Stipendio, durante l’assenza per malattia? Ecco cosa spetta e le differenze tra i vari settori.
Tra i diritti riconosciuti ai lavoratori dipendenti rientra la possibilità di assentarsi dal lavoro in caso di malattia, qualora questa riduca la capacità di svolgere le proprie mansioni. Durante il periodo di assenza, il lavoratore ha diritto a un’indennità sostitutiva, che gli consente di percepire una parte della retribuzione fino alla completa guarigione.
L’indennità di malattia, però, non copre l’intero stipendio. Nei primi tre giorni di assenza - il cosiddetto periodo di carenza - la retribuzione è a carico del datore di lavoro, in base a quanto stabilito dal contratto collettivo applicato. A partire dal quarto giorno, invece, interviene l’Inps che eroga un’indennità di malattia con importi variabili a seconda della durata della malattia e del settore di appartenenza.
Sapere quanto si guadagna durante la malattia è fondamentale per evitare sorprese e pianificare al meglio le proprie finanze nel periodo di assenza dal lavoro.
Quanto si percepisce durante la malattia
Per i lavoratori in malattia, l’Inps eroga un’indennità sostitutiva dello stipendio a partire dal 4° giorno di assenza fino a un massimo di 180 giorni. I primi tre giorni, definiti periodo di carenza, sono retribuiti dal datore di lavoro secondo le disposizioni previste dal contratto collettivo.
Dal quarto al ventesimo giorno, l’indennità è pari al 50% della retribuzione media giornaliera, mentre dal ventunesimo al centottantesimo giorno la copertura sale al 66,66% della retribuzione.
Ad esempio, un dipendente con uno stipendio di 1.500 euro mensili, assente per 30 giorni, riceverà 425 euro per i primi 17 giorni e 333,30 euro per i successivi 10 giorni, per un totale di 758,30 euro nel mese, rispetto ai 1.500 euro che avrebbe percepito lavorando.
Le differenze tra i vari settori lavorativi
L’importo dell’indennità varia anche in base al settore lavorativo. Ad esempio nei pubblici esercizi e nei laboratori di pasticceria, l’indennità è pari all’80% della retribuzione per tutta la durata della malattia. Per i lavoratori marittimi, in caso di malattia fondamentale, l’indennità è pari al 75% della retribuzione percepita al momento dello sbarco, mentre per la malattia complementare il riferimento resta l’ultimo sbarco. I lavoratori ricoverati senza familiari a carico ricevono un’indennità ridotta ai 2/5 per tutta la degenza ospedaliera. Infine, anche i disoccupati possono percepire l’indennità di malattia, ma con un importo ridotto di 2/3 rispetto alla percentuale standard.
Niente stipendio in caso di assenza alle visite fiscali
Per ricevere l’indennità di malattia, il lavoratore deve ottenere un certificato medico, che il medico curante invia telematicamente all’Inps. Inoltre, è necessario rispettare gli orari di reperibilità per le visite fiscali, ovvero i controlli effettuati per verificare lo stato di malattia.
Tanto i dipendenti pubblici quanto quelli privati devono rispettare le fasce orarie sono dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00. Ricordiamo che le visite possono avvenire in qualsiasi giorno della settimana, inclusi festivi e giorni di riposo.
L’assenza alla visita fiscale comporta una sanzione con la riduzione dell’indennità di malattia. Nei primi 10 giorni di assenza, l’indennità viene completamente azzerata, mentre per il periodo successivo è ridotta del 50%. Tornando all’esempio precedente, un lavoratore che non si presenta alla visita fiscale non riceverebbe più 758,30 euro, ma poco meno di 260 euro, con un impatto significativo sul reddito mensile.
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