Indiscrezioni parlano di nuovi acquisti con cui Caltagirone si sarebbe rafforzato nel capitale di MPS, che ha lanciato un’OPS su Mediobanca. Acquisti in corso anche su Generali.
L’imprenditore romano Francesco Gaetano Caltagirone sarebbe salito ulteriormente nel capitale di MPS-Monte dei Paschi di Siena, portando la sua quota dal 5% circa all’8%. E’ quanto emerge da alcune indiscrezioni riportate dal quotidiano La Stampa.
Obiettivo: rafforzarsi nella banca senese che già controlla insieme al MEF e a Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, per blindare ulteriormente l’OPS che il Monte dei Paschi ancora di Stato ha lanciato a sorpresa alla fine di gennaio su Mediobanca.
OPS che è stata rimandata subito al mittente da Piazzetta Cuccia, e operazione che rifletterebbe il desiderio di Caltagirone, del governo Meloni e di Delfin, di avere più voce in capitolo nel decidere il destino del campione assicurativo Assicurazioni Generali: tutto questo, nell’ambito di un intreccio di partecipazioni che vede l’imprenditore romano e la famiglia Del Vecchio, tra i principali attori della finanza made in Italy, i soci principali di tutte le tre pedine coinvolte nel risiko: MPS, Mediobanca e Generali, per l’appunto.
Da Caltagirone “acquisti in corso” su Generali e MPS. I rumor
Oggi il quotidiano La Repubblica parla di “acquisti in corso” da parte di Caltagirone sia in MPS che in Generali: acquisti che “in Borsa valgono parecchie centinaia di milioni”, e che si stanno presentando a poche settimane da assemblee cruciali per il destino di MPS e di Generali: il prossimo 17 aprile, l’assemblea degli azionisti del Monte dei Paschi si riunirà infatti per approvare l’emissione delle azioni a servizio dell’OPS lanciata da MPS su Mediobanca.
Caltagirone, sottolinea il quotidiano, punta a crescere però anche in Generali - come dimostra di per sé già il blitz su Piazzetta Cuccia con tanto di sostegno da parte del governo Meloni - in vista dell’altra assemblea clou, quella dei soci del Leone di Trieste, che dovranno esprimersi sul rinnovo del CDA del colosso assicurativo.
L’obiettivo dell’imprenditore romano sarebbe quello di mettere di nuovo i bastoni tra le ruote a Mediobanca (non per niente messa nel mirino con l’OPS del Monte), che è la prima azionista di Assicurazioni Generali e che, sotto la guida del CEO Alberto Nagel, è pronta a blindare ancora la gestione del Leone nelle mani del CEO francese Philippe Donnet. La gestione di Generali da parte di Donnet, non è certo un mistero, è stata già osteggiata in passato proprio dalla coppia Caltagirone-Del Vecchio, ora forte tuttavia del sostegno del governo Meloni, tanto che l’Offerta pubblica di scambio lanciata su Mediobanca ha insinuato alcuni sospetti anche nel mondo della politica italiana, come dimostrano le parole dell’ex presidente del Consiglio e senatore a vita Mario Monti.
Dal canto suo, Piazzetta Cuccia ha definito subito l’OPS del Monte “distruttiva di valore”, oltre che a sconto. Vero è che nelle ultime sessioni le azioni della banca senese sono salite, proprio sulla scia dei commenti di alcuni analisti che, facendo qualche calcolo, hanno fatto notare che lo sconto dell’offerta presentata per conquistare Mediobanca si è assottigliato. Detto questo, la strada del Monte per conquistare Piazzetta Cuccia non è certo in discesa, visti i no ripetuti arrivati dall’istituto guidato da Nagel. Le azioni del Monte dei Paschi di Siena, inoltre, oggi sono scese di quasi l’1% dopo i rumor relativi al rafforzamento di Caltagirone nel capitale della banca senese, prima di ridurre le perdite.
Generali, le mire di Caltagirone-Meloni-Delfin sul forziere dei risparmi degli italiani e dei BTP
In lieve ribasso le azioni di Assicurazioni Generali, in attesa di capire le prossime mosse sia dei principali azionisti che del governo Meloni.
Generali continua a portare avanti la partita tesa alla creazione di una joint venture con i francesi di Natixis: proprio quella che è vista dal governo Meloni come fumo negli occhi, sulla scia dell’eterno timore da parte dell’esecutivo, ma anche da parte di gran parte della politica italiana, che il forziere dei risparmi degli italiani, che ha anche un bel po’ di miliardi di BTP in pancia, finisca nelle mani degli stranieri, ancora di più nelle mani della Francia.
Per quanto Generali in primis sia scesa in campo smentendo tutte quelle fake news che girano sul possibile rischio che la joint venture rappresenterebbe per i risparmi degli italiani e i BTP, per Caltagirone, il MEF e la famiglia Del Vecchio con la sua Delfin, Mediobanca sarebbe proprio la giusta strada, in caso di successo dell’OPS lanciata da Monte dei Paschi di Siena, per decidere il destino del Leone di Trieste.
Non per niente, ancora prima che Generali e Natixis siglassero un accordo, tra l’altro ancora non vincolante, le trattative tra le controparti si erano confermate subito uno dei dossier che più scottavano sulla scrivania della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Generali rimane grande protagonista di Piazza Affari anche con l’altra grande manovra a sorpresa che è stata lanciata da UniCredit, entrata a gamba tesa nel suo capitale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Argomenti