I nuovi dazi USA riportano le tariffe a livelli da anni ’30, sollevando timori di una crisi stile 1929. Siamo davvero alle porte della prossima grande depressione?
Il Liberation Day di Donald Trump potrebbe assumere tutt’altro significato per i mercati finanziari globali. Ormai è ufficiale, il presidente statunitense ha varato un nuovo pacchetto di dazi che porta le tariffe commerciali a livelli che non si vedevano dai tempi dello Smoot-Hawley Tariff Act del 1930, periodo che richiama i tempi della Grande Depressione.
Una coincidenza temporale che inquieta, specie se si considera che da lì in poi ci si addentrò nel cosiddetto «decennio perso», un periodo di stagnazione e incertezza che si concluse solo con la ripresa postbellica degli anni ’40.
I mercati, ovviamente, non hanno preso bene la notizia: la volatilità è tornata a salire, i rendimenti dei Treasury sono calati e le azioni growth hanno rallentato. Ma ha davvero senso temere una nuova crisi come quella del 1929? Siamo di fronte a un déjà-vu storico oppure il parallelismo è più frutto di suggestione che di reale somiglianza? [...]
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA