Quali sono i sussidi statali che spettano ai genitori per i figli? Vediamo le misure messe a disposizione per il 2025, i requisiti per averle e il loro importo.
La normativa prevede numerosi bonus per i figli che possono essere sotto forma di agevolazioni, sconti e benefici riconosciuti ai genitori. Cosa spetta nel 2025 a chi ha figli? Va sottolineato che la maggior parte delle misure è destinata a incrementare la natalità e a sostenere i nuclei familiari che hanno figli piccoli (asti pensare al bonus asilo nido o all’assegno di maternità offerto dai Comuni), ma ci sono bonus che spettano anche per quelli più grandi come l’assegno unico per i figli, che per quelli molto piccoli è più alto, ma spetta anche dopo il compimento dei 18 anni e il suo importo cala.
Quello di cui la normativa tiene conto, in ogni caso, è che quando si hanno figli a carico, c’è comunque un onere non indifferente per il nucleo familiare e nella maggior parte dei casi, anche se i figli piccoli necessitano di spese più onerose, quelli grandi studiano ben oltre la maggiore età e raggiungono l’indipendenze economica relativamente tardi.
Vediamo, quindi, cosa spetta ai genitori che hanno figli e su quali bonus è possibile contare.
I bonus per i figli, quali e quanti sono?
Di bonus su cui contare quando si hanno figli ce ne sono molti, ma sicuramente quello che ha un impatto maggiore sull’economia del nucleo familiare a causa del suo importo e della sua durata è l’assegno unico per i figli. Si tratta di un sostegno universale riconosciuto a tutte le famiglie che hanno figli a carico con età fino a 21 anni.
A questo si somma il nuovo bonus nuovi nati che prevede un’erogazione una tantum di 1.000 euro per aiutare le famiglie con bambini nati dal 1° gennaio 2025 nell’affrontare le spese che il nuovo arrivo comporta.
Tra i bonus fondamentali per le famiglie vanno ricordati anche il bonus asilo nido, il bonus mamme in busta paga, il bonus latte in polvere e il bonus cultura di 500 euro.
Andiamo ad analizzare tutte queste misure per vedere che importi prevedono e che requisiti richiedono.
Assegno unico anche per i figli
L’assegno unico spetta per i figli fino al compimento dei 21 anni. Anche se i figli, quindi, sono più grandi ai genitori è riconosciuto in ogni caso il contributo economico.
Fino al compimento dei 18 anni l’importo riconosciuto mensilmente è invariato rispetto ai figli più piccoli (con la sola eccezione di quelli con età fino 12 mesi per i quali spetta una maggiorazione del 50%; la stessa maggiorazione è riconosciuta a tutti i figli fino a 3 anni a patto che nel nucleo familiare ci siano almeno 3 minori), ovvero per chi ha un Isee fino a 17.227,33 euro è pari a 201 euro.
Quando i figli compiono la maggiore età, poi, pur continuando a essere riconosciuto l’assegno unico il suo importo scende e si dimezza, ma resta sempre vincolato all’Isee.
Bonus asilo nido
Il bonus asilo nido è un contributo economico riconosciuto per i figli con età fino a 3 anni che frequentano l’asilo nido. L’importo per i nuovi nati a partire dal 1° gennaio 2024 è di 3.600 euro l’anno (327 euro al mese circa, per 11 mesi). Il contributo serve a sostenere il costo della retta dell’asilo nido. L’importo massimo citato spetta solo per Isee fino a 40.000 euro oltre il quale si riduce a 1.500 euro.
Per i figli nati prima del 1° gennaio 2024 gli importo sono leggermente più bassi, ma sempre modulati in base all’Isee e per la precisione:
- per Isee fino a 25.000 euro spettano 3.000 euro l’anno;
- per Isee tra 25.001 e 40.000 euro spettano 2.500 euro;
- per Isee superiore a 40.000 spettano 1.500 euro.
Bonus nuovi nati
Chiamata anche “Carta nuovi nati”, il bonus spetta ai nuclei familiari con Isee fino a 40.000 euro per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2025. L’importo una tantum erogato è di 1.000 euro ed è liquidato il mese successivo a quello della nascita (o dell’adozione). Si tratta di una sorta di riedizione del primo “bonus Bebè” (2003), ma con il nuovo bonus il contributo può essere utilizzato solo per determinate spese.
Bonus di 500 euro per le attività extrascolastiche
Debutta sempre nel 2025 il bonus finalizzato a sostenere le famiglie che affrontano spese per le attività extra scolastiche dei figli. Si tratta di un bonus destinato alle famiglie con figli da 6 a 14 anni con Isee fino a 15.000 euro.
Il contributo è destinato alle famiglie che hanno costi per attività sportive, ricreative e culturali svolte al di fuori dell’orario scolastico per favorire una crescita equilibrata dei bambini.
Bonus mamma in busta paga
In vigore dal 2025 al 2027 il nuovo bonus in busta paga per le mamme che lavorano. Da quest’anno la decontribuzione è riconosciuta anche alle mamme con contratto di lavoro a termine e alle lavoratrici autonome, oltre che alle lavoratrici con contratto a tempo indeterminato.
Alla misura, però, viene posto un limite di reddito e sarà riconosciuta solo alle lavoratrici con reddito fino a 40.000 euro a patto di avere almeno 2 figli, il più piccolo dei quali che non ha compiuto i 18 anni.
Bonus latte in polvere
Il bonus latte in polvere riconosce un contributo di 400 euro alle mamme che si trovano nell’impossibilità di allattare il proprio bambino a causa di una patologia.
Il contributo può essere erogato fino al compimento del sesto mese di vita del bambino per i nuclei familiari con Isee fino a 30.000 euro. Spetta nei casi in cui sono presenti le seguenti patologie permanenti o temporanee:
- infezione da HTLV1 e 2;
- sindrome di Sheehan;
- alattogenesi ereditaria;M
- ipotrofia bilaterale della ghiandola mammaria (seno tubulare);
- mastectomia bilaterale;
- morte materna;
- infezione da HCV con lesione sanguinante del capezzolo;
- infezione da HSV con lesione erpetica sul seno o capezzolo;
- infezione ricorrente da streptococco di gruppo B;
- lesione luetica sul seno;
- tubercolosi bacillifera non trattata;
- mastite tubercolare;
- infezione da virus varicella zooster;
- esecuzione di scintigrafia;
- assunzione di farmaci che controindicano in maniera assoluta l’allattamento
- assunzione di droghe (escluso il metadone);
- alcolismo.
Bonus cultura
Nel 2025 il bonus cultura (che ora si divide in Carta della Cultura e Carta del Merito, entrambi del valore di 500 euro) spetta ai nati nel 2006, che hanno compiuto nel 2024 i 18 anni. Per avere diritto alla Carta della Cultura il nucleo familiare deve avere un Isee entro i 35.000 euro, per avere diritto alla Carta del Merito il ragazzo deve aver superato l’esame di maturità con il massimo dei voti.
Bonus per i figli: le detrazioni
Ci sono anche altri benefici che sono erogati per figli, ma per averne diritto viene meno qualche altra agevolazione già citata.
Al lavoratore possono spettare anche le detrazioni per il figlio a carico per un importo teorico pari a 950 euro (da riproporzionare al reddito), ma in questo caso significa che il figlio ha compiuto i 21 anni e non c’è più il diritto all’assegno unico (e vista l’età neanche alle detrazioni per le spese sportive e all’eventuale bonus musica).
Il genitore può contare anche sulle detrazioni delle spese di istruzione: sconto dall’Irpef al 19% su una spesa massima di 1.000 euro l’anno che si traduce in un beneficio economico di 190 euro per ogni bambino o ragazzo che frequenta la scuola.
Un’altra detrazione che spetta ai genitori è quella per lo sport dei figli con età compresa tra 5 e 18 anni. Si tratta sempre di una detrazione al 19% su una spesa massima di 210 euro l’anno per ogni figlio, che si traduce in uno sconto dall’Irpef pari a 39,90 euro.
Sempre sulla stessa tipologia rientra anche il bonus musica che permette di avere una detrazione al 19% sulla spesa sostenuta per la frequenza di scuole di musica, bande o cori (fino a un tetto massimo di 1.000 euro) per i figli con età compresa tra i 5 e i 18 anni che appartengono a nuclei familiari con Isee non superiore a 36.000 euro.
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