Dazi Trump, il Giorno della Liberazione USA è arrivato. “Il PIL mondiale crollerà di oltre $700 miliardi”

Laura Naka Antonelli

02/04/2025

Oggi, mercoledì 2 aprile del 2025, Donald Trump farà il grande annuncio sui dazi. Mercati, aziende, investitori, economisti e banche centrali con il fiato sospeso

Dazi Trump, il Giorno della Liberazione USA è arrivato. “Il PIL mondiale crollerà di oltre $700 miliardi”

Dazi Trump, il giorno X, o meglio il Giorno della Liberazione USA, così come lo ha definito il presidente degli Stati Uniti, è arrivato.

Oggi, 2 aprile 2025, il countdown che si è fatto progressivamente più febbrile negli ultimi giorni e che ha tenuto mercati, governi, banche centrali, investitori, aziende, e sostanzialmente cittadini di tutto il mondo con il fiato sospeso, si fermerà, con l’annuncio ufficiale dei dazi reciproci da parte dell’amministrazione americana. Dazi reciproci che, come ha anticipato la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, interpellata dalla rete televisiva Fox, porranno fine alle “pratiche commerciali sleali” che il mondo ha imposto in tutti questi anni all’economia americana. “Il resto del mondo proverà quello che gli americani hanno provato fino ad ora”, ha spiegato Leavitt.

Domani, 2 aprile 2025, sarà ricordato come uno dei giorni più importanti della storia americana moderna”, ha confermato Leavitt ricordando che, a fronte di un’America che è sempre stata “una delle economie più aperte del mondo, troppi sono stati i Paesi stranieri che hanno chiuso i loro mercati alle nostre esportazioni ”.

Un atteggiamento, ha rimarcato la portavoce della Casa Bianca, “fondamentalmente ingiusto”.

Pan per focaccia, dunque: gli Stati Uniti di Donald Trump annunceranno i cosiddetti dazi reciproci contro i loro principali partner commerciali, Europa inclusa. E le tariffe entreranno in vigore subito.

Dazi Trump, Casa Bianca: i dazi arriveranno e saranno subito efficaci

La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, in un incontro con i giornalisti, non ha dato grandi speranze che le cose possano andare diversamente: “L’annuncio sui dazi arriverà domani (oggi per chi legge). E le tariffe saranno efficaci immediatamente ”.

Altra cosa per ora certa: le tariffe andranno a colpire tutti i partner commerciali degli Stati Uniti, non un numero massimo di 10-15 economie.

A prometterlo è stato lo stesso presidente Trump che, lo scorso 31 marzo, ai giornalisti presenti sull’Air Force One, ha detto che l’America prenderà di mira “tutti i Paesi”, aggiungendo: “Chi vi ha detto 10 o 15 Paesi? Non lo avete sentito dire da me”.

Nell’attesa, l’ampia platea di economisti, strategist ed esperti vari ha già sfornato previsioni più o meno terribili. Tra i vari scenari illustrati negli ultimi giorni, anche la conta dei danni sull’economia europea presentata dalla presidente della BCE Christine Lagarde, che era anche sbottata contro quanto affermato qualche giorno prima da Donald Trump, che ha sbandierato anche ulteriori minacce.

Dazi Trump costeranno al PIL mondiale $700 miliardi. USA più penalizzati

Tra le ultime, si mettono in evidenza le proiezioni economiche stilate dallo staff dell’Organizzazione del commercio estero del Giappone Japan External Trade Organization (JETRO), che ha calcolato che l’imposizione dei dazi reciproci ridurrà il PIL globale di $700 miliardi entro il 2027.

A soffrire, in modo tra l’altro più significativo rispetto alle altre economie, potrebbero essere proprio gli Stati Uniti, alle prese con prezzi alle importazioni più alti.

Per la precisione, stando all’Institute of Developing Economies dell’organizzazione giapponese JETRO, nel caso in cui le tariffe dovessero diventare pienamente operative, il PIL mondiale potrebbe accusare una perdita dello 0,6%, il che significa che, considerando le stime del Fondo Monetario Internazionale di un prodotto interno lordo pari a 127 trilioni di dollari, la sforbiciata sarebbe all’incirca di $763 miliardi.

Da minacce Trump di febbraio a oggi Nasdaq -2.500 punti, Dow Jones -3.000 punti

Riguardo a quella che potrebbe essere la reazione dei mercati, su Wall Street l’impatto negativo della determinazione di Donald Trump a imporre i dazi è sotto gli occhi di tutti: l’indice dei titoli tecnologici Nasdaq è affondato più di 2.500 punti dal mese di febbraio, quando il presidente americano ha confermato l’intenzione di sferrare i dazi contro il resto del mondo, mentre il Dow Jones è capitolato di quasi 3.000 punti.

Oggi l’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo ha chiuso in ribasso dello 0,47%, piombando al valore minimo dal mese di settembre: in calo, in attesa delle tariffe sulle auto, che Trump ha preannunciato pari al 25%, le azioni Nissan, Toyota e Honda, sebbene le flessioni siano state contenute.

Wall Street ha chiuso la sessione di ieri contrastata, con lo S&P 500 salito dello 0,38% a 5.633,07, il Nasdaq Composite in crescita dello 0,87% a 17.449,89 e il Dow Jones Industrial Average in calo di 11,80 punti, praticamente piatto con una variazione pari a +0.03%, a 41.989,96.

Gli economisti si sono già messi da un po’ all’opera per rifare i loro conti. Sotto i riflettori le nuove stime degli economisti di Goldman Sachs, che hanno rivisto al rialzo la probabilità che l’economia americana scivoli in una condizione di recessione nei prossimi 12 mesi, alzandola dal 20% precedente al 35%.

Goldman Sachs ha rivisto al rialzo contestualmente le stime sull’inflazione degli Stati Uniti, riducendo l’outlook di crescita del PIL nel 2025 a un ritmo pari ad appena +1%. Le previsioni sul tasso di disoccupazione USA sono state alzate di 0,3 punti percentuali al 4,5% per il 2025.

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