Shock dazi, Wall Street KO: DJ affonda di oltre -1.600, Nasdaq -6%. No problem per Trump, che prevede un “boom per le azioni”

Laura Naka Antonelli

4 Aprile 2025 - 07:42

Dopo l’annuncio della raffica di dazi contro le economie di tutto il mondo, a Wall Street il Dow Jones è affondato di quasi 1.700 punti. Ma Trump prevede un boom.

Shock dazi, Wall Street KO: DJ affonda di oltre -1.600, Nasdaq -6%. No problem per Trump, che prevede un “boom per le azioni”

Una vera e propria ecatombe per Wall Street, finita sotto attacco dopo la raffica di dazi che il Presidente americano Donald Trump ha annunciato l’altroieri, 2 aprile 2025, nel cosiddetto “Liberation Day” per gli Stati Uniti.

Il conto delle tariffe è risultato salato soprattutto per i principali indici azionari USA, con il Dow Jones che ha terminato la giornata di contrattazioni affondando di 1.679,39 punti, o del 3,98%, a quota 40.545,93 punti, soffrendo la seduta peggiore dal giugno del 2020, anno in cui esplose la pandemia Covid-19.

Lo S&P 500 ha segnato un tonfo del 4,84% affondando a 5.396,52 punti, riportando anch’esso la seduta peggiore dal giugno del 2020, mentre il Nasdaq Composite che è precipitato del 5,97%, a 16.550,61 punti, accusando il crollo più forte dal marzo del 2020.

Bagno di sangue a Wall Street, ma Trump sfodera tutto il suo ottimismo: mercati e USA faranno boom

Il bagno di sangue che ha inondato l’azionario made in USA ha portato in particolare lo S&P 500 a capitolare al minimo dal periodo precedente la vittoria di Donald Trump alle elezioni USA del 5 novembre 2024, valore tra l’altro in fase di conclamata correzione, in quanto inferiore del 12% circa rispetto al record di chiusura testato a febbraio.

Travolte dalle vendite sono state soprattutto le azioni delle multinazionali come Nike ed Apple, scivolate rispettivamente del 14% e del 9%, così come sono capitolati i titoli delle aziende che vendono prodotti importati, come Five Below, crollata di quasi il 28%, Dollar Tree (-13%) e Gap (-20%).

L’avversione al rischio si è abbattuta inoltre contro i titoli tecnologici, con Nvidia scivolata di quasi l’8% e Tesla in ribasso di più del 5%.

Intanto, dalla Casa Bianca, dopo la carrellata di annunci shock da parte del presidente Donald Trump, è arrivata la notizia che i dazi di base del 10% entreranno in vigore il prossimo 5 aprile e che anche le tariffe più pesanti diventeranno efficaci da subito, nell’arco dei prossimi giorni. Per ora il crollo di Wall Street non è in cima alle preoccupazioni di Trump, che ha anzi commentato il tonfo storico della borsa Usa mostrandosi più che fiducioso in una fase futura di ripresa.

I mercati faranno boom, le azioni segneranno un boom. Il Paese farà boom. E il resto del mondo vorrà capire se ci sia un modo qualsiasi per giungere a un accordo”.

Nella giornata di ieri, Wall Street ha pagato dazio, è il caso di dire, più di quanto abbia fatto il resto dell’azionario globale, con la performance delle borse asiatiche che è stata sicuramente meno drammatica.

In Asia i segni meno si sono palesati subito, ma il dramma non c’è stato: l’Hang Seng della borsa di Hong Kong ha perso l’1,52%, Shanghai ha concluso la sessione in perdita di appena lo 0,24%.

Peggio hanno fatto la borsa di Sidney (-0,94%) e di Tokyo (-2,77%) ma, di fatto, non c’è stato alcun tonfo.

Detto questo, oggi il Nikkei 225 della borsa di Tokyo cede il 3,80%, a fronte di futures USA ancora negativi, con quelli sul Nasdaq che perdono più dell’1% e quelli sul Dow Jones in perdita di quasi 310 punti. I futures sullo S&P 500 arretrano dello 0,87%.

Piazza Affari e borse europee accusano il colpo dei dazi di Trump

Nella giornata di ieri, peggio dell’azionario asiatico hanno fatto invece sicuramente le borse europee, con l’indice di riferimento Stoxx 600 che ha concluso la giornata di contrattazioni in ribasso del 2,6% circa, zavorrato dalla pessima performance delle azioni di alcune multinazionali, come del colosso degli articoli sportivi Adidas, crollato dell’11%.

In apnea anche il gigante dei trasporti marittimi Maersk, considerato termometro del commercio mondiale che, paventando l’inizio di una guerra commerciale tra gli Stati Uniti e il resto del mondo, è capitolato del 9,5%.

Tra i listini azioni europei più importanti, male soprattutto il Ftse Mib di Piazza Affari, che è scivolato del 3,60%, chiudendo attorno a quota 37.070,83 punti. Giù anche la borsa di Parigi (-3,3%), la borsa di Francoforte (-2,95%) e Londra, che ha limitato i danni a una flessione pari a -1,68%.

Occhio a Piazza Affari al tonfo di alcune banche, come UniCredit, scivolata del 7% circa, BPER -6,5%, Banco BPM -5,6%, anche se alla fine della sessione sono state altre azioni a fare peggio, per la precisione Tenaris (-9,85%), Saipem (-9,02%), StMicroelectronics (-8,59%) e Stellantis (-8,06%).

In evidenza tra gli asset principali i prezzi del petrolio, che hanno incassato, oltre al colpo dei dazi di Trump anche quello dell’OPEC, con 8 Paesi esponenti dell’organizzazione più ampia OPEC+, che hanno sorpreso i mercati, annunciando il ritorno di una offerta più imponente di barili, sul mercato, a partire dal mese di maggio.

Occhio in Eurozona anche alla grande novità arrivata con la pubblicazione delle minute della BCE, relative all’ultima riunione del Consiglio direttivo del 6 marzo scorso, con cui i tassi di interesse dell’area euro sono stati sforbiciati per la sesta volta, e in attesa della prossima riunione di aprile, che sta facendo sorgere diversi dubbi su cosa deciderà di fare la presidente Christine Lagarde.

Sul mercato del forex, in evidenza la fuga dal dollaro, con il cambio EUR-USD balzato dell’1,7% a quota $1,1044.

I buy sull’euro vanno avanti, con il rapporto tra le due valute che accelera ulteriormente al rialzo fino a quota $1,1087.

A tal proposito, vale la pena di menzionare le previsioni della divisione di ricerca di Deutsche Bank, che ha lanciato un avvertimento sulla possibilità che il dollaro venga colpito da una crisi di fiducia.

“Se il calo del dollaro accelererà il passo, si tratterà di un fenomeno che non piacerà affatto alle banche centrali globali. L’ultima cosa che la BCE vuole è uno shock disinflazionistico imposto dall’esterno, provocato da una perdita di fiducia nei confronti del dollaro, così come un’accelerazione dell’euro (a cui si sta assistendo), che si affianchi ai dazi. Ci troviamo nel bel mezzo di un cambio di regime drammatico sui mercati”.

Gli acquisti sui Titoli di Stato hanno portato i rendimenti dei Treasury a 10 anni a bucare la soglia psicologica del 4%, con un tonfo fino al 3,974%, al livello minimo dall’ottobre del 2024.

Giù anche i rendimenti dei BTP a 10 anni, in ritirata di 5 punti base al 3,76% e i rendimenti dei Bund, in ribasso di 8 punti base al 2,64%.

Con l’annuncio della raffica di dazi di ieri, il presidente americano Donald Trump ha promesso agli americani che l’imposizione delle tariffe inaugurerà un’età dell’oro per l’America (“Golden Age of America”): “Alla fine, una maggiore produzione domestica significherà una competizione più forte e prezzi più bassi per i consumatori”, ha garantito, sbandierando quella che ha chiamato la “dichiarazione dell’indipendenza economica degli Stati Uniti, che rilancerà il “sogno americano”.

Dopo gli slogan “America First” e “Make America Great Againieri, mercoledì 2 aprile 2025, nel cosiddetto “Liberation Day” come lo aveva definito lui stesso nei giorni scorsi, Trump ha presentato il nuovo pilastro della sua politica economica: Make America Wealthy Again.

Gli aggiornamenti di Money.it sul panico dei mercati innescato dai dazi di Trump

Money.it ha seguito ieri, giovedì 3 aprile 2025, l’andamento dei mercati in tempo reale.

Per Wall Street un crollo che fa la storia, DJ -1.500 punti, Nasdaq -5,6%

Non c’è pace oggi per i mercati azionari globali, in particolar modo per Wall Street, che continua a puntare verso il basso.

Il Dow Jones affonda di -1.560,01 punti (-3,69%), precipitando a quota 40.654,44, mentre lo S&P 500 crolla di oltre il 4%, a 5.422.68 punti.

Sotto attacco anche e soprattutto il Nasdaq, che collassa del 5,6%, scivolando a 16.614,10 punti.

L’intensificarsi dei sell sulla borsa USA affonda il Ftse Mib di Piazza Affari, che soffre un tonfo del 3,60%, a quota 37.070 circa.

A Wall Street la carica di sell continua a travolgere le azioni delle multinazionali e delle Big Tech. Nike e Apple scivolano rispettivamente del 12% e dell’8%, mentre sia Nvidia che Tesla perdono il 6% circa.

Le grandi aziende che incentrano il loro business sulla vendita di beni importati sono quelle che pagano più di tutte, per ovvi motivi, lo schiaffo dei dazi di Trump. Gap affonda del 22%, Five Below precipita del 29%.

Piazza Affari, tra i titoli peggiori Tenaris, Saipem e UniCredit (-6%). Ftse Mib -2,7%

Tra i titoli peggiori di Piazza Affari si mettono in evidenza Tenaris, maglia nera con un crollo del 7,5%, Saipem -7%, UniCredit -6%, Finecobank -5,8%. Tra i migliori avanzano A2A +3,45%, Leonardo +3,20%, Terna +3,08%, Enel +2,90%. L’indice Ftse Mib riporta un calo del 2,67%, scendendo a quota 37.429 punti circa.

Wall Street apre in forte ribasso, Dow Jones -1.200 punti, S&P 500 verso seduta peggiore in 2 anni

L’indice Dow Jones apre la giornata di contrattazioni di Wall Street con un tonfo di 1.200 punti, lo S&P 500 scivola del 3,4%, riportando la perdita peggiore in due anni, ovvero dal settembre del 2022. Il Nasdaq Composite precipita del 3,8%.

Fuga da dollaro, Deutsche Bank teme crisi di fiducia e lancia alert shock BCE

Gli analisti di Deutsche Bank hanno lanciato un avvertimento sulla possibilità che il dollaro venga colpito da una crisi di fiducia. “Se il calo del dollaro accelererà il passo, si tratterà di un fenomeno che non piacerà affatto alle banche centralio globali. L’ultima che la BCE vuole è uno shock disinflazionistico imposto dall’esterno, provocato da una perdita di fiducia nei confronti del dollaro, così come un’accelerazione dell’euro (a cui si sta assistendo), che si affianchi ai dazi. Ci troviamo nel bel mezzo di un cambio di regime drammatico sui mercati”.

Piazza Affari: Ftse Mib -2,5%, euro +2% sul dollaro. Il commento dell’esperto

Non migliora la situazione sui mercati in attesa dell’avvio della giornata di contrattazioni di Wall Street. Il trend dei futures continua a far presagire il peggio, mentre l’azionario europeo peggiora. La borsa di Parigi segna un ribasso del 2,9%, mentre il Ftse Mib di Piazza Affari scivola di oltre il 2,5%. Perde più del 2% anche la borsa di Francoforte. Il sottoindice di riferimento delle banche, in Europa, affonda del 4,6%. Molto male anche le azioni tecnologiche, con l’indice relativo che arretra di oltre il 3,5% mentre, optando per gli asset considerati più sicuri, gli investitori scelgono i titoli del comparto delle utility, consentendo al settore di avanzare di oltre il 2% in Europa.

Sul mercato del forex, i buy continuano a premiare l’euro e la sterlina, che testano nuovi valori record degli ultimi sei mesi nei confronti del dollaro. L’euro guadagna più del 2% a $1,1078, mentre il dollaro perde nei confronti dello yen giapponese più del 2%, a JPY 145,99. I forti sell off sul dollaro USA portano lo yen a scattare al valore più alto delle ultime tre settimane nei confronti del biglietto verde.

Il rapporto sterlina-dollaro GBP-USD avanza di oltre l’1%, a $1,315. In luce anche il trend del franco svizzero, che ha testato il massimo degli ultimi cinque mesi, sul dollaro, salendo fino a CHF 0,86555 per dollaro.

Prosegue la fuga dal dollaro, ben rappresentata anche dal trend YTD della valuta americana che, dall’inizio del 2025, ha perso più del 5,7%. Detto questo, interpellato dalla CNBC, Lee Hardman, analista senior del mercato valutario di MUFG, ha fatto notare che, sicuramente, questi dazi aumenteranno in modo significativo i rischi al ribasso per la crescita mondiale. “Di conseguenza, riteniamo che alla fine il dollaro ne beneficerà”, con gli investitori che, in un clima di ulteriore avversione al rischio, preferiranno rifugiarsi nella valuta americana.

BCE, de Guindos: “dobbiamo essere estremamente prudenti”. Piazza Affari -2%, futures Dow Jones -1.200 punti

Questa incertezza significa che dobbiamo essere estremamente prudenti”. Così ha detto il vicepresidente della BCE Luis De Guindos, rimarcando la necessità che la Banca centrale europea reagisca in modo appropriato in termini di politica monetaria.

Nel frattempo le borse europee accelerano al ribasso: il CAC di Parigi perde il 2,6%, mentre il Ftse Mib di Piazza Affari lascia sul terreno il 2,2%, scivolando a 37.608 punti circa.

Male anche il Dax della borsa di Francoforte, che arretra di oltre il 2,3%. Il Ftse di Londra riporta un calo dell’1,5%, mentre l’indice benchmark dell’azionario europeo Stoxx 600, scivola di oltre il 2%, a quota 525 punti circa.

Il peggioramento del sentiment si deve alle vendite che continuano a mettere sotto pressione Wall Street: i futures sul Dow Jones crollano di oltre 1.200 punti (-2,8%), i futures sullo S&P 500 arretrano del 3,4%, mentre i futures sul Nasdaq cedono quasi il 4%, in rosso del 3,88%.

I buy sui Treasury USA deprimono i rendimenti, con quelli decennali che scivolano al 4,079%, mentre il rally dell’euro si intensifica, con il rapporto EUR-USD che scatta al rialzo dell’1,75% a $1,1047.

Euro-dollaro supera quota $1,10, continuano i buy sulla moneta unica

Il rapporto euro-dollaro EUR-USD continua a rafforzarsi, superando la soglia di $1,10, a fronte di ribassi che continuano a colpire il biglietto verde. Biglietto verde che perde in modo importante anche nei confronti dello yen, con il cambio USD-JPY che cede l’1,8% circa a JPY 146,57.

Il dollaro perde inoltre anche nei confronti della sterlina, con il rapporto GBP-USD in rialzo dell’1,28%, a quota $1,3171.

Spread BTP-Bund a 10 anni attorno a quota 112 pb. Buy su BTP e Bund con avversione al rischio

Occhio allo spread BTP-Bund a 10 anni, che viaggia in lieve rialzo attorno a 112 punti base, a fronte di rendimenti decennali dei Bund che sono scesi di quasi 8 punti base fino al 2,648%, nelle ore precedenti, testando il valore più basso dall’inizio di marzo, e che ora oscillano attorno al 2,65%.

Gli acquisti sui BTP italiani fanno sì che i rendimenti decennali scendano al 3,78%, in calo di 4 punti base. In generale, in un clima di avversione al rischio, gli investitori preferiscono rifugiarsi nel mercato del reddito fisso.

Wall Street, futures Dow Jones crollano di più di 1000 punti. Male petrolio e oro

Non sembrano trovare il fondo i futures sui principali indici azionari di Wall Street.

I contratti sul Dow Jones crollano di più di 1.000 punti (-1.057 punti), in calo del 2,49%; i futures sullo S&P 500 scivolano di oltre il 3% e i futures sul Nasdaq segnano un tonfo del 3,52%.

Male anche i prezzi del petrolio, con il contratto WTI che cede il 3% circa a $69,50 al barile e il Brent che arretra del 2,86% circa, a $72,80 al barile. E sono sotto pressione anche i prezzi dell’oro, che fanno dietrofront rispetto ai massimi precedentemente testati (ieri nuovo record a $3.167,57), con i futures con scadenza a giugno 2025 quotati sul Comex che segnano una flessione dello 0,50% circa, a quota 3.151,40 l’oncia. I prezzi dell’argento perdono il 3,77% a $33,345

Borse europee giù, banche sotto pressione. Tra le azioni crollano Maersk e Adidas

Negativo il trend delle borse europee, con l’indice di riferimento dell’azionario del blocco Stoxx 600, che perde l’1,3%. Male l’indice Dax della borsa di Francoforte (-1,5%), il Ftse della borsa di Londra (-1,25%), il Cac della borsa di Parigi (-1,7%).

Attenzione alle azioni Maersk, il colosso danese operativo nel trasporto marittimo, considerato termometro del commercio globale, che scivolano di oltre il 7%.

Il sottoindice di riferimento delle banche perde più del 3%. Tra le azioni sotto pressione, quelle del colosso retail di articoli sportici Adidas, che crolla del 9%.

Il sottoindice dei titoli automobilistici Stoxx Auto risulta piatto, dopo aver perso più del 2% a seguito della conferma dei dazi sul settore automobilistico del 25% da parte del presidente americano Donald Trump, che vanno ad aggiungersi alle tariffe già imposte sull’acciaio e sull’alluminio.

Piazza Affari: i titoli migliori e peggiori del Ftse Mib

Mezz’ora dopo l’avvio della giornata di contrattazioni a Piazza Affari il Ftse Mib, che aveva aperto in calo del 2% circa, riduce lievemente le perdite, accusando una flessione dell’1,66%, a quota 37.814,32 punti. Tra i titoli peggiori spicca BPER, che affonda di oltre il 5%.

Soffre una perdita del 5% circa anche Prysmian. Molto male anche UniCredit e Banca Popolare di Sondrio, che scivolano del 4,5%.

Tra le azioni migliori, Campari, A2A, Terna e Stellantis. Europa sotto pressione nel Day After l’annuncio dei dazi da parte dell’amministrazione USA di Donald Trump.

Si guarda alla risposta della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che, dopo l’annuncio dei dazi del 20% imposti sui prodotti UE importati dagli Stati Uniti, ha annunciato che Bruxelles “ sta preparando ulteriori contromisure , al fine di proteggere i nostri interessi e le nostre aziende, nel caso in cui le trattative dovessero fallire”.

Ancora, Von der Leyen ha sottolineato che “sembra non esserci alcun ordine nel disordine, alcun percorso chiaro nella complessità e nel caos che è stato creato, dal momento che a essere colpiti sono stati tutti i partner commerciali degli Stati Uniti ”.

In ogni caso, l’Europa “ è pronta a rispondere ”. I dazi di Trump sono stati definiti dalla numero uno della Commissione europea “un duro colpo” all’economia mondiale, che “soffrirà in modo enorme”. Von der Leyen ha parlato di “ conseguenze immense ”, che saranno avvertite immediatamente in tutto il mondo, a danno dei consumatori e delle aziende.

Non è mancato l’appello: “Non è troppo tardi per affrontare queste preoccupazioni sedendosi al tavolo delle trattative. Passiamo dallo scontro ai negoziati”.

BCE in stato di allerta

La BCE dovrà riconsiderare la situazione”. Lo ha detto Joachim Nagel, presidente della Bundesbank, banca centrale della Germania ed esponente del Consiglio direttivo della BCE. “I dazi USA minacciano la stabilità economica globale, e saranno un test per la politica monetaria”, ha continuato Nagel, noto per essere un esponente falco dell’istituzione guidata dalla presidente Christine Lagarde.

Piazza Affari va subito giù, calo del 2% per l’indice Ftse Mib

L’indice Ftse Mib di Piazza Affari apre subito in forte ribasso, scendendo del 2% circa, a quota 37.687,30 punti.

Si teme il peggio per Piazza Affari e le altre borse europee

Investitori con il fiato sospeso, in attesa dell’avvio delle contrattazioni delle principali borse europee. Il trend dei futures anticipa forti ribassi. Dai dati di IG riportati dalla CNBC, emerge che il Ftse Mib di Piazza Affari dovrebbe aprire in calo di 550 punti circa, poco al di sopra della soglia di 38.000 punti.

Per il Dax di Francoforte si stima una flessione di quasi 400 punti, per il CAC della borsa di Parigi un ribasso di 127 punti.

Il presidente americano Donald Trump ha annunciato dazi reciproci del 20% sui prodotti importati dall’Unione europea e del 10% sui prodotti del Regno Unito importati dagli Stati Uniti.

Ma a spaventare sono i nuovi dazi del 34% imposti contro la Cina, che si aggiungono a quelli esistenti del 20%, e che portano di conseguenza le tariffe sferrate contro Pechino al 54%.

Buy sui Treasury USA, in calo i rendimenti

L’avversione al rischio porta gli investitori a posizionarsi sui Treasury, i titoli di Stato americani. L’effetto è che i rendimenti dei Treasury a 10 anni scendono al 4,064%.

Dan Ives (Wedbush Securities): dazi Trump peggio del worst case scenario

I dazi appena imposti dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump? “Peggio del worst case scenario”, ha commentato Dan Ives, responsabile globale della divisione di ricerca sui titoli tecnologici di Wedbush Securities.

In una nota diffusa subito dopo l’ordine esecutivo firmato da Trump, che ha reso effettive le tariffe, Ives ha fatto notare che, “sebbene siano molti i fattori a cui gli investitori guarderanno nel corso delle prossime 24 ore, sconvolgono i dazi reciproci sulla Cina, pari al 34%. Altri grandi dazi sono quelli contro Taiwan (32%) e contro l’Unione europea (20%) ”.

Ives ha pronosticato una “forte pressione” per le azioni hi-tech, segnalando l’ansia degli investitori, che paventano “ una distruzione della domanda e delle catene di offerte, soprattutto per quanto concerne i dazi che sono stati imposti contro la Cina e Taiwan”.

L’esperto di Wedbush Securities ha citato, tra i titoli da monitorare, “ Nvidia e altre società attive nel settore dei semiconduttori , che presentano una esposizione significativa verso la Cina e Taiwan”. Per queste aziende, il timore è per “gli impatti sui margini” e, in generale, per quanto tutto ciò che “significa per la catena di offerta globale, guardando avanti”. Ives ha fatto anche il nome di Apple, altra azione a cui guardare, visto che la maggior parte della produzione degli iPhone avviene in Cina.

A Wall Street futures DJ accelerano al ribasso, -900 punti. Sell anche sul Bitcoin (-3,6%), Solana affonda (-9%)

Si intensificano ulteriormente le perdite dei futures sui principali indici azionari USA. I futures sul Dow Jones affondano ora di più di 900 punti, mentre i futures sullo S&P 500 e sul Nasdaq scendono rispettivamente del 2,95% e del 3,50%.

Le vendite colpiscono anche il Bitcoin, che segna un calo del 3,6% a 83.397 dollari circa. L’Ether arretra di più del 4% a $1.822, mentre il Solana scivola di quasi il 9%, a $119 circa.

Sell sul dollaro, euro oltre $1,09

Dollaro sotto pressione nei confronti delle principali valute mondiali. Sul mercato del forex, il rapporto EUR-USD sale dello 0,85% circa, a quota $1,0947, mentre il cambio USD-JPY arretra di oltre l’1,4%, a JPY 147,10. Il dollaro cede anche sulla sterlina, con il rapporto GBP-USD che avanza dello 0,68%, a $1,3093.

Sell sui mercati asiatici, borsa di Tokyo scivola più del 3%. Più contenute le perdite a Shanghai e Sidney

Forti vendite anche sui mercati asiatici, con l’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo che scivola di oltre il 3%, a quota 34.628,77 punti. L’indice Hang Seng della borsa di Hong Kong arretra dell’1,85% circa, mentre più contenute sono le perdite della borsa di Shanghai, che cede mezzo punto percentuale. La borsa di Sidney registra una flessione dello 0,91%.

Wall Street affonda, futures Dow Jones -850 punti, Nasdaq -3%. Nike, Apple e Tesla -7%

I futures sul Dow Jones crollano di 850 punti circa, -2%. KO anche i futures sullo S&P 500, che scivolano del 2,7%, mentre i futures sul Nasdaq fanno peggio, collassando di oltre il 3%.

I sell scatenati si abbattono in particolare contro le azioni delle multinazionali: Nike ed Apple crollano entrambe del 7%, Five Below precipita del 14%, Dollar Tree affonda dell’11% e Gap capitola dell’8,5%. Foeti vendite in generale sui titoli hi-tech USA, con le Big Tech Nvidia e Tesla che arretrano rispettivamente del 5% e del 7%.

Iscriviti a Money.it

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.