncio dei dazi che colpiranno soprattutto degli alleati storici degli Usa come Canada, Corea del Sud, Giappone e Unione europea.
Se in queste settimane sono stati versati fiumi di inchiostro in merito alla questione dei dazi - anche giustamente visto gli effetti che potrebbero avere -, vale la pena però capire anche cosa è successo in questo Stato del Nord-Est.
In Wisconsin infatti la liberale Susan Crawford - giudice della contea - ha battuto nettamente il conservatore Brad Schimel, ex procuratore generale dello stato repubblicano e anche giudice della contea.
I due si sono contesi un posto nella Corte Suprema e Crawford ha superato di nove punti il candidato conservatore: grazie a questo successo adesso sono 5 i membri liberali contro 3 considerati vicini al Gop.
Il motivo di questa grande attenzione è presto detto: è probabile che la Corte Suprema emetta sentenze critiche sui diritti di voto e sulle regole elettorali prima delle elezioni di medio termine del 2026 e della corsa presidenziale del 2028, quando si prevede che il Wisconsin rimarrà un campo di battaglia centrale.
Non a caso questa competizione giudiziaria è stata la più costosa nella storia degli Stati Uniti: secondo un conteggio del Brennan Center della New York University sono stati spesi più di 90 milioni di dollari dai candidati, dai partiti statali e dai gruppi esterni, tra cui più di 21 milioni di dollari da parte di Elon Musk e dai gruppi politici a lui legati.
La Corte è anche pronta a decidere se il diritto all’aborto debba rimanere legale in tutto lo Stato, oltre a poter riesaminare una legge sostenuta dai Repubblicani che ha privato la maggior parte dei sindacati dei dipendenti pubblici del diritto di contrattazione collettiva.
Elon Musk - ormai alleato di ferro di Donald Trump e capo del DOGE che sta supervisionando una campagna di tagli ai costi senza precedenti presso il governo federale - è diventato una figura centrale nella corsa: oltre ad aver tenuto un comizio ha distribuito anche assegni da 1 milione di dollari a due elettori.
Questo voto così per molti è stato un referendum pro o contro Trump, in uno degli Stati in bilico che sarà decisivo alle elezioni 2028 dove The Donald ha fatto intendere di voler prendere parte nonostante il limite dei due mandati.
La netta sconfitta così è un duro colpo sia per Trump sia per Musk, che molto si è speso anche in prima persona in Wisconsin, il tutto mentre i sondaggi negli Stati Uniti indicano in forte calo la popolarità del presidente.
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