Testa a testa tra UniCredit e Intesa SanPaolo, parte la sfida della market cap

Laura Naka Antonelli

26 Febbraio 2025 - 16:41

Forti dell’assist di Orcel, le azioni UniCredit sfondano quota 50 euro e testano nuovi record. Ma è Intesa SanPaolo che ha fatto la storia con quella cifra sulla market cap.

Testa a testa tra UniCredit e Intesa SanPaolo, parte la sfida della market cap

UniCredit VS Intesa SanPaolo: la sfida tra le due banche italiane è partita da un po’, e a farlo notare di recente è stato lo stesso amministratore delegato di Piazza Gae Aulenti, Andrea Orcel, che non ha mancato di rimarcare, tra le altre cose, le differenze principali tra le due Big del Ftse Mib.

Ora la competizione si fa più serrata, se si considerano i nuovi massimi che sono stati testati dalle azioni UniCredit oggi, mercoledì 26 febbraio 2025, grazie alla gestione della banca da parte del Ronaldo dei banchieri Orcel.

Gestione ottima, confermata dai risultati di bilancio che hanno continuato a confermarsi solidi, con tanto di pioggia di utili e di dividendi: tutto, a dispetto di una BCE che da un po’, tagliando i tassi di interesse dell’Eurozona, non può contribuire più, diversamente da quanto fatto in passato, alla crescita del margine netto di interesse di tutte le banche, in generale, dell’area euro.

Eppure, in questo contesto più sfidante UniCredit, protagonista tra l’altro di una tripla scommessa che non è detto affatto che andrà a buon fine - visti i no incassati finora, in particolare, dalla banca tedesca Commerzbank e dalla banca italiana Banco BPM, quest’ultima messa nel mirino con l’OPS, offerta pubblica di scambio lanciata il 25 novembre 2024 - continua a guadagnarsi la massima fiducia del mercato.

Idem Intesa SanPaolo, la prima banca italiana, che ha raggiunto proprio di recente una importante pietra miliare.

UniCredit sfonda quota 50 euro e tocca nuovo record, Intesa tra le migliori del Ftse Mib

Oggi i riflettori rimangono puntati ancora e soprattutto su UniCredit, con le azioni scambiate sul Ftse Mib di Piazza Affari che scattano a nuovi valori massimi, sfondando la soglia di 50 euro.

Un bel traguardo, che sta consentendo alla market cap del gruppo bancario italiano di tallonare la capitalizzazione della prima della classe tra le banche italiane, ovvero della rivale Intesa SanPaolo.

Parlando di capitalizzazione e di valore di mercato, proprio Intesa SanPaolo ha fatto parlare infatti di sé qualche giorno fa, quando ha annunciato di avere superato per la prima volta nella storia la soglia di 80 miliardi di euro, in termini di market cap.

I nuovi acquisti sulle azioni di Intesa SanPaolo portano oggi la capitalizzazione della banca guidata dal CEO Carlo Messina a salire ulteriormente a €81,98 miliardi di euro.

Il valore di mercato di UniCredit, con i buy che scattano anche oggi sulle azioni - così come su quelle di Intesa SanPaolo - si aggira invece attorno ai 74 miliardi di euro.

Manca ancora qualche miliardo di euro per agguantare e superare Intesa SanPaolo ma, vista la fase di buy che sta interessando le banche, il traguardo degli 80 miliardi di euro da parte di Piazza Gae Aulenti sembra ormai vicino.

Dal canto suo oggi sale anche Intesa SanPaolo, confermandosi tra le azioni migliori dell’indice Ftse Mib, con un rialzo del 3% circa, che le porta a salire a quota 4,75 euro circa: il titolo dell’istituto di credito beneficia anche del giudizio positivo della divisione di ricerca di Morgan Stanley, che ieri ha promosso in generale tutto il settore bancario italiano, mettendo tuttavia in evidenza la maggiore capacità di Intesa SanPaolo e di un’altra banca italiana di far fronte alle sfide che incombono sul settore bancario.

Detto questo, Morgan Stanley ha premiato anche UniCredit, rivedendo al rialzo il target price sulle azioni.

Azioni UniCredit VS Intesa SanPaolo, cosa dicono gli analisti

In media, nel mese di febbraio è risultato che, tra le 18 raccomandazioni stilate sulle azioni UniCredit, 5 sono state pari a “Strong Buy”, 8 di “Buy”, a fronte di 4 “Hold” e di 1 “Sell”.

Occhio al rating buy che UniCredit si è vista assegnare in particolare lo scorso 18 febbraio da JP Morgan.

In media, il target price che gli analisti hanno sul titolo UCG è di 48,99 euro, con un minimo di 35 euro e un massimo di 57 euro.

Per quanto riguarda Intesa SanPaolo, tra le 20 raccomandazioni degli analisti, emergono 7 “Strong Buy”, e 10 “Buy”, a fronte di di 2 “Sell” e di 1 “Underperform”.

Il target price medio atteso dagli analisti è di 4,81 euro, compreso tra un minimo di 3,50 e un massimo di 5,36 euro, rispetto ai 4,7535 euro attuali.

Le azioni di Intesa SanPaolo sono state promosse in diverse occasioni dall’inizio del mese di febbraio 2025, con Morgan Stanley che ha alzato il target price da 4,80 a 4,90 euro e JP Morgan che ha invece aumentato il prezzo obiettivo da 5 a 5,19 euro.

I titoli della banca italiana guidata da Carlo Messina hanno ricevuto inoltre un rating “Buy” da Goldman Sachs, mentre Citi qualche giorno fa ha migliorato il target price di ISP da 4,60 a 5,10 euro.

In generale, le banche italiane stanno avendo una grande voce in capitolo nel portare l’indice Ftse Mib a volare ai nuovi record degli ultimi 18 anni.

Intesa, UCG, BPM, chi vince in Borsa? Trend settimanale, mensile, YTD, annuo e degli ultimi tre anni

Per quanto riguarda la performance sul Ftse Mib di Piazza Affari da parte di entrambe le azioni, UniCredit viaggia a un livello superiore di ben il 5% rispetto alla scorsa settimana, mentre la performance su base mensile è di uno scatto di quasi il 15%.

YTD le azioni sono schizzate di oltre il 30%, mentre su base annua il rialzo è stato superiore a +63%.

La raffica di buy ha portato inoltre il titolo UCG a volare del 300% negli ultimi tre anni di contrattazione.

Le azioni BAMI battono UniCredit su base settimanale (+6,5%), ma su base mensile e YTD il titolo Banco BPM è salito invece a ritmi più bassi rispetto alle azioni UCG, sebbene riportando rialzi di tutto rispetto, avanzando rispettivamente di oltre il 13% e di quasi +22%.

Su base annua, il guadagno delle azioni della preda Banco BPM è stato superiore a +75% (quindi in questo caso migliore delle azioni UCG), mentre negli ultimi tre anni il trend è stato di un rally di oltre +200%, non agli stessi livelli, tuttavia, di UniCredit.

Intesa SanPaolo è reduce invece da un balzo settimanale anch’essa del 5% circa, e di un rialzo su base mensile superiore a +13%.

Le azioni viaggiano a un livello superiore a +22% YTD e in crescita del 60% su base annua. Negli ultimi tre anni di contrattazione, i titoli ISP sono balzati di quasi il 91%.

Detto questo, guardando nel complesso alle banche italiane, vale la pena di non esagerare secondo qualche analista con l’euforia. La cautela è sempre d’obbligo e bisogna ancora cercare di capire fino a che punto i tagli dei tassi della BCE deprimeranno la redditività degli istituti di credito italiani.

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